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	<title>Association Business Center Blog &#187; Cronaca Locale</title>
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		<title>Auto contro l&#8217;albero, morte madre e figlia</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 07:08:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Non si arresta il tributo di sangue sulle strade bresciane: questa volta a perdere la vita in un incidente stradale sono state una madre e la figlia adolescente. Nel terribile incidente, ieri pomeriggio lungo la strada provinciale numero 9 Quinzanese, sono decedute due giovani donne di Quinzano, Ilenia Torri di 39 anni ed Erika Farina, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/18_17_bso_f1_364_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15012" title="18_17_bso_f1_364_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/18_17_bso_f1_364_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Non si arresta il tributo di sangue sulle strade bresciane: questa volta a perdere la vita in un incidente stradale sono state una madre e la figlia adolescente. Nel terribile incidente, ieri pomeriggio lungo la strada provinciale numero 9 Quinzanese, sono decedute due giovani donne di Quinzano, Ilenia Torri di 39 anni ed Erika Farina, 15enne, rispettivamente madre e figlia.<br />
L&#8217;incidente mortale è accaduto ieri pomeriggio intorno alle ore 14,30 lungo il rettilineo della sp 9 Quinzanese, l&#8217;arteria stradale che collega Quinzano al vicino Comune di San Paolo, a circa un chilometro dal centro commerciale «Bennet».<br />
Ilenia Torri era alla guida di una Ford CMax, e a fianco della mamma sedeva la figlia Erika: insieme si stavano recando da Quinzano in direzione dell&#8217;ospedale di Manerbio, per fare una visita all&#8217;anziana nonna di Ilenia Torri, ricoverata in gravi condizioni.<br />
Improvvisamente Ilenia Torri, circa a metà del rettilineo, ha perso il controllo della sua vettura: l&#8217;automobile è sbandata dapprima rovinosamente a destra della carreggiata, lasciando evidenti sul terreno i segni dei penumatici, andando poi a impattare violentemente contro uno degli alberi che fiancheggia la strada provinciale.<br />
L&#8217;URTO è stato violentissimo e la Ford si è letteralmente accartocciata attorno all&#8217;albero, riducendosi ad un ammasso di lamiere; a testimonianza della violenza dell&#8217;impatto, secondo i primi rilievi della Polizia stradale di Montichiari, c&#8217;è il motore della vettura, che si è staccato dagli ancoraggi ed è volato a circa cinquanta metri dal punto in cui l&#8217;auto è andata a sbattere; il motore infatti è stato recuperato sul fondo di una roggia che costeggia la carreggiata della Quinzanese.<br />
I corpi di Ilenia Torri e di sua figlia sono rimasti intrappolati nelle lamiere contorte della vettura, ed il violentissimo impatto contro l&#8217;albero ha provocato lo schiacciamento dell&#8217;automobile proprio dal lato di guida, dividendo quasi in due la vettura e non dando alcuno scampo a madre e figlia; tutto all&#8217;intorno sul manto stradale sono volati pezzi della carrozzeria.<br />
Alcuni automobilisti che transitavano in quella zona hanno lanciato immediatamente l&#8217;allarme al 118. Dalla sala operativa è stata fatta alzare in volo l&#8217;eliambulanza, che in pochi minuti è giunta sul luogo dell&#8217;incidente. Ma purtroppo per le due giovani donne non c&#8217;era più niente da fare: troppo gravi le ferite riportate nel terribile urto. Al medico del 118 non è rimasto che constatarne l&#8217;avvenuto decesso, che con ogni probabilità è stato istantaneo.<br />
Sul posto sono pure giunti i Vigili del fuoco di Orzinuovi, che hanno dovuto lavorare a lungo per estrarre i corpi delle due vittime, incastrate nell&#8217;automobile distrutta.<br />
Le salme di Ilenia Torri e Erika Farina sono state ricomposte presso la sala mortuaria del cimitero di Quinzano, a disposizione dell&#8217;autorità giudiziaria.<br />
Per recuperare il mezzo incidentato è servito l&#8217;interevento di un&#8217; autogru del 115 di Brescia.<br />
La strada è rimasta chiusa al traffico per circa tre ore, per consentire le operazioni ai mezzi di soccorso; lunghe code si sono formate in entrambi i sensi di marcia.<br />
La dinamica dell&#8217;incidente è ora al vaglio della Polizia stradale di Montichiari, intervenuta sul posto per i rilievi di legge, coadiuvata dai carabinieri della stazione di Borgo San Giacomo. Certo è che quel rettilineo è una strada maledetta, già costellata di croci.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Sui camion prima i rifiuti tossici poi il mais</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 05:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SALUTE A RISCHIO. Clamorosa svolta nelle indagini dei Nas. Seguendo i viaggi degli autocarri con scorie da Acerra a Brescia individuato un commercio parallelo
Sono stati denunciati 21camionisti e un addetto al lavaggio di Lonato. Sequestrati 20 semi-rimorchi Gli alimenti erano destinati ad aziende del Meridione
All&#8217;andata da Acerra a Brescia i camion trasportavano scorie dell&#8217;inceneritore che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/14_6_bso_f1_153_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15001" title="14_6_bso_f1_153_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/14_6_bso_f1_153_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>SALUTE A RISCHIO. Clamorosa svolta nelle indagini dei Nas. Seguendo i viaggi degli autocarri con scorie da Acerra a Brescia individuato un commercio parallelo<br />
Sono stati denunciati 21camionisti e un addetto al lavaggio di Lonato. Sequestrati 20 semi-rimorchi Gli alimenti erano destinati ad aziende del Meridione</p>
<p>All&#8217;andata da Acerra a Brescia i camion trasportavano scorie dell&#8217;inceneritore che dovevano essere smaltite dalla Systema Ambiente in località Bettole. Tutto regolare e con tanto di autorizzazione. I problemi nascevano al ritorno in Campania, nonostante i viaggi fossero pagati dallo Stato: le cisterne, dopo un rapido lavaggio a Lonato, anziché essere sanificate, venivano riempite di mangime per animali destinato ad aziende del meridione. E così il mais, come accertato dagli investigatori del Nas di Brescia, fortemente contaminato dai residui tossici finiva nella catena alimentare.<br />
L&#8217;INDAGINE iniziata a dicembre ha concluso la prima fase nei giorni scorsi con diversi sequestri su ordine della magistratura di Padova dato che in Veneto, a Cittadella e a Treviso, i Nas hanno fermato i camion che trasportavano mais in Campania: 80 i quintali di sementi che sarebbero stati macinati per essere destinati ai bovini posti sotto sequestro e che verranno distrutti.<br />
È stato denunciato il bresciano che a Lonato gestisce il lavaggio per camion che, secondo quanto accertato dai Nas, disperdeva sostanze pericolose nell&#8217;ambiente. Denunce anche per 21 camionisti dipendenti di una ditta di Maddaloni (Caserta), la Ve.Ca sud autotrasporti.<br />
NON SONO STATE accertate responsabilità, come ha sottolineato il comandante del Nas di Brescia Giuseppe Scaletta, nei confronti dell&#8217;azienda di autotrasporti, della Systema Ambiente che smaltisce il materiale e delle ditte che vendevano i mangimi.<br />
I primi sospetti i Nas li hanno avuti indagando mesi fa nel comparto alimentare degli sfarinati con controlli e sequestri anche in alcuni pastifici del sud Italia.<br />
È stato scoperto, pedinando alcuni camion diretti a Brescia, che una volta scaricato il materiale tossico, i mezzi ripartivano «pieni», anzichè vuoti, alla volta di Acerra.<br />
I camionisti caricavano merce varia, dalle farine al mais proponendo prezzi concorrenziali. Potevano abbassare e non di poco le tariffe creando problemi tra i colleghi che si trovavano così spiazzati.<br />
E&#8217; stato così possibile apprendere che era prassi diffusa ripartire carichi dalla Lombardia alla volta del Sud senza provvedere alla pulizia delle cisterne. Bastava un rapido lavaggio e sostituire i cartelli che indicavano il trasporto di «merci pericolose». Per mesi il «gioco» è riuscito a scapito della salute pubblica.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Trovato morto nel canale in Olanda</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 05:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ARTOGNE. Dopo un breve soggiorno in Germania, lo spostamento nei Paesi Bassi, poi più nessuna notizia. Venerdì l&#8217;avviso del Consolato
Il corpo di Alessandro Andreoli, 33 anni, scoperto ad Amsterdam anche se la Polizia non conferma il luogo del ritrovamento. Dall&#8217;autopsia le cause del decesso
Drammatica morte per un 33enne di Artogne, Alessandro Andreoli, il cui corpo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/13_17_bso_f1_359_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14997" title="13_17_bso_f1_359_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/13_17_bso_f1_359_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>ARTOGNE. Dopo un breve soggiorno in Germania, lo spostamento nei Paesi Bassi, poi più nessuna notizia. Venerdì l&#8217;avviso del Consolato<br />
Il corpo di Alessandro Andreoli, 33 anni, scoperto ad Amsterdam anche se la Polizia non conferma il luogo del ritrovamento. Dall&#8217;autopsia le cause del decesso</p>
<p>Drammatica morte per un 33enne di Artogne, Alessandro Andreoli, il cui corpo è stato ritrovato senza vita in un canale di Amsterdam il 2 luglio scorso. Essendo privo di documenti, ci sono voluti alcuni giorni prima che la Polizia locale riuscisse a risalire all&#8217;identità del giovane, grazie alle impronte digitali. Fatale coincidenza, un altro giovane italiano, cuoco di professione, era stato rinvenuto morto nella capitale olandese in circostanze simili pochi giorni dopo e le notizie convulse del primo momento stavano accavallandosi, rischiando di provocare uno scambio di identità.<br />
LACONICA la nota della Polizia olandese al consolato italiano di Amsterdam l&#8217;8 luglio: è stato trovato un cadavere che potrebbe essere di un cittadino italiano. Poi l&#8217;identificazione con Alessandro Andreoli nato il 10 febbraio 1977, residente ad Artogne.<br />
Nulla di più, nulla di meno, nemmeno il ritrovamento in un canale è un elemento ufficiale, anche se dalle indiscrezioni sembra comunque che il decesso sia dovuto ad una causa violenta. Ad Amsterdam spiegano che la Polizia non dà mai molte spiegazioni fino alla chiusura delle indagini; è già capitato in passato alle autorità consolari italiane di essere invitate a non disturbare il lavoro degli investigatori. La comunicazione alla famiglia, attraverso il Consolato, è arrivata nella giornata di venerdì 9 luglio, portata dai Carabinieri di Artogne.<br />
Fino ad una ventina di giorni fa il giovane aveva frequentato i parenti, poi era partito per la Germania da dove ogni tanto si faceva sentire telefonicamente. Solo negli ultimi giorni si era eclissato ed aveva interrotto i collegamenti telefonici con il padre che avrebbe voluto rientrasse in Italia, ma senza esito. Alcuni giorni di silenzio, poi la ferale notizia, che ad Artogne si è immediatamente diffusa sia perché il 33enne apparteneva ad un ceppo familiare numeroso e molto conosciuto in paese, sia perché il padre è assessore ai lavori pubblici e noto imprenditore edile. Il papà Giuseppe e la sorella Federica sono partiti ieri mattina alla volta di Amsterdam per poter vedere per l&#8217;ultima volta il caro congiunto ed espletare le pratiche per il rientro della salma. Ultimamente Alessandro non aveva fatto mistero di voler essere cremato. Quanto alle cause della morte, se per la polizia olandese si tratta di morte violenta toccherà ora all&#8217;autopsia indicarne le origini, annegamento o altro.<br />
ALESSANDRO Andreoli ha avuto una vita piuttosto travagliata e segnata da momenti difficili: a sei anni ha perso la mamma, anche lei scomparsa tragicamente in un canale idroelettrico, poi da adolescente i primi sbandamenti, la voglia di rimediare grazie all&#8217;inserimento in alcune comunità e all&#8217;affetto dei famigliari che lo hanno sempre incoraggiato. Per chi lo conosceva, Alessandro aveva un viso e modi di fare molto dolci, tranquilli, dietro ai quali probabilmente celava le sue angosce. Solo nei prossimi giorni si saprà quando le autorità olandesi consentiranno il rientro della salma ad Artogne per l&#8217;ultimo saluto della comunità.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Radiocomandi clonati, un flagello in autostrada</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 11:53:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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		<description><![CDATA[In centro città non si era sentito ancora di colpi con i radiocomadi clonati, ma in autostrada è un fenomeno che rischia di diventare norma. L&#8217;autogrill «Sebino» a Palazzolo sulla A4 è forse il più colpito. L&#8217;epicentro di questa attività criminale che, di recente, per furti in quell&#8217;area di servizio e in quella di Brembo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/06_9_bso_f1_205_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14939" title="06_9_bso_f1_205_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/06_9_bso_f1_205_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In centro città non si era sentito ancora di colpi con i radiocomadi clonati, ma in autostrada è un fenomeno che rischia di diventare norma. L&#8217;autogrill «Sebino» a Palazzolo sulla A4 è forse il più colpito. L&#8217;epicentro di questa attività criminale che, di recente, per furti in quell&#8217;area di servizio e in quella di Brembo, ha condotto all&#8217;arresto effettuato dalla Polstrada di Seriate, di cinque persone: tre immigrati bulgari e due italiani. Due azioni distinte, ma tutti catturati alla Brembo. I casi alla Sebino si moltiplicano, tant&#8217;è che alle forze dell&#8217;ordine vengono consegnati con frequenza portafogli con solo documenti all&#8217;interno e borse vuote gettati nella campagna attorno all&#8217;Autogrill dopo il furto e il prelievo di denaro e carte di credito.<br />
I CINQUE ARRESTI, avvenuti all&#8217;inizio dell&#8217;anno e a marzo, riguardano furti messi a segno non con dispositivi clonati, ma con sistemi analoghi, anche se meno sosfisticati: disturbatori delle frequenze che impediscono la chiusura delle portiere delle auto. Il proprietario non chiude, anche se è convinto di averlo fatto, avendo premuto il tasto.<br />
Al contrario il dispositivo usato in via Crispi in città dall&#8217;algerino arrestato funziona così: con un microprocessore il ladro che si è sistemato a poca distanza dal padrone dell&#8217;auto carpisce il codice del radiocomando dell&#8217;automobilista.<br />
IL CODICE VIENE trattenuto in memoria e poi trasferito ad un trasmettitore che il ladro userà per disattivare l&#8217;antifurto e sbloccare le portiere. Con un gesto tale da non destare sospetti, pigiando sulla sua «copia» di radiocomando, lancerà l&#8217;impulso sulle frequenze usate da questi dispositivi elettronici che hanno sostituito le vecchie chiavi. E a quel punto l&#8217;abitacolo o il vano portabagagli sono accessibili.<br />
Questa attrezzatura, un ladro di ultima generazione quale quello visto all&#8217;opera in città, se la può procurare abbastanza agevolmente, spendendo in tutto una cifra che non dovrebbe superare i cento euro.</p>
<p>Fonte:BRESCIAOGGI</p>
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		<title>Il dramma di Sellero: un paese ammutolito</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 13:15:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PIANCAMUNO. I sindacati incontrano l&#8217;azienda
Oggi il ritorno a casa della salma di Luigi Brina Le morti bianche lombarde sono già 28 in sei mesi
L&#8217;autopsia sulla salma è stata effettuata ieri, e bisognerà attendere stamane perchè la magistratura conceda il nulla osta alla sepoltura, e permetta il rientro a casa del corpo di Francesco Luigi Brina, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/02_19_bso_f1_412_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14900" title="02_19_bso_f1_412_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/02_19_bso_f1_412_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>PIANCAMUNO. I sindacati incontrano l&#8217;azienda<br />
Oggi il ritorno a casa della salma di Luigi Brina Le morti bianche lombarde sono già 28 in sei mesi</p>
<p>L&#8217;autopsia sulla salma è stata effettuata ieri, e bisognerà attendere stamane perchè la magistratura conceda il nulla osta alla sepoltura, e permetta il rientro a casa del corpo di Francesco Luigi Brina, l&#8217;autotrasportatore di 40 anni residente a Piancamuno che mercoledì, a Sellero, è stato ucciso da un carico che stava movimentando.<br />
Con Brina sono salite a 28 le morti bianche registrate in Lombardia nei primi sei mesi dell&#8217;anno. Una realtà che ovviamente non lascia indifferenti i sindacati: oggi alle 14, le delegazioni camune incontreranno la proprietà dell&#8217;azienda teatro del dramma; la sellerese «Riva Acciai».<br />
Stando alla prima ricostruzione dei carabinieri di Cedegolo, mercoledì attorno alle 14,30 Francesco Brina, contitolare della società di trasporti «Site» di Ceto, stava caricando fasci di putrelle nel reparto spedizioni del laminatoio della Riva Acciai. E forse a causa di un guasto del carro ponte utilizzato, un gruppo di pezzi d&#8217;acciaio del peso di circa 30 quintali si è staccato e ha centrato l&#8217;autotrasportatore, che si trovava tra il carico e il pianale dell&#8217;autotreno.<br />
La vittima (probabilmente il funerale verrà celebrato domani pomeriggio) lascia nel dolore la moglie Paola Federici e due bimbi di 6 e 4 anni.</p>
<p style="text-align: right;">fonte: bresciaoggi.it</p>
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		<title>Bresciana muore in moto a Formentera</title>
		<link>http://www.abcabc.it/blog/cronaca-locale/bresciana-muore-in-moto-a-formentera/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 13:01:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca Locale]]></category>
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		<description><![CDATA[LA TRAGEDIA DELLE BALEARI. Schianto l&#8217;altra sera nel sud dell&#8217;isola dell&#8217;arcipelago delle Baleari. Una turista camuna finisce con lo scooter contro un&#8217;automobile
La vittima è Nazzarena Troncatti di Ono San Pietro, aveva appena compiuto 36 anni. Troppo gravi i traumi per poterla salvare
Formentera sto arrivando!!!!!!!!! E vvai». Ventisei giugno, ore 23.31, Nazzarena Troncatti ferma l&#8217;entusiamo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/190592_184351_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14895" title="190592_184351_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/190592_184351_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>LA TRAGEDIA DELLE BALEARI. Schianto l&#8217;altra sera nel sud dell&#8217;isola dell&#8217;arcipelago delle Baleari. Una turista camuna finisce con lo scooter contro un&#8217;automobile</p>
<p>La vittima è Nazzarena Troncatti di Ono San Pietro, aveva appena compiuto 36 anni. Troppo gravi i traumi per poterla salvare</p>
<p>Formentera sto arrivando!!!!!!!!! E vvai». Ventisei giugno, ore 23.31, Nazzarena Troncatti ferma l&#8217;entusiamo per la partenza sulla sua bacheca di Facebook. Primo luglio Roberta, l&#8217;amica del cuore la saluta, sempre su Facebook, come si salutano gli angeli, tre parole amare come le lacrime.<br />
Nazzarena Troncatti, 36 anni appena compiuti, funzionaria di banca a Berlingo, una casa a Fantecolo di Provaglio di Iseo e origini camune a Ono San Pietro, è morta in un incidente stradale su quell&#8217;isola che amava tanto, che voleva assaporare fino in fondo, tanto da scandire i giorni che la separavano dalla partenza con il conto alla rovescia e di parlare con gli amici di &#8220;sogno che si stava avverando&#8221;.<br />
Un sogno infranto contro un&#8217;auto nell&#8217;isola del sole e del divertimento per antonomasia. «Una mujer de nacionalidad italiana que se encontraba de vacaciones en Formentera ha perdido la vida esta madrugada al chocar con la motocicleta que conducía contra un turismo», raccontavano ieri mattina il sito &#8220;Ultima Hora.Es&#8221; e la versione on line del &#8220;Diario de Ibiza&#8221;, voci delle Baleari. La donna camuna l&#8217;altra sera verso le 19 era in sella ad una moto in compagnia di un amico sulla strada che porta al faro di Cap De Barbària a sud dell&#8217;isola è finita contro un&#8217;auto, una Fiat Panda condotta da un 24enne del posto. Uno scontro violento che per Nazzarena ha avuto conseguenze drammatiche.<br />
Subito soccorsa le sue condizioni sono apparse disperate tanto che i sanitari hanno chiesto l&#8217;intervento di un elicottero dell&#8217;Ib Salut (il servizio sanitario delle Baleari) per trasferire la donna nel policlinico Madonna del Rosario della vicina Ibiza dove è arrivata dall&#8217;eliporto con un&#8217;ambulanza.<br />
La corsa in ospedale, però, è stata inutile: i sanitari hanno spiegato che prima di poter essere sottoposta ad un intervento, la donna è morta per una serie di traumi che non le hanno lasciato scampo.</p>
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		<title>Due cugini scoprono i ladri in casa vengono buttati giù per le scale</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 16:01:20 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/20090303_180024_58FCC85E_medium.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14844" title="20090303_180024_58FCC85E_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/20090303_180024_58FCC85E_medium-300x199.jpg" alt="" width="215" height="142" /></a>Scoperti in casa, i ladri buttano i proprietari giù per le scale. È accaduto  a Castelli Calepio nella notte fra lunedì e martedì. Due cugini, di 23 e 24  anni, erano in taverna: quando sono risaliti in casa, per raggiungere la  mansarda, hanno incontrato sulle scale i tre ladri. I malviventi non ci hanno  pensato due volte e, per aprirsi la strada verso l&#8217;esterno, non hanno esitato a  stintonare i due proprietari, facendoli ruzzolare giù per i gradini.</p>
<p>I  malviventi sono scappati portandosi via un orologio d&#8217;oro e una pistola  scacciacani, i due cugini invece sono finiti in ospedale per farsi medicare.  Stando al referto dei medici guariranno rispettivamente in 5 e 10 giorni dalle  contusioni e dai tagli riportati nella caduta.</p>
<p>Sul posto, dopo che è  stato dato l&#8217;allarme, sono accorsi i carabinieri di Grumello del Monte: a loro i  due cugini hanno raccontato che i tre ladri indossavano tutti passamontagna e  guanti, fatto questo che renderà complicata una possibile  identificazione.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: Eco Di Bergamo</p>
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		<title>Finti agenti derubano prostituta</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 15:38:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si fingevano poliziotti, ma in realtà sono ladri. Due milanesi e una bresciana  sono finiti in manette con l&#8217;accusa di furto aggravato, spacciandosi per agenti  di polizia hanno cercato di farsi dare del denaro da una prostituta romena. Il  triplo arresto è stato messo a segno dagli uomini della squadra Mobile al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/16_7_bso_f1_152_medium.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14840" title="16_7_bso_f1_152_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/16_7_bso_f1_152_medium-258x300.jpg" alt="" width="147" height="172" /></a>Si fingevano poliziotti, ma in realtà sono ladri. Due milanesi e una bresciana  sono finiti in manette con l&#8217;accusa di furto aggravato, spacciandosi per agenti  di polizia hanno cercato di farsi dare del denaro da una prostituta romena. Il  triplo arresto è stato messo a segno dagli uomini della squadra Mobile al lavoro  dopo una serie di segnalazioni. Sabato sera gli investigatori hanno notato due  uomini sospetti in via San Zeno, nelle vicinanze di un appartamento usato da una  prostituta. I poliziotti hanno seguito i due e hanno atteso. Dalla porta hanno  sentito la conversazione. Avevano fissato un appuntamento con la ragazza grazie  a un annuncio pubblicato, poi fingendosi poliziotti le hanno chiesto i documenti  e copia del contratto d&#8217;affitto. Per convincere la donna le hanno mostrato un  distintivo contraffatto.</p>
<p style="text-align: justify;">ALLA RAGAZZA hanno fatto credere che nel contratto  ci fossero alcune irregolarità che poteva essere sanate con il pagamento di una  certa somma di denaro. La ragazza, che aveva nascosto i soldi in un paio di  stivali, ha detto di non avere nulla e i due, dopo aver frugato per casa, si  sono accontentati di un computer portatile. Stavano uscendo con il bottino  quando la polizia è entrata nell&#8217;appartamento. Ad attendere i due uomini in  strada c&#8217;era la donna, una 47enne. La complice era a bordo di una Mercedes 220  sw, l&#8217;auto era frutto di appropriazione indebita. Nella vettura una serie di  cellulari, uno rubato a una prostituta cinese</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: BresciaOggi</p>
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		<title>Sotto sequestro un laboratorio cinese</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 13:46:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quasi cinquanta postazioni di lavoro, ventidue persone sorprese alle macchine e  una sola in regola con il contratto di lavoro. Sta tutto in queste cifre il  succo del blitz che ha visto, giovedì scorso, protagonisti gli uomini della  polizia locale di Rezzato e i colleghi di Botticino. Proprio nel paese  dell&#8217;hinterland [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quasi cinquanta postazioni di lavoro, ventidue persone sorprese alle macchine e  una sola in regola con il contratto di lavoro. Sta tutto in queste cifre il  succo del blitz che ha visto, giovedì scorso, protagonisti gli uomini della  polizia locale di Rezzato e i colleghi di Botticino. Proprio nel paese  dell&#8217;hinterland famoso per marmo calze e vino si trovava il laboratorio finito  sotto sequestro, un&#8217;impresa di confezioni con più di una pecca, però, sul fronte  del rispetto della legge in tema di sicurezza del lavoro, igiene, norme  sull&#8217;impiego.</p>
<div id="attachment_14836" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/16_17_bso_f1_360_medium1.jpg"><img class="size-medium wp-image-14836" title="16_17_bso_f1_360_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/16_17_bso_f1_360_medium1-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;interno del laboratorio tessile individuato dalla polizia locale di Rezzato. FOTOLIVE / Fabrizio Cattina</p></div>
<p style="text-align: justify;">
I termini dell&#8217;operazione di polizia giudiziaria sono stati  illustrati ieri dal comandante dei vigili di Rezzato Giancarlo Bonizzardi che ha  spiegato come le auto della polizia locale sono arrivate fino al capannone di  via Pastore a Botticino. Ad indirizzarle verso quel laboratorio la segnalazione  di un artigiano bresciano che ha messo in allerta le forze dell&#8217;ordine. Una  segnalazione tutt&#8217;altro che priva di fondamento, visto che al momento  dell&#8217;ingresso degli agenti nel capannone &#8211; ore 22.30 &#8211; erano al lavoro ventidue  persone, cinque senza alcun permesso di soggiorno o documento di identificazione  e solo uno in regola con il contratto. È bastato un occhio in giro fra le  quarantacinque postazioni di lavoro, allineate una accanto all&#8217;altra, tra  scatoloni di capi di abbigliamento e tante etichette di grandi marche, e un  sopralluogo nel &#8220;dormitorio&#8221; attiguo al laboratorio per capire quanto fossero  precarie le condizioni di vita degli operai. Nel dormitorio, dove si aggiravano  anche tre bambini, erano stati ricavati undici &#8220;loculi&#8221;, poco illuminati e  scarsamente areati, con 30 posti letto. Servizi igienici senza detergenti e  carta igienica, mentre anche la cucina non era certo da grand hotel. Ciliegina  sulla torta: la mancanza degli estintori. Insomma tanto materiale per il lavoro  dei vigili del fuoco, dei funzionari dell&#8217;Asl degli uffici di Roncadelle  dell&#8217;ispettorato del Lavoro di Brescia.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal canto suo la polizia locale di  Rezzato ha messo i sigilli al laboratorio, ha fatto scattare le manette ai polsi  del titolare dell&#8217;impresa, con l&#8217;accusa di sfruttamento e favoreggiamento  dell&#8217;immigrazione clandestina, un cittadino cinese già finito nei guai, per la  medesima ragione, nel 2007. In manette anche tre lavoratori, nei confronti dei  quali il questore aveva già emesso, lo scorso anno, un provvedimento di  espulsione. Denunciato e ricercato, invece. un altro cinese che risulta il  titolare formale dell&#8217;impresa. L&#8217;indagine ora è nelle mani del pubblico  ministero Lara Ghirardi sul cui tavolo sono finiti anche gli scarni verbali di  interrogatorio degli operai. «Tutti hanno risposto la stessa cosa &#8211; spiega il  comandante della polizia locale di Rezzato Giancarlo Bonizzardi -: sono appena  arrivati in Italia e sono in prova. Se gli si dice che avrebbero diritto ad un  giorno settimanale di riposo si mettono a ridere. Per loro, ci ha confidato  l&#8217;interprete, è normale lavorare in nero e si stupiscono delle nostre azioni.  Quando c&#8217;è lavoro, dicono, si lavora giorno e notte senza contare le ore».  Proprio come stavano facendo al momento dell&#8217;irruzione degli agenti.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: BresciaOggi</p>
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		<title>Almè, uccisa con le forbici: è in coma il presunto omicida</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 09:08:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ettore Ferrari &#8211; l&#8217;operaio di 55 anni che lunedì pomeriggio ha ucciso una sua  parente &#8211; è ancora in coma. Ferrari è ricoverato nel reparto di Rianimazione del  policlinico di Ponte San Pietro in prognosi riservata. Secondo i medici che lo  hanno in cura avrebbe assunto una grande quantità di barbiturici, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ettore Ferrari &#8211; l&#8217;operaio di 55 anni che lunedì pomeriggio ha ucciso una sua  parente &#8211; è ancora in coma. Ferrari è ricoverato nel reparto di Rianimazione del  policlinico di Ponte San Pietro in prognosi riservata. Secondo i medici che lo  hanno in cura avrebbe assunto una grande quantità di barbiturici, che lo hanno  fatto subito entrare in coma. I sanitari sperano di riuscire comunque a  salvargli la vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14813" title="127347_491845_1503BB57_8962695_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/127347_491845_1503BB57_8962695_medium.jpg" alt="" width="267" height="199" />La tragedia si è consumata nella frazione di Sorisole:  è qui che, in via Borghetto ad Almè, una casalinga di 46 anni, Lauretta Mazzola,  è stata uccisa con diversi colpi che sarebbero stati sferrati con un paio di  forbici alla gola e all&#8217;addome dal marito della cugina. Ettore Ferrari poi ha  tentato di togliersi la vita assumendo molte pastiglie di barbiturici.</p>
<p style="text-align: justify;">A  trovare entrambi, riversi nella cucina del piccolo appartamento, è stato alle  18,15 uno dei figli di Ferrari, Fabio, che non riusciva a contattare il padre,  prima al telefono e poi nemmeno al citofono. Quando ha rotto la finestra della  casa e ha scoperto cosa era accaduto, è uscito urlando. Per la donna non c&#8217;era  ormai più nulla da fare, mentre l&#8217;uomo è stato portato al policlinico di Ponte  San Pietro e sottoposto a una lavanda gastrica.</p>
<p style="text-align: justify;">I carabinieri di Zogno  stanno cercando di capire i motivi che avrebbero spinto l&#8217;uomo ad ammazzare la  cugina della moglie. E dovrà essere chiarito anche il rapporto tra i due:  durante le prime indagini gli inquirenti non hanno escluso nemmeno l&#8217;ipotesi che  i due potessero avere una relazione. I vicini li avevano sentiti litigare. Poi,  all&#8217;improvviso, il silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">Luisa Mazzola invece, moglie di Ferrari, si  trovava al Centro anziani del paese, che dista solo qualche centinaio di metri,  a giocare a tombola, come è sua abitudine. La domanda alle quale si sta ora  cercadndo di dare una risposta è per quale motivo è scoppiata la lite culminata  con l&#8217;omicidio. I carabinieri stanno accertando il tipo di rapporto che c&#8217;era  tra i due, mettendo assieme tutti i tasselli della vicenda. Intanto l&#8217;uomo è  piantonato in ospedale, in stato di arresto con l&#8217;accusa di omicidio  volontario.</p>
<p style="text-align: justify;">Lauretta Mazzola, casalinga, era nativa di Almè, ma si era  trasferita ad Azzonica dopo il matrimonio con Rino Bonacina. La coppia ha tre  figli. E tre sono i figli anche di Ettore Ferrari e Luisa Mazzola: oltre a  Fabio, che vive con loro, anche Claudio e Paolo. La salma della 46enne è stata  portata al cimitero di Villa d&#8217;Almè: non ci sono dubbi sul fatto che il pubblico  ministero farà eseguire l&#8217;autopsia, anche per stabilire con precisione con  quante coltellate la donna è stata ammazzata.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: Eco Di Bergamo</p>
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