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	<title>Association Business Center Blog &#187; Cronaca</title>
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		<title>Da Iseo a Pisogne si andrà a 90 km all&#8217;ora</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 16:29:40 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/28_7_bso_f1_162_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15162" title="28_7_bso_f1_162_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/28_7_bso_f1_162_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>È scongiurato il rischio di andare come lumache sulla nuova 510 da Iseo a Pisogne. Almeno parzialmente. Si potrà andare a 90 all&#8217;ora eccetto che dentro la galleria Trenta Passi, e forse in qualche altro tratto. Con i tutor che il Broletto ha intenzione di installare per controllare la velocità, il limite di 70 si sarebbe tradotto in un nuovo balzello a carico della Valle. «Invece di tassare i bresciani in base al reddito, si colpiranno rispetto ai chilometri che percorrono», aveva tuonato il Pd Pier Luigi Mottinelli.<br />
L&#8217;approvazione dell&#8217;aggiornamento del Piano traffico della viabilità extraurbana (Ptve) della Provincia doveva essere scontata per gli accordi presi in commissione. Ma in aula l&#8217;opposizione ha sollevato il problema, peraltro riconosciuto anche dalla maggioranza, che si è detta pronta ad accogliere la modifica, salvo impedimenti del Codice della strada.<br />
Unanimità c&#8217;è pure sulla richiesta di Fabio Ferraglio (Pd) di salvaguardare le fermate dei bus anche dove (centri abitati o tratti stradali con costruzioni lungo il ciglio) non siano possibili le piazzole imposte dal nuovo regolamento. Non si vogliono né creare complicazioni agli utenti del trasporto pubblico, né mettere i Comuni al riparo dagli effetti della nuova normativa rispetto alle scelte già compiute.<br />
L&#8217;assenza giustificata dell&#8217;assessore Maria Teresa Vivaldini e la mancanza di riferimenti di legge precisi lascia però tutti nell&#8217;incertezza, nonostante le consulenze in diretta dei tecnici dell&#8217;assessorato ai Lavori pubblici.<br />
SI ARGOMENTA che l&#8217;inserimento della 510 in classe C nella nuova classificazione delle strade permette l&#8217;innalzamento della velocità. Tuttavia l&#8217;assessore Mario Maisetti (Polizia provinciale) sostiene che la classificazione non c&#8217;entra, e per aumentare la velocità occorrono modifiche alla sede stradale e alle vie di fuga delle gallerie.<br />
Si fa strada l&#8217;ipotesi del rinvio. Alla fine, dalla delibera si decide di eliminare la vecchia ordinanza Anas che limita la velocità a 70, e si pone come regola generale la possibilità di portarla a 90 (ma non nella Trenta Passi e in alcuni altri tratti privi delle richieste caratteristiche tecniche). Bocciata, invece, la proposta avanzata dal Pd Roberto Cammarata e da Giulio Arrighini di Lega Padana Lombardia, di eliminare i cartelloni pubblicitari lungo le provinciali, adeguandosi al modello europeo per incentivare la sicurezza. I cartelli, ridotti da 1.400 a 900, sono fonte di entrate per le casse del Broletto, e in tempi di ristrettezze resteranno.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Scoperto un finto dentista Operava da dieci anni</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 05:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;OPERAZIONE. Il Nas dei carabinieri di Brescia nel centro città
Sequestrato l&#8217;ambulatorio ricavato in appartamento e sconosciuto al servizio vigilanza ispettivo dell&#8217;Asl 24/09/2010
Faceva il dentista, ma senza alcuna laurea. I Nas dei carabinieri hanno scoperto un «falso dentista» a Brescia, nella zona di via Pusterla. L&#8217;uomo, un sessantenne, è stato denunciato per esercizio abusivo della professione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/24_12_bso_f1_237_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15143" title="24_12_bso_f1_237_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/24_12_bso_f1_237_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L&#8217;OPERAZIONE. Il Nas dei carabinieri di Brescia nel centro città<br />
Sequestrato l&#8217;ambulatorio ricavato in appartamento e sconosciuto al servizio vigilanza ispettivo dell&#8217;Asl 24/09/2010</p>
<p>Faceva il dentista, ma senza alcuna laurea. I Nas dei carabinieri hanno scoperto un «falso dentista» a Brescia, nella zona di via Pusterla. L&#8217;uomo, un sessantenne, è stato denunciato per esercizio abusivo della professione medica, smaltimento illegale di farmaci e uso di macchinari radiologici senza protezione.<br />
Lo studio è stato sequestrato. È il terzo studio dentistico che viene sequestro in poco tempo dal Nas dei carabinieri per esercizio abusivo della professione medica.<br />
L&#8217;OPERAZIONE dei Nas ha preso il via da una serie di segnalazioni giunte nella sede di via Corfù. Al termine di una serie di servizi mirati di osservazione i carabinieri in camice bianco hanno individuato un appartamento nel centro di Brescia trasformato in ambulatorio odontoiatrico in cui veniva esercitata abusivamente la professione di dentista dal 60enne che non aveva alcun titolo per poterlo fare. Quando i carabinieri sono entrati nell&#8217;ambulatorio hanno trovato il falso dentista impegnato a visitare una paziente: la donna era distesa sulla poltrona del riunito odontoiatrico, l&#8217;uomo indossava camice e mascherina, e stava lavorando alla bocca della paziente.<br />
Nel corso degli accertamenti svolti presso l&#8217;ambulatorio odontoiatrico, specializzato nelle cure dentali, i carabinieri del Nas hanno acquisito le dichiarazioni della paziente che era stata sottoposta alle cure odontoiatriche.<br />
LO STUDIO, che era stato ricavato in un appartamento, era in funzione da una decina d&#8217;anni, ma era totalmente privo di qualsiasi autorizzazione amministrativa e sanitaria e sconosciuto al Servizio di vigilanza ispettivo dell&#8217;Asl.<br />
Lo studio dentistico, gestito dal falso medico, è stato quindi posto sotto sequestro e messo a disposizione dell&#8217;autorità giudiziaria. Sono in corso ulteriori accertamenti anche per stabilire la posizione contributiva del finto dentista, che pare lavorasse senza consegnare ai pazienti alcuna fattura.<br />
DA VERIFICARE anche dove il dentista fasullo si rifornisse dei farmaci che sono stati trovati nell&#8217;ambulatorio e non sono di uso comune.<br />
Sono, quindi, ancora in corso accertamenti da parte del Nas dei carabinieri.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Droga e rapine Raffica di arresti nel Bresciano</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 10:02:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
SICUREZZA. L&#8217;attività dei carabinieri
In carcere anche minorenni Sequestrata anfetamina 20/09/2010
Una quindicina di persone arrestate nell&#8217;arco di 36 ore. È il bilancio dell&#8217;attività svolta dai carabinieri tra città e provincia nel fine settimana. Rapine, spaccio di droga, spari &#8211; ne riferiamo a parte &#8211; e furto sono alcuni dei reati contestati. Gli arresti hanno interessato varie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/20_10_bso_f1_231_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15139" title="20_10_bso_f1_231_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/20_10_bso_f1_231_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>SICUREZZA. L&#8217;attività dei carabinieri<br />
In carcere anche minorenni Sequestrata anfetamina 20/09/2010</p>
<p>Una quindicina di persone arrestate nell&#8217;arco di 36 ore. È il bilancio dell&#8217;attività svolta dai carabinieri tra città e provincia nel fine settimana. Rapine, spaccio di droga, spari &#8211; ne riferiamo a parte &#8211; e furto sono alcuni dei reati contestati. Gli arresti hanno interessato varie zone del territorio e sono scattati al termine di controlli mirati a contrastare l&#8217;illegalità.<br />
A Manerbio i carabinieri di Bagnolo Mella hanno arrestato un minorenne manerbiese per rapina. Il ragazzo, vicino all&#8217;Hotel Loft, ha avvicinato un cliente che era appena sceso dall&#8217;auto. Minacciandolo con un coltello, si è fatto consegnare 70 euro. I carabinieri lo hanno scovato nascosto dietro ad alcuni cassonetti vicino al fiume Mella. Si trova al Beccaria di Milano.<br />
Rapina anche a Darfo e arresto di V.I., 25enne di Bomporto (Modena), che risale a giovedì. Il giovane ha avvicinato una prostituta brasiliana residente a Darfo e l&#8217;ha picchiata, costringendola a consegnargli 1.300 euro. È scappato in auto dove lo attendeva una donna, R.G., 24enne di Angolo Terme, che è stata denunciata.<br />
A Ghedi, durante l&#8217;evento «Fusion-E» svoltosi al Florida, i militari della Compagnia di Verolanuova hanno predisposto accurati controlli per contrastare lo spaccio di droga. Arrestati per detenzione ai fini di spaccio F.C., 35enne di Colorno (Pr), e F.A.C., una 32enne di Casarile (Mi). I militari, che hanno operato in borghese, hanno bloccato la ragazza con 21 dosi di anfetamina e 3 dosi di mescalina, l&#8217;uomo con 38 grammi di anfetamina. Denunciato un minorenne sorpreso con quattro francobolli intrisi di chetamina, sono stati segnalati alla Prefettura due maggiorenni ed un minorenne trovati in possesso di modiche quantità di droga.<br />
A Brescia, nei pressi del Freccia Rossa, in via Cassala, in arresto per spaccio A.D., 23enne tunisino clandestino, e D.G., 19enne di Gavardo, domiciliato a Collebeato. Avevano 26 grammi di eroina, mentre dei clienti li attendevano in auto. Sempre in città, in vicolo del Moro, in arresto per droga K.S., 37enne tunisino sorpreso a cedere una dose di cocaina a un 54enne bresciano.<br />
A Calcinato, sempre per droga, in arresto A.M., 22enne del paese. Spacciava in casa e la perquisizione ha portato al sequestro di 53 grammi di cocaina in dosi.<br />
A Montichiari, nei guai D.D., 30enne albanese, e V.C., 26enne romena, residenti in paese. Anche loro spacciavano in casa. La perquisizione ha portato al sequestro di 185 grammi di cocaina.<br />
A Saviore dell&#8217;Adamello in carcere è finito L.R., 25enne di Saviore. Era evaso dagli arresti domiciliari.<br />
Infine a Lonato in arresto G.P., una 42enne del paese, per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. La donna, fermata mentre viaggiava in ciclomotore in evidente stato di ebbrezza alcolica, ha reagito con violenza e ha picchiato un militare. Anche per lei cella di sicurezza in attesa del processo.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Spara alla figlia di 3 anni</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 09:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LA TRAGEDIA DI LONATO. Dramma familiare nella campagna di Esenta. I corpi trovati ieri mattina da un agricoltore. Alberto Fogari, 43 anni di Brione ha colpito alla schiena Nicole poi ha ammazzato l&#8217;adorato setter e infine si è sparato in bocca 21/09/2010
Lonato. Non voleva lasciarla, l&#8217;ha portata con sè. Alla lontananza ha preferito la morte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/213807_71788_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15135" title="213807_71788_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/213807_71788_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>LA TRAGEDIA DI LONATO. Dramma familiare nella campagna di Esenta. I corpi trovati ieri mattina da un agricoltore. Alberto Fogari, 43 anni di Brione ha colpito alla schiena Nicole poi ha ammazzato l&#8217;adorato setter e infine si è sparato in bocca 21/09/2010</p>
<p><strong>Lonato. </strong>Non voleva lasciarla, l&#8217;ha portata con sè. Alla lontananza ha preferito la morte, il nulla. Con tre spari ha messo la parola fine alla sua vita, a quella della sua piccola Nicole e anche all&#8217;esistenza dell&#8217;adorato cane. Tre colpi per placare un&#8217;angoscia che non gli dava scampo; tre colpi di fucile per «riprendere» per sempre la bambina che la legge gli imponeva di vedere soltanto a scadenze prestabilite.<br />
UN COLPO a Nicole, dritto nella schiena; un colpo al cane in pieno muso e poi l&#8217;ultimo colpo per sè, con la canna del fucile in bocca. Nessuna esitazione. Tre «botti» sparati in sequenza, solo pochi istanti di attesa prima di uccidersi, forse il tempo di vedere lo scempio sul corpo della piccola, poi ha premuto il grilletto.<br />
Alberto Fogari, 43 anni di Brione, la figlia Nicole, tre anni compiuti lo scorso 2 di marzo, e il cane sono stati trovati ieri mattina poco prima delle 11. Erano in un campo a Esenta di Lonato.<br />
LA PICCOLA, tutina gialla imbrattata di sangue, era prona, a due passi dal cane; in mano il guinzaglio azzurro scuro che usava per portare a spasso il setter. Poco più in là, nel campo, papà Alberto, il capo devastato dal colpo di fucile, l&#8217;arma abbandonata lungo il fianco.<br />
Fogari era ricercato dai carabinieri dalla sera precedente. La madre di Nicole aveva dato l&#8217;allarme: il padre avrebbe dovuto riportare la figlia per le 19, ma non si era presentato. E ieri mattina è stato un agricoltore di Esenta, che vive in una cascina in via delle Coche, a fare la macabra scoperta.<br />
Dopo l&#8217;allarme nel campo di Lonato sono arrivati gli uomini della squadra Mobile di Brescia, poi i carabinieri che, per competenza territoriale, si sono occupati della tragedia.<br />
I carabinieri hanno effettuato i rilievi, hanno prelevato il fucile da caccia automatico calibro 12. Ma il compito più ingrato è stato contattare i familiari per chiamarli in caserma e metterli al corrente di quello che era successo.<br />
Ma cosa ha spinto Fogari domenica sera a Esenta di Lonato? Cosa ha armato un uomo che appariva sereno e che aveva progetti per il futuro? È stato, probabilmente, il dolore per la separazione costante ad armare la mano Fogari, che ha scelto il campo di granturco per scrivere l&#8217;ultima pagina della sua vita. Una vita che da qualche anno si era arricchita della presenza di Nicole, bimba dolcissima, con due occhi scuri e profondi e un caschetto castano a contornare il viso. Una bambina che Alberto Fogari non vedeva sempre, perchè viveva con la mamma Sara a Ome. Forse proprio queste continue separazioni, la difficoltà a tenere i rapporti con una bambina di tre anni, hanno logorato l&#8217;equilibrio di Fogari. E domenica sera, il fucile automatico nel baule della Mitsubishi Space Star, Fogari ha deciso di porre fine a tutte le separazioni, agli adii, alle difficoltà dei rapporti.<br />
Alberto Fogari ha guidato l&#8217;auto fino a Lonato, si è infilato in un viottolo di campagna, via delle Coche, una stradina sterrata che corre per qualche chilometro nei campi coltivati a granturco. E ha sparato distruggendo la sua vita, quella della figlia e di tutti i suoi cari.<br />
«NON IMPORTA quanto lontano sei andato su una strada sbagliata: torna indietro», scriveva su Facebook qualche giorno fa Alberto. Ma domenica sera non è stato capace di tornare indietro: è andato in via delle Coche, fino in fondo. Ha fatto ciò che aveva deciso, perchè senza Nicole gli pareva non valesse più la pena vivere.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Stalking/ Pestaggi e minacce lo portano al suicidio: 2 arresti</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 15:49:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Roma, 15 set. (Apcom) &#8211; Una tragica storia di violenze e di maltrattamenti, di stalking secondo la legge che vige da qualche mese in materia, che ha portato lo scorso maggio un ragazzo di Taranto di 22 anni a togliersi la vita, impiccandosi con un cavo per l`elettricità. Partendo dal suicidio, i poliziotti della squadra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/20100915_163548_8FF8DEA2_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15120" title="20100915_163548_8FF8DEA2_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/20100915_163548_8FF8DEA2_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>Roma, 15 set. (Apcom)</strong> &#8211; Una tragica storia di violenze e di maltrattamenti, di stalking secondo la legge che vige da qualche mese in materia, che ha portato lo scorso maggio un ragazzo di Taranto di 22 anni a togliersi la vita, impiccandosi con un cavo per l`elettricità. Partendo dal suicidio, i poliziotti della squadra mobile di Taranto hanno arrestato oggi un 29nne, S.B.S., e un 32enne, F.S., entrambi di Taranto, accusati di stalking ai danni di una coppia di giovani conviventi. Gli agenti hanno ricostruito pazientemente la vicenda. Una ragazza 27enne di Taranto, maltrattata per anni dal proprio convivente, si era vista di nuovo negata la possibilità di rifarsi una vita con un altro compagno, il giovane poi suicida. Uno degli arrestati infatti, S.B.S., ex della ragazza, aveva saputo della nuova relazione sentimentale tra i due e ha pestato e minacciato più volte il 22enne, dando mandato anche ad altri suoi &#8216;emissari&#8217; di compiere atti intimidatori affinchè il ragazzo lasciasse la compagna.</p>
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		<title>Ciclismo/Medici staccano le macchine, Casarotto dichiarato morto</title>
		<link>http://www.abcabc.it/blog/cronaca/ciclismomedici-staccano-le-macchine-casarotto-dichiarato-morto/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 04:42:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sport]]></category>
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		<description><![CDATA[Ciclismo/Medici staccano le macchine, Casarotto dichiarato morto Disposto l&#8217;espianto degli organi del 19enne per la donazione 14/09/2010
Roma, 14 set. (Apcom) &#8211; Aveva solo 19 anni, la morte è arrivata per un banale incidente. E&#8217; stata dichiarata la morte cerebrale per Thomas Casarotto, il diciannovenne ciclista della UC Arcobaleno vittima di una caduta venerdì scorso durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/20100914_204736_8CD7AD57_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15106" title="20100914_204736_8CD7AD57_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/20100914_204736_8CD7AD57_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ciclismo/Medici staccano le macchine, Casarotto dichiarato morto Disposto l&#8217;espianto degli organi del 19enne per la donazione 14/09/2010</p>
<p><strong>Roma, 14 set. (Apcom)</strong> &#8211; Aveva solo 19 anni, la morte è arrivata per un banale incidente. E&#8217; stata dichiarata la morte cerebrale per Thomas Casarotto, il diciannovenne ciclista della UC Arcobaleno vittima di una caduta venerdì scorso durante il Giro del Friuli: è andato a sbatter contro un suv. I medici dell&#8217;ospedale di Udine hanno staccato le macchine che lo tenevano in vita. I gravissimi danni cerebrali riportati da Casarotto hanno spinto i medici a prendere questa delicata decisione. In accordo con i genitori del ragazzo è stato disposto l&#8217;espianto degli organi per la donazione.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Lo lascia, lui tenta di violentarla</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 04:37:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CAPRIOLO. Irruzione dei carabinieri in piena notte in un appartamento. Lei era nuda e piangeva. Arrestato l&#8217;ex fidanzato marocchino. La donna, che ha 35 anni era uscita in compagnia di un&#8217;amica per un incontro riappacificatore: era un tranello 14/09/2010
Capriolo. Lei, bresciana di 35 anni di Capriolo lo lascia interrompendo una relazione che durava da tempo.
Lui, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/211559_138451_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15099" title="211559_138451_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/211559_138451_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>CAPRIOLO. Irruzione dei carabinieri in piena notte in un appartamento. Lei era nuda e piangeva. Arrestato l&#8217;ex fidanzato marocchino. La donna, che ha 35 anni era uscita in compagnia di un&#8217;amica per un incontro riappacificatore: era un tranello 14/09/2010</p>
<p><strong>Capriolo. </strong>Lei, bresciana di 35 anni di Capriolo lo lascia interrompendo una relazione che durava da tempo.<br />
Lui, marocchino di 30 anni, pure residente nel paese della Franciacorta, tramite un&#8217;amica in comune, una capriolese di 35 anni, organizza per domenica sera un incontro chiarificatore a tre. «Per fare la pace» avrebbe detto per essere convincente. Ma si trattava di un escamotage e una volta solo in casa con l&#8217;ex fidanzata, l&#8217;avrebbe picchiata, costretta a spogliarsi e tentato una violenza carnale, sventata dall&#8217;arrivo dei carabinieri.<br />
E&#8217; accaduto poco dopo la mezzanotte di ieri in via Pozze a Capriolo. L&#8217;amica, costretta ad andarsene, intuendo le intenzioni dell&#8217;uomo ha chiesto aiuto suonando ad un campanello e ha gridato di chiamare i carabinieri: «Stanno violentando una mia amica».<br />
In via Pozze sono giunti i militari di Capriolo e gli uomini del nucleo Radiomobile di Chiari. La donna, spaventata, ha raccontato in lacrime di essere uscita in auto con l&#8217;amica e l&#8217;ex. Lei era alla guida di una Punto e stavano tornando a casa dopo aver bevuto in compagnia, forse un po&#8217; troppo per essere lucidi fino in fondo, quando l&#8217;uomo l&#8217;ha costretta a fermarsi tirando il freno a mano dopo aver cercato un approccio sessuale in auto. Ha costretto l&#8217;amica a scendere e avrebbe, secondo i carabinieri, trascinato la ex sino all&#8217;abitazione dove vive con altri connazionali. Sono stati alcuni residenti ad indicare ai carabinieri la palazzina dove abitano gli stranieri e dove, teoricamente, la coppia poteva trovarsi.<br />
AD AIUTARE i carabinieri la luce accesa in una stanza in un appartamento. I militari hanno suonato, ma nessuno ha aperto e così è stata decisa l&#8217;irruzione con un appuntato salito sul balcone, mentre i colleghi forzavano la porta. Quando sono entrati in casa la donna era nuda, sdraiata su un letto in lacrime, mentre l&#8217;ex fidanzato stava cercando di rivestirsi. Forse voleva scappare sentendosi in trappola.<br />
L&#8217;uomo è stato bloccato ed è stato portato in caserma. La ragazza ha raccontato della serata passata insieme.<br />
DI UN INCONTRO richiesto dall&#8217;ex amico e del tentativo di violenza. Sia la donna, sia il marocchino, portati in caserma, sono apparsi alterati. Probabilmente all&#8217;origine di tanta eccitazione c&#8217;era l&#8217;alcol, lo stesso che ha fatto perdere al marocchino il controllo e i freni inibitori.<br />
DOPO UNA NOTTE di interrogatori i carabinieri hanno dichiarato in arresto il maghrebino con l&#8217;accusa di sequestro di persona e tentata violenza sessuale e, in aggiunta, l&#8217;accusa di percosse. Ora si trova in carcere a Canton Mombello in attesa della convalida e degli interrogatori. Potrà dare la sua verità sui fatti, respingere eventualmente le accuse. L&#8217;inchiesta è coordinata dal pm Francesco Pappalardo.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Africano sfregiato al volto Un viado sfugge alla rapina</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 10:29:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[NOTTE VIOLENTA. L&#8217;aggressione in un piazzale di via Valsaviore con una bottiglia rotta
In via Milano bandito si finge cliente ma viene messo in fuga a colpi di borsetta
Notti di fine estate, ma ugualmente «calde» in città per un susseguirsi di episodi di violenza che si assommano ai furti in casa &#8211; in calo, dichiarano le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/07_8_bso_f1_201_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15077" title="07_8_bso_f1_201_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/07_8_bso_f1_201_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>NOTTE VIOLENTA. L&#8217;aggressione in un piazzale di via Valsaviore con una bottiglia rotta<br />
In via Milano bandito si finge cliente ma viene messo in fuga a colpi di borsetta</p>
<p>Notti di fine estate, ma ugualmente «calde» in città per un susseguirsi di episodi di violenza che si assommano ai furti in casa &#8211; in calo, dichiarano le forze dell&#8217;ordine &#8211; e nelle attività commerciali.<br />
Nel fine settimana un albanese e tre complici nella zona industriale hanno aggredito e rapinato dell&#8217;auto un bresciano in cerca di avventure. L&#8217;uomo aveva fatto salire in auto il giovane straniero che, in un zona appartata, ha estratto un coltello portandogli via la Renault «Clio». La Volante ha catturato il rapinatore dopo un inseguimento in via Cacciamali, e in via Ugoni ha individuato i complici, tutti e tre stranieri, un albanese fratello del responsabile della rapina, un egiziano e un ucraino. Una gang multietnica.<br />
IERI NOTTE, poco dopo la mezzanotte, in via Valsaviore &#8211; a ridosso della Mandolossa, nel piazzale antistante un locale che tiene aperto sino all&#8217;alba &#8211; è scoppiata l&#8217;ennesima rissa tra immigrati. In passato si sono registrati anche accoltellamenti e un omicidio. Il piazzale è punto di ritrovo di chi traffica in droga o regola il mercato della prostituzione tra via Milano, Castegnato, Gussago e Ospitaletto. E tra droga e prostituzione spesso ci sono collegamenti: chi si vende sulla strada procura anche cocaina ai clienti di lucciole e viados.<br />
Il litigio è scoppiato tra presunti spacciatori africani, come sospetta la polizia, e un ghanese di 18 anni è stato sfregiato al viso con il coccio di una bottiglia di birra. Ne avrà per due settimane. La Mobile è sulle tracce dell&#8217;aggressore.<br />
Due ore dopo in via Milano un viado sudamericano ha segnalato alla questura un tentativo di rapina. Un malvivente si è finto cliente e lo ha minacciato per impossessarsi dell&#8217;incasso della nottata, trascorsa tra via Milano e le vie limitrofe. Il viado ha gridato e ripetutamente colpito alla testa il cliente con la borsetta, costringendolo alla fuga.<br />
LA MOBILE ha individuato, per finire, il responsabile dell&#8217;aggressione avvenuta in via Togni, nella zona della Stazione, il 25 agosto. Durante un litigio, un cinese di 14 anni era stato raggiunto da una coltellata alla schiena. Tre erano gli aggressori, uno dei quali armato di coltello. È stata una vendetta maturata negli ambienti frequentati dai cinesi. E un&#8217;indagine non semplice si è conclusa con il fermo del presunto responsabile.</p>
<p>Fonte:Bresciaoggi</p>
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		<title>Massacra l&#8217;anziana zia Catturato dopo la fuga</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 07:09:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TRAGEDIA A PREVALLE. La vittima è Carla Ruffatto 83 anni. Ferita in modo grave la figlia Franca
Bloccato in riva al Chiese Emiliano Dolcetti, 35 anni e una vita disperata Interrogato, ha ammesso tutto sostenendo di aver fatto uso di droga
È durata poco meno di sette ore la fuga di Emiliano Dolcetti, il 35enne che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/18_6_bso_f1_137_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15016" title="18_6_bso_f1_137_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/18_6_bso_f1_137_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>TRAGEDIA A PREVALLE. La vittima è Carla Ruffatto 83 anni. Ferita in modo grave la figlia Franca<br />
Bloccato in riva al Chiese Emiliano Dolcetti, 35 anni e una vita disperata Interrogato, ha ammesso tutto sostenendo di aver fatto uso di droga</p>
<p>È durata poco meno di sette ore la fuga di Emiliano Dolcetti, il 35enne che ha seminato morte e orrore a Celle di Prevalle uccidendo la zia e ferendo gravemente la cugina. Poco prima delle 19 i carabinieri lo hanno fermato in paese, in riva al Chiese. Era seduto sulla sponda del fiume, i vestiti ancora sporchi di sangue. Quando ha visto i carabinieri ha cercato di scappare, si è pure gettato nel fiume, ma non ha avuto successo ed è finito in manette. Interrogato, ha ammesso le aggressioni e sostenuto di aver fatto uso di droga.<br />
La caccia a Emiliano Dolcetti è iniziata ieri poco dopo mezzogiorno, quando nell&#8217;abitazione di via San Pietro 29 si è scoperto il delitto: nella cucina dell&#8217;appartamento a piano terra di una grossa cascina c&#8217;è il corpo senza vita di Carolina Ruffatto, per tutti Carla, vedova Dolcetti. La donna indossa una vestaglia leggera, sul tavolo è tutto pronto per il pranzo, e lei è di fianco sul pavimento, ha la testa sfondata, il nipote l&#8217;ha colpita ripetutamente con un oggetto contundente, un bastone o una spranga. Un «piede di porco» per gli esperti che hanno visto lo scempio nella cucina. A pochi metri dalla madre il corpo della figlia Franca Dolcetti, 58 anni, maestra elementare a Milano, a Prevalle per le vacanze estive. Franca è ancora viva, ma le sue condizioni sono gravi. È stata ricoverata alla Poliambulanza per gravi traumi, la sua prognosi è riservata.<br />
IL GIALLO su quanto accaduto dura solo un battito di ciglia: non ci sono rapinatori da cercare, aggressori oscuri da individuare. Il responsabile della carneficina è da ricercare in famiglia, vive a pochi metri dalla casa del delitto, è un nipote difficile, un giovane che «si è bruciato con la droga». Basta l&#8217;indicazione di alcuni parenti, le poche parole della donna ferita, e i carabinieri indirizzano subito le indagini. A coordinare le operazioni interviene a Prevalle il comandante provinciale colonnello Marco Turchi. Il responsabile è Emiliano, un vicino l&#8217;ha visto arrivare poco prima di mezzogiorno e andarsene dopo un quarto d&#8217;ora. E durante le sue ricerche, per precauzione, viene disposto anche un servizio di protezione per alcuni parenti.<br />
PER ENTRARE nella casa della zia, Emiliano Dolcetti ha usato uno stratagemma: «Devo consegnarti una lettera». La zia non aveva motivo di dubitare e ha fatto scattare il portone. A Dolcetti sono bastati pochi istanti per ucciderla: ha colpito con rabbia, violenza e determinazione. La cugina forse ha cercato di difendere la madre e è stata colpita pure lei con la stessa furia. Prima di colpire, Emiliano era al lavoro nell&#8217;azienda per lo stampaggio di materie plastiche del padre. Poco dopo le undici ha lasciato l&#8217;azienda: «Ciao, vado a comprare le sigarette». Sono state le ultime parole rivolte al padre che non ha sospettato nulla. Pareva che fosse tutto nella norma, che Emiliano fosse tranquillo. Anche il suo avvocato Marino Colosio l&#8217;aveva visto di recente: «L&#8217;ho visto in azienda tre giorni fa, mi pareva stesse bene». Di recente l&#8217;aveva visto anche una vicina, nei pressi dell&#8217;edicola. «Gli ho detto: fai il bravo Emi. E lui mi ha risposto &#8220;io sono sempre bravo&#8221;». Pareva non stesse male, che i suoi fantasmi non stessero stringendo il cerchio.<br />
Ma è di tutt&#8217;altro avviso un altro parente: «L&#8217;ho visto in questi giorni, aveva una faccia che faceva paura». E pensa che qualcosa andava fatto prima anche Paolo, nipote della vittima e figlio della donna ferita. Ieri era in montagna. Doveva essere una giornata di vacanza, ma alle due è ripartito per Prevalle dopo la telefonata di alcuni familiari. A Paolo non è stata detta subito la dura verità, ma quando poco prima delle quattro è arrivato a casa ha perso il controllo. «Non avete fatto niente per fermarlo» ha urlato ai carabinieri. Un dolore irrefrenabile, che neppure tutta la compassione del mondo potrà mitigare.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Brescia, bimbo di 13 mesi muore cadendo da finestra settimo piano</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 05:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Roma, 11 lug. (Apcom) &#8211; Tragedia a Brescia, in uno dei palazzoni di via Jacopo Robusti: un bambino di 13 mesi, magrebino, è morto dopo essere precipitato per 20 metri dalla finestra della sua abitazione al settimo piano. Il 118 intervenuto è riuscito a rianimare il piccolo, che è stato portato all&#8217;ospedale, qui i medici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/20100711_173621_45195143_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14983" title="20100711_173621_45195143_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/20100711_173621_45195143_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>Roma, 11 lug. (Apcom)</strong> &#8211; Tragedia a Brescia, in uno dei palazzoni di via Jacopo Robusti: un bambino di 13 mesi, magrebino, è morto dopo essere precipitato per 20 metri dalla finestra della sua abitazione al settimo piano. Il 118 intervenuto è riuscito a rianimare il piccolo, che è stato portato all&#8217;ospedale, qui i medici sono riusciti a stabilizzarlo ma non ce l&#8217;ha fatta: dopo un&#8217;ora è morto a causa dei gravi traumi riportati. Secondo le ricostruzioni dei carabinieri di Brescia che sono arrivati sul posto si tratta di una caduta accidentale, un tragico incidente. Mentre la madre, stava preparando da mangiare e il padre si stava cambiando di abiti, il bambino gattonando è arrivato in camera, qui è salito su due letti che erano accostati, uno più basso e uno più alto; quello più alto era appoggiato alla finestra. Così, arrampicandosi, è arrivato fino alla finestra, si è affacciato, forse attratto dalle voci dei bimbi che giocano nel parco sottostante, ma si è sporto troppo ed è precipitato nel vuoto per 20 metri. I genitori entrambi del Marocco, sono regolari in Italia, la donna è una casalinga, l&#8217;uomo un operaio saldatore. Hanno un&#8217;altra bambina di tre anni.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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