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	<title>Association Business Center Blog &#187; Economia</title>
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		<title>Bus Carpenteria, sciopero CF Gomma, ancora la Cigs</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 14:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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NELLE FABBRICHE. A Mairano altra protesta, a Passirano altra Cassa 13/10/2010
Altro sciopero a MairanoUn altro sciopero &#8211; il secondo in meno di un mese dopo quasi 40 anni di attività &#8211; alla Bus Carpenteria di Mairano, la società che ha preso in affitto il ramo d&#8217;azienda della Cacciamali spa (arrivata al capolinea) leader nella produzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/13_27_bso_f1_582_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15165" title="13_27_bso_f1_582_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/13_27_bso_f1_582_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>NELLE FABBRICHE. A Mairano altra protesta, a Passirano altra Cassa 13/10/2010</p>
<p><a href="/galleries/Fotogallery/fotodelgiorno/221225/" target="_blank">Altro sciopero a Mairano</a>Un altro sciopero &#8211; il secondo in meno di un mese dopo quasi 40 anni di attività &#8211; alla Bus Carpenteria di Mairano, la società che ha preso in affitto il ramo d&#8217;azienda della Cacciamali spa (arrivata al capolinea) leader nella produzione di minibus e bus. Come già il 15 settembre l&#8217;adesione allo stop (proclamato dalle Rsu) è stato totale. I motivi? «La mancata retribuzione della mensilità di settembre e il problema ancora aperto dei 5 mesi di arretrati», spiegano fonti sindacali. Altre dichiarazioni, in merito alle prospettive future, non vengono rilasciate, poiché «la situazione è molto delicata». I 190 operai sono attualmente in Cassa integrazione straordinaria a rotazione fino al giugno 2011. Eppure, a detta dei dipendenti, le commesse non mancano, così come il lavoro: resta il problema dei pagamenti da parte di chi ritira i veicoli. No comment, al momento, anche sulle insistenti voci interne all&#8217;azienda riguardo un possibile interesse all&#8217;acquisto da parte di una società cinese e una albanese.<br />
A Carpenedolo incontro tra il sindacato e il sindaco, Gianni Desenzani: al centro dell&#8217;attenzione la vicenda della Mariani spa, l&#8217;azienda (30 addetti) che recentemente ha ufficializzato di voler chiedere il fallimento in proprio; l&#8217;istanza è stata depositata ieri al tribunale di Milano, considerato che la sede legate della società è nel capoluogo lombardo. Al primo cittadino è stato chiesto &#8211; ottenendo piena disponibilità &#8211; di attivarsi per individuare possibili interessati alle attività e per concretizzare in chiave locale l&#8217;accordo provinciale sugli anticipi da parte delle banche dei trattamenti di Cassa integrazione.<br />
A Passirano assemblea in fabbrica alla CF Gomma per illustrare i termini dell&#8217;accordo (da ratificare in sede ministeriale) sottoscritto la scorsa settimana tra proprietà e Femca, Filctem e Uilcem per l&#8217;utilizzo, tra l&#8217;altro, di un anno di Cigs per crisi aziendale per evento improvviso ed imprevisto per un massimo di 689 occupati negli stabilimenti italiani (392 in quello franciacortino) e medio di 170 addetti: attualmente rappresentano l&#8217;eccedenza di forza lavoro da gestire con l&#8217;ammortizzatore sociale. Previsto, tra l&#8217;altro, l&#8217;anticipo delle spettanze Inps.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Usa/ Yuan svalutato, Camera vicina a sanzioni contro Pechino</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 05:47:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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Usa/ Yuan svalutato, Camera vicina a sanzioni contro Pechino Il voto potrebbe avvenire la prossima settimana 24/09/2010
New York, 24 set. (Apcom) &#8211; La Camera dei Rappresentanti potrebbe votare la prossima settimana una serie di contromisure alla politica monetaria cinese, che potrebbero portare anche a delle sanzioni economiche contro Pechino. Dopo la presidente della Camera Nancy [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/20100924_070314_9FC21256_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15146" title="20100924_070314_9FC21256_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/20100924_070314_9FC21256_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Usa/ Yuan svalutato, Camera vicina a sanzioni contro Pechino Il voto potrebbe avvenire la prossima settimana 24/09/2010</p>
<p><strong>New York, 24 set. (Apcom)</strong> &#8211; La Camera dei Rappresentanti potrebbe votare la prossima settimana una serie di contromisure alla politica monetaria cinese, che potrebbero portare anche a delle sanzioni economiche contro Pechino. Dopo la presidente della Camera Nancy Pelosi, anche il capogruppo dei democratici Steny Hoyer ha deciso di appoggiare il provvedimento: &#8220;Se saremo qui la prossima settimana, allora porteremo la questione fino in fondo&#8221;. Se non si dovesse votare la prossima settimana, probabilmente qualsiasi azione legislativa slitterebbe a dopo le elezioni di metà mandato del 2 novembre. Sulla questione dello yuan sono intervenuti più volte molti membri del governo americano, dal segretario al Tesoro Timothy Geithner, al segretario di Stato Hillary Clinton, allo sesso Obama, chiedendo insistentemente che la Cina smetta di tenere artificialmente basso il valore della suo moneta. La diplomazia ha ottenuto poco. Ora gli Stati Uniti potrebbero adottare delle contromisure legali. La Commissione Stanziamenti della Camera dovrebbe formalmente prendere in considerazione la legge questo venerdì, anche se già si prevede che l`approvi. Con oltre 150 sponsor da ambedue gli schieramenti, il provvedimento ha infatti un notevole sostegno bipartisan. Nonostante il voto della Camera, è però improbabile che il Senato prendi qualsiasi decisione definitiva prima delle elezioni di metà mandato.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Dal Broletto una ricetta «salvaimprese»</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 04:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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LO STUDIO. Il presidente Daniele Molgora ha già incontrato alcune associazioni di categoria. A fine ottobre la presentazione dei risultati alle imprese. Lo strumento fiscale è stato usato per uno studio economico: tanti i suggerimenti per dare un aiuto agli imprenditori 14/09/2010
Brescia. Uno strumento fiscale per dare una mano all&#8217;impresa. Dalla banca dati degli studi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/211556_138451_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15095" title="211556_138451_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/211556_138451_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>LO STUDIO. Il presidente Daniele Molgora ha già incontrato alcune associazioni di categoria. A fine ottobre la presentazione dei risultati alle imprese. Lo strumento fiscale è stato usato per uno studio economico: tanti i suggerimenti per dare un aiuto agli imprenditori 14/09/2010</p>
<p><strong>Brescia. </strong>Uno strumento fiscale per dare una mano all&#8217;impresa. Dalla banca dati degli studi di settore ha preso il via il progetto realizzato dalla Provincia di Brescia in collaborazione con la Società Sose (società per gli studi di settore) e l&#8217;Università degli Studi di Padova che mira a fornire risposte e suggerimenti ai piccoli e medi imprenditori bresciani per uscire al meglio dalla crisi economica.<br />
Punto di partenza, come detto, gli studi di settore, strumento fiscale non proprio ben visto dagli imprenditori. Ma in questo caso, stando al presidente della Provincia Daniele Molgora, che con Giampiero Brunello, presidente Sose e Roberto Pozzana, professore di Economia e direzione aziendale all&#8217;Università di Padova, ha presentato la conclusione dello studio, gli imprenditori dovranno ringraziare proprio le centinaia di informazioni che sono state incamerate per soddisfare la «curiosità» dell&#8217;Erario.<br />
Il risultato dello studio è stato presentato ieri pomeriggio ad alcune associazioni di categoria e per la fine di ottobre sarà portato a tutte le imprese. Nello studio sono contenuti alcuni dati, alcune elaborazioni e risultati che dovrebbero permettere agli imprenditori della media e piccola impresa bresciana di attrezzarsi per fronteggiare la crisi, che ancora perdura, e per trovare soluzioni vincenti. «Questo è il primo studio così approfondito che viene fatto in termini economici in Italia» ha fatto sintesi Molgora presentando il progetto. Ma l&#8217;importanza dello studio sta soprattutto nelle ricette che fornisce agli imprenditori: «Questa analisi evidenzia modelli organizzativi, caratteristiche di un prodotto e di un sistema produtttivo per avere successo» è la conclusione di Brunello.<br />
LA BANCA DATI degli studi di settore, aggiornata ogni anno dal &#8216;98, con decine di variabili sia contabili che strutturali, ha consentito di fotografare la realtà bresciana di cinque macrosettori. E di evidenziare i punti di forza e le debolezze.<br />
L&#8217;elaborazione dei dati ha permesso di evidenziare che nel settore meccanico, lavorazioni metalliche, lavorazioni plastiche, elettromeccanica e abbigliamento,(costituiscono oltre il 70 per cento di valore aggiunto della piccola e media impresa bresciana) la produzione di valore aggiunto è nettamente superiore alla media nazionale. Un dato decisamente utile per gli imprenditori del settore.<br />
Qualche debolezza è stata evidenziata per i distretti della rubinetteria e dei casalinghi: producono meno valore aggiunto di quanto prodotto dalla media nazionale. Ma trovato il malanno è già pronta la cura. «Occorre lavorare per alzare l&#8217;efficenza di queste imprese &#8211; fa sintesi Pozzana -: la rubinetteria ha più chance di uscire dalla crisi perchè ha investito di più della media mazionale». Per Pozzana è essenziale che i distretti studiati lavorino sulla flessibilità e sull&#8217;esternalizzazione, oltre che lavorare per ridurre la giacenza di magazzino. Lo studio ha evidenziato anche una caratteristica che pone Brescia in controtendenza con il resto del Paese e dell&#8217;Europa: nella piccola e media impresa bresciana si è cercato di mantenere il capitale umano generando, ovviamente, una contrazione del valore aggiunto. Cosa fare, dunque, per superare la crisi? La ricetta viene da Broletto, Sose e Università di Padova.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>La Ue alza le stime dei Pil: Germania 3,4%, Italia 1,1</title>
		<link>http://www.abcabc.it/blog/economia/la-ue-alza-le-stime-dei-pil-germania-34-italia-11/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 04:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo_gierreti]]></category>

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		<description><![CDATA[CRISI. Quasi raddoppiate rispetto alla primavera le previsioni di crescita: +1,7% per l&#8217;Eurozona
La Commissione mette in guardia dalla possibilità di nuove tensioni sui mercati finanziari e richiama su conti e riforme strutturali 14/09/2010
BRUXELLES
La ripresa in Europa è più forte del previsto. Lo confermano le stime della Commissione Ue, quasi raddoppiate rispetto alla primavera. In maggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CRISI. Quasi raddoppiate rispetto alla primavera le previsioni di crescita: +1,7% per l&#8217;Eurozona<br />
La Commissione mette in guardia dalla possibilità di nuove tensioni sui mercati finanziari e richiama su conti e riforme strutturali 14/09/2010</p>
<p>BRUXELLES<br />
La ripresa in Europa è più forte del previsto. Lo confermano le stime della Commissione Ue, quasi raddoppiate rispetto alla primavera. In maggio Bruxelles indicava per il 2010 una crescita dell&#8217;Eurozona dello 0,9%. Le ultime previsioni parlano di +1,7%, che diventa +1,8 per l&#8217;intera Ue.<br />
Il pil della Germania a fine anno dovrebbe segnare +3,4, seguono Paesi Bassi (1,9), Regno Unito (1,7) e Francia (1,6). Migliorano le previsioni per l&#8217;Italia, che però non dovrebbe andare oltre l&#8217;1,1% (la precedente stima era 0,8). Una «ripresa moderata», scrive la Commissione Ue, che pone l&#8217;Italia in coda. Peggio fa solo la Spagna, che resterà in recessione (-0,3%).<br />
Il quadro è comunque confortante, anche se Dominique Strauss-Khan direttore generale dell&#8217;Fmi, sottolinea come sia sbagliato pensare che la crisi sia passata. Olli Rehn, commissario Ue agli affari economici e monetari, invita alla prudenza: la ripresa è fragile ed esposta a rischi, non ultimo quello di «nuove tensioni sui mercati finanziari», che per Bruxelles «non sono da escludere». Ecco perché per la Commissione Ue la parola d&#8217;ordine è sempre la stessa: risanamento dei bilanci e riforme strutturali, per rafforzare il sistema della zona euro e renderlo il più immune possibile da choc. Anche perché, sottolinea Rehn, le differenze tra i Paesi sono notevoli e creano squilibri. Una situazione che apparirà ancor più chiara con le previsioni economiche complete che la Commissione Ue pubblicherà il 29 novembre.<br />
«Certo», ha affermato Rehn, «la crescita italiana è più lenta rispetto a quella della Germania e di altri Paesi. C&#8217;è una piccola revisione verso l&#8217;alto delle previsioni, però la nostra analisi è che l&#8217;Italia beneficia meno dell&#8217;aumento del commercio globale. E questo è probabilmente dovuto a una quota di export più bassa verso le economie emergenti e alla perdita di competitività accumulatasi nell&#8217;ultimo decennio».<br />
Senza contare che la «fragilità del mercato del lavoro», sottolinea Bruxelles, non fa decollare i consumi privati. Di qui la ricetta: Roma deve compiere sforzi costanti per completare le riforme strutturali «essenziali per creare più competitività e più posti di lavoro». In tale contesto Rehn auspica anche una maggiore «moderazione salariale, che dovrebbe aiutare l&#8217;Italia a ridurre la perdita di competitività».</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Medeghini, luci all&#8217;orizzonte «Ideal», l&#8217;azienda all&#8217;attacco</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 04:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Vari fronti aperti nelle vertenze sindacali in provincia. Segnali positivi per quanto riguarda Medeghini, mentre continua la lunga vicenda Ideal Standard.
I SEGNALI positivi a Mazzano sono arrivati sin da ieri mattina. I sindacati avevano indetto uno sciopero concordato nell&#8217;assemblea di giovedì scorso. Ma sin dalle prime ore del mattino il presidente Arturo Medeghini e l&#8217;amministratore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/14_27_bso_f1_539_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15084" title="14_27_bso_f1_539_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/14_27_bso_f1_539_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Vari fronti aperti nelle vertenze sindacali in provincia. Segnali positivi per quanto riguarda Medeghini, mentre continua la lunga vicenda Ideal Standard.<br />
I SEGNALI positivi a Mazzano sono arrivati sin da ieri mattina. I sindacati avevano indetto uno sciopero concordato nell&#8217;assemblea di giovedì scorso. Ma sin dalle prime ore del mattino il presidente Arturo Medeghini e l&#8217;amministratore delegato Severino Medeghini hanno manifestato l&#8217;intenzione di aprire una trattativa sui salari pregressi non ancora riscossi. È stato così sottoscritto un accordo per quanto le spettanze dei lavoratori che devono riscuotere da aprile. L&#8217;accordo prevede entro il 29 di ottobre il pagamento di tutte le spettanze con cadenze settimanali. Un totale di sei mensilità circa. Si tratta di un impegno per 140 dipendenti. Oggi sarà data una prima parte da 400 euro. Successivamente saranno corrisposte quattro tranches da mille euro ogni venerdì e tre tranches da duemila per ciascun dipendente, fino all&#8217;estinzione del pregresso. Giovedì mattina si procederà all&#8217;esame congiunto tra le parti per capire i piani futuri. In particolare i sindacati sono interessati a capire le eventuali ripercussioni per i vecchi dipendenti.<br />
A ROMA invece si è tenuto un incontro sull&#8217;Ideal Standard di via Milano. Per quanto riguarda Brescia l&#8217;azienda si è detta pronta a far fronte agli impegni presi nel febbraio scorso. Ma secondo quanto riportato da fonti sindacali ha anche sottolineato che per quanto riguarda Comune e Provincia di Brescia ci sono stati dei rallentamenti sugli impegni presi. Nello specifico sulla formazione su cui si era impegnata la Provincia l&#8217;azienda ha dichiarato di voler comunque far fronte direttamente attraverso Fondimpresa, mentre dal punto di vista dei lavori su via Dalmazia per la nuova piattaforma logistica Ideal Standard ha richiamato il Comune di Brescia agli impegni. Nel frattempo la Giunta &#8211; che ieri era riunita in consiglio comunale &#8211; ha ribadito la massima allerta sia sugli impegni di natura urbanistica che occupazionale. Ora l&#8217;attenzione è spostata sull&#8217;incontro di questa mattina al Crystal Palace (assessorato provinciale) a cui parteciperà anche il sottosegretario Stefano Saglia.<br />
A PALAZZOLO la Wictor ha manifestato ai sindacati l&#8217;intenzione di richiedere il concordato. Le controparti sono state riconvocate giovedì mattina alle 8 per trovare un accordo rispondendo alle condizioni poste dalle organizzazioni sindacali nei giorni scorsi.<br />
Nell&#8217;ambito della vicenda Lineapiù &#8211; Cotonificio Ferrari di Adro ieri la Femca con una nota stampa ha ribadito la propria disponibilità a chiudere la trattativa in corso con Hsg (di Gianbattista Penna) con l&#8217;obiettivo di salvare quanti più posti possibile e mantenere in vita l&#8217;unità produttiva. Una presa di posizione unilaterale per ora non condivisa da tutte le sigle sindacali presenti in azienda.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Cotonificio Ferrari È una corsa contro il tempo</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 10:10:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo_gierreti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Le parti restano distanti, le nubi minacciano di tornare dense sul futuro della fabbrica e dei lavoratori. Si è trasformata in una sorta di corsa contro il tempo la trattativa avviata dai sindacati e dai vertici della H.S.G. di Chiari, la società che ha presentato l&#8217;unica proposta per rilevare il ramo d&#8217;azienda del Cotonificio Roberto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/07_23_bso_f1_530_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15060" title="07_23_bso_f1_530_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/09/07_23_bso_f1_530_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Le parti restano distanti, le nubi minacciano di tornare dense sul futuro della fabbrica e dei lavoratori. Si è trasformata in una sorta di corsa contro il tempo la trattativa avviata dai sindacati e dai vertici della H.S.G. di Chiari, la società che ha presentato l&#8217;unica proposta per rilevare il ramo d&#8217;azienda del Cotonificio Roberto Ferrari di Adro, del gruppo Lineapiù in amministrazione straordinaria gestito dal commissario Giovanni Grazzini.<br />
Ieri l&#8217;ennesimo incontro non ha prodotto alcun risultato, con le organizzazioni di categoria impegnate a convincere la controparte a farsi carico di tutta la forza lavoro (invece dei 66 su 159 previsti nella proposta) per gestire successivamente, attraverso l&#8217;utilizzo di ammortizzatori sociali e il part-time, l&#8217;eccesso di forza lavoro. H.S.G., dal canto suo, ha ribadito che, in base al piano predisposto (tra l&#8217;altro prevede una riduzione dei costi e un fatturato annuo di 10 milioni di euro nella prima fase) non può farsi carico di un numero di addetti superiore a quello prospettato. Oggi la situazione sarà al centro dell&#8217;assemblea in fabbrica, domani nuovo incontro tra le parti, considerato da alcuni protagonisti come «decisivo» per scongiurare scenari preoccupanti.<br />
A Brescia sale l&#8217;attesa sul fronte Ideal Standard, in vista delle nuove iniziative (alcune anche a breve) promosse dal fronte sindacale, ma anche degli incontri preannunciati all&#8217;inizio della prossima settimana a Roma e Brescia: in città è previsto anche un presidio dei lavoratori, davanti alla sede dell&#8217;assessorato alle Attività produttive, da mesi impegnati nel chiedere il rispetto degli accordi e la realizzazione della nuova piattaforma logistica del gruppo nell&#8217;area della Piccola in via Dalmazia. La struttura è destinata a creare nuove prospettive occupazionali per 64 addetti.</p>
<p>Fonte:Bresciaoggi</p>
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		<title>Domani Telecom avvia 3.700 licenziamenti</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 06:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CRISI. Dopo l&#8217;annuncio di venerdì l&#8217;invio delle lettere ai sindacati. Sacconi: «Così è difficile avviare un dialogo sociale»
Parte in salita la trattativa sul piano triennale che prevede in totale 6.822 esuberi
L&#8217;annuncio è arrivato venerdì nel pieno dello sciopero nazionale, mentre le lettere con i licenziamenti saranno sul tavolo dei sindacati domani. Telecom Italia comincia così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/11_26_are_f1_551_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14993" title="11_26_are_f1_551_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/11_26_are_f1_551_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>CRISI. Dopo l&#8217;annuncio di venerdì l&#8217;invio delle lettere ai sindacati. Sacconi: «Così è difficile avviare un dialogo sociale»<br />
Parte in salita la trattativa sul piano triennale che prevede in totale 6.822 esuberi</p>
<p>L&#8217;annuncio è arrivato venerdì nel pieno dello sciopero nazionale, mentre le lettere con i licenziamenti saranno sul tavolo dei sindacati domani. Telecom Italia comincia così le manovre per dare corso agli esuberi programmati nel piano triennale 2010-2012: in totale 6.822, di cui più della metà, 3.700, nel corso dei prossimi 11 mesi e cioè fino al 30 giugno del 2011. Una «doccia fredda», sottolineano i sindacati, letta dal segretario nazionale di Slc-Cgil, Alessandro Genovesi, come «un comportamento vergognoso da parte di un&#8217;azienda che ha registrato più di 1,5 miliardi di euro di guadagni netti, che ha già circa mille lavoratori in contratto di solidarietà e che continua a remunerare a peso d&#8217;oro dirigenti e manager». Genovesi chiede al governo di affrontare la situazione e di convocare le parti sociali, perché «è in gioco il futuro di tutti gli oltre 50mila lavoratori di Telecom». Il governo, per ora, si fa sentire con il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che si dice preoccupato e in una nota sottolinea come i licenziamenti rendano «più difficile il necessario dialogo sociale».<br />
Al momento le posizioni di sindacati e azienda che dovranno sedersi attorno a un tavolo al ministero del Lavoro sono distanti. «Noi siamo disponibili alla trattativa, speriamo che ci sia la stessa volontà da parte del gruppo telefonico», afferma il segretario generale della Fistel-Cisl, Vito Antonio Vitale. Genovesi chiede a Telecom di cambiare «la propria strategia» e di dare «garanzie di sviluppo», avvertendo che se dovesse scegliere la strada del «muro contro muro, se ne assumerà le responsabilita».<br />
La procedura prevista dalla legge che regola i licenziamenti collettivi dà 75 giorni ai sindacati per discutere con l&#8217;azienda e chiedere una riduzione del numero degli esuberi o il ricorso a misure alternative come cassa integrazione o messa in mobilità.<br />
Intanto Telefonica, che detiene attraverso Telco oltre il 10% del capitale di Telecom Italia, è sempre più vicina all&#8217;operatore mobile brasiliano Vivo, controllato da Portugal Telecom, dopo che la Corte di Giustizia Ue ha bocciato la golden share portoghese per bloccare l&#8217;offerta del gruppo spagnolo. Il gigante guidato da Cesar Alierta ha offerto a Portugal Telecom 7,15 miliardi di euro per rilevare il 50% che detiene in Brasilcel, la holding che controlla il 60% di Vivo.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Patto di stabilità, la Loggia sarà garante per le aziende</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 06:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo_gierreti]]></category>

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		<description><![CDATA[LA CRISI E LE RISPOSTE. Accordo con istituti di credito e notai per agevolare l&#8217;anticipazione dei crediti esigibili
Spread fisso senza commissioni per smobilizzare i crediti Di Mezza: «Una soluzione tra le più vantaggiose in Italia»
Per smobilizzare i crediti bloccati dal Patto di stabilità la Loggia sarà garante delle aziende nei confronti degli istituti di credito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/11_11_bso_f1_220_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14989" title="11_11_bso_f1_220_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/11_11_bso_f1_220_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>LA CRISI E LE RISPOSTE. Accordo con istituti di credito e notai per agevolare l&#8217;anticipazione dei crediti esigibili<br />
Spread fisso senza commissioni per smobilizzare i crediti Di Mezza: «Una soluzione tra le più vantaggiose in Italia»</p>
<p>Per smobilizzare i crediti bloccati dal Patto di stabilità la Loggia sarà garante delle aziende nei confronti degli istituti di credito e promotrice di una speciale convenzione che permetterà di far pagare alle realtà interessate un costo del servizio (prestato dagli istituti di factoring) assai basso. Un espediente che nei prossimi sei mesi, anche grazie alle intese raggiunte con alcuni istituti specializzati e con l&#8217;accordo con il collegio notarile di Brescia sui costi procedurali aggiuntivi, potrebbe sostenere l&#8217;incasso di 30-35 milioni già esigibili dalle aziende. Secondo una stima approssimativa dovrebbero essere circa 160 le realtà in rapporto diretto con il Comune a beneficiare di questa possibilità (oltre ad altri fornitori, di cui è difficile stimare la quantità, legati a loro volta a questi creditori «di primo livello»).<br />
IERI nella sala giunta della Loggia è stato firmato l&#8217;accordo tra Comune e Collegio notarile che permetterà un ulteriore vantaggio dal punto di vista dei costi delle operazioni di factoring. Erano presenti Fausto Di Mezza, assessore al patrimonio e al bilancio del Comune di Brescia, Mario Mistretta, presidente del Collegio notarile di Brescia e Vincenzo Vecchi, responsabile per il settore bilancio del Comune di Brescia. Di fatto, per capire nello specifico cosa accadrà, le aziende che hanno lavorato per il Comune di Brescia e che al momento vantano crediti esigibili nei suoi confronti, potranno presentarsi in uno dei 5 istituti di credito aderenti all&#8217;intesa, per sottoscrivere un contratto attraverso il quale riscuotere immediatamente le cifre.<br />
IL FACTOR è un particolare tipo di contratto con il quale un soggetto (cedente) si impegna a cedere tutti i crediti presenti e futuri scaturiti dalla propria attività imprenditoriale ad un altro soggetto (il factor) il quale, dietro un corrispettivo, si impegna a sua volta a fornire una serie di servizi che vanno dalla contabilizzazione, alla gestione, alla riscossione dei crediti ceduti fino alla garanzia dell&#8217;eventuale inadempimento dei debitori, ovvero al finanziamento dell&#8217;imprenditore cedente sia attraverso la concessione di prestiti, sia attraverso il pagamento anticipato dei crediti ceduti. E qui sta il particolare più interessante dell&#8217;operazione: sarà la Loggia a certificare e garantire in prima persona, entrando quindi nel rapporto banca-cliente, ed evitando che nella valutazione dell&#8217;istituto di credito venga considerato un eventuale merito creditorio (o rating) dell&#8217;azienda. Una scelta, questa, conscia del fatto che molte aziende sono in difficoltà proprio a causa della consistenza dei crediti accumulati verso il settore pubblico e che quindi spinge ad una presa di posizione più forte e connaturata al ruolo pubblico dell&#8217;ente. L&#8217;operazione è iniziata con la richiesta da parte della Loggia di condizioni speciali che gli istituti dovrebbero offrire alle aziende creditrici. In concreto l&#8217;assessorato al bilancio, guidato Di Mezza, ha chiesto spread che siano più bassi possibile, ma soprattutto comprensivi di ogni tipo di commissione. Una sorta di prezzo secco senza maggiorazioni «occulte». Sono stati invitati all&#8217;iniziativa 76 istituti di redito e sottoscritti accordi con cinque di essi (ognuno avrà un plafond di 15 milioni per gli smobilizzi), secondo le condizioni deliberate da ciascuno. Il risultato è che a fronte di condizioni di mercato tendenti a spread che si aggirano tra il 6 ed il 7% le aziende creditrici della Loggia potranno avere un servizio tra l&#8217;1 ed il 2,75% (si veda a fianco la tabella con gli istituti aderenti e le percentuali accordate).<br />
NEL FRATTEMPO i notai hanno garantito, con un apposito accordo firmato sempre ieri mattina, che «il prezzo delle prestazioni per gli adempimenti burocratici relativi ai contratti sarà contenuto di fatto al puro valore del costo», come testimoniato dal presidente del collegio notarile di Brescia, Mario Mistretta, che ha sottolineato: «l&#8217;interesse ad aderire per confermare una relazione istituzionale importante con il Comune ed un rapporto il più vicino possibile alle esigenze immediate delle aziende del territorio». Di fatto secondo Mistretta il servizio professionale per la parte riferita al notaio sarà praticamente gratis. «Abbiamo dettato le condizioni &#8211; ha spiegato Di Mezza &#8211; per una scelta che risultasse vantaggiosa per noi e per le aziende. Da gennaio saranno sbloccati molti pagamenti, ma le aziende necessitavano di risposte immediate».</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Le auto pubbliche bresciane</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 05:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel bresciano 47 macchine blu e 473 vetture di pubblico servizio: il primato spetta alla Loggia che può contare su 198 mezzi
Un&#8217;indagine per fare il quadro del parco auto pubbliche a disposizione degli enti: un tentativo di portare alla luce eventuali sprechi e fare emergere possibili virtuosità. Nelle ultime settimane il ministero per la pubblica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/25_11_bso_f1_210_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14907" title="25_11_bso_f1_210_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/25_11_bso_f1_210_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel bresciano 47 macchine blu e 473 vetture di pubblico servizio: il primato spetta alla Loggia che può contare su 198 mezzi</p>
<p>Un&#8217;indagine per fare il quadro del parco auto pubbliche a disposizione degli enti: un tentativo di portare alla luce eventuali sprechi e fare emergere possibili virtuosità. Nelle ultime settimane il ministero per la pubblica amministrazione guidato da Renato Brunetta ha spedito il questionario informatico (rigorosamente utilizzando la posta elettronica certificata) a oltre 9 mila pubbliche amministrazioni e i primi dati sono stati diffusi già nei giorni scorsi. Per le altre amministrazioni pubbliche che non hanno risposto al questionario, c&#8217;è tempo fino al 7 luglio per soddisfare la richiesta ministeriale.<br />
Le auto in dotazione agli enti pubblici vanno suddivise in tre categoria: quelle «blu blu» a disposizione di autorità e alte cariche dello Stato e delle amministrazioni locali, quelle «blu» che possono essere usate dirigenti di vertice e per chiudere, cambiando anche colore, quelle «grigie», senza autista, a disposizione degli uffici per attività strettamente operative come visite ispettive, controlli, manutenzioni e sopralluoghi. A Brescia le auto in questione, sommando le tre diverse categorie, sono 520 con una netta predominanza di auto «grigie» (473) rispetto alle «blu» (44) e alle «blu blu» che invece sono solamente 3. Secondo il ministero, ogni vettura costa ogni anno 3300 euro tra spese fisse, manutenzione ed autista per quelle blu: conti alla mano nella nostra provincia ogni anno verrebbero così spesi 1.716.000 euro per gestire un parco auto così sconfinato. Rispetto al 2009 però qualche passo avanti è stato fatto: un anno fa infatti le vetture erano complessivamente 573 che costavano 1.890.900 euro annui. Il ridimensionamento del parco macchina ha quindi portato un risparmio contante di 174.900 euro.<br />
DEI CINQUE ENTI pubblici bresciani che hanno risposto alla sollecitazione ministeriale (Loggia, Broletto, Asl, Azienda Ospedaliera e Università) la parte del leone è recitata senza dubbio il comune di Brescia: in dotazione i dirigenti comunali hanno 1 auto «blu blu», 1 macchina «blu» (rispetto alle 2 dello scorso anno) e 196 vetture di servizio; per quest&#8217;ultima voce la Loggia ha diminuito il parco macchine del 20 percento, passando da 245 a 196 unità. Una riduzione che, inevitabilmente, si riflette anche sul bilancio della Loggia, sempre alle prese con il rispetto del patto di stabilità. Dalla Loggia al Broletto il passo è breve, non solo in termini strettamente geografici: in provincia c&#8217;è solamente 1 auto «blu blu» (nel 2009 non ce n&#8217;erano), 4 auto «blu» e 67 vetture di servizio, 6 in meno rispetto al 2009.<br />
Spaziando nel settore della sanità, l&#8217;Asl di Brescia è sprovvista di auto di servizio di primissimo livello: nei suoi garage ci sono solo macchine «grigie» che sono 180 unità, un numero identico a quello dell&#8217;anno scorso. Sono invece leggermente aumentate le macchine in dotazione all&#8217;Ospedale di Brescia: non ci sono le macchine «blu blu» ma in compenso ci sono 27 auto «blu» (3 in più rispetto al 2009) e 30 vetture grigie. Infine l&#8217;Università di Brescia: l&#8217;auto «blu blu» è rimasta 1, 12 sono semplicemente «blu» mentre non ci sono le macchine di servizio. Rispetto al 2009, non c&#8217;è stata alcuna variazione.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Saldi, conto alla rovescia tra le polemiche</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 12:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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		<description><![CDATA[COMMERCIO. Scattano domani in tutti i negozi (la data è unica a livello regionale) le svendite di fine stagione, ma ci sono già vetrine che offrono la merce scontata

Commercianti divisi sui tempi C&#8217;è chi disapprova l&#8217;obbligo e chi contesta gli sconti eccessivi che «dequalificano il prodotto»
Brescia. Nei negozi semideserti del centro storico cittadino fervono i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COMMERCIO. Scattano domani in tutti i negozi (la data è unica a livello regionale) le svendite di fine stagione, ma ci sono già vetrine che offrono la merce scontata<br />
<a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/190591_184351_medium1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-14891 alignleft" title="190591_184351_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/190591_184351_medium1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
Commercianti divisi sui tempi C&#8217;è chi disapprova l&#8217;obbligo e chi contesta gli sconti eccessivi che «dequalificano il prodotto»</p>
<p><strong>Brescia. </strong>Nei negozi semideserti del centro storico cittadino fervono i preparativi per i saldi che partiranno ufficialmente da domani mattina in tutta la Regione, un appuntamento particolarmente atteso anche e soprattutto alla luce di un periodo che, complici la crisi economica e la brutta stagione, ha visto gli affari andare piuttosto a rilento.<br />
I commercianti sperano in una buona adesione, anche se le previsioni per la stragrande maggioranza di loro non sono propriamente rosee. «Confido nei saldi perché questi ultimi mesi sono stati davvero duri», ammette Roberta Chiari del negozio di abbigliamento Harriman di via Mazzini, che annuncia che partirà subito con gli sconti al 50 per cento, «l&#8217;unico modo per combattere una crisi che ci sta mettendo in ginocchio», spiega.<br />
LA PERCENTUALE del 50, però, non a tutti piace: molti operatori la considerano troppo penalizzante. «Con saldi così alti si rischia di dequalificare il prodotto», spiega Nella Zanardelli del negozio «La Perla» di corso Zanardelli, che dichiara di puntare a sconti che si aggirano sul 20 -30 per cento , più equilibrati e capaci comunque di gratificare una clientela fidelizzata. Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda si muove la titolare di «Exploit e Jolie» Francesca Zini, che dice di puntare sul fashion e sugli articoli di tendenza, mentre c&#8217;è anche chi da tempo ha deciso che i saldi non li farà: «Sui nostri articoli non rendono: meglio allestire un angolo delle occasioni in altri momenti». spiega Luisa Zani dello storico Barbanzè di via Mazzini.<br />
Saldi, dunque, ma con caratteristiche diverse, e anche con qualche polemica. «I saldi sono un boomerang, perché in un periodo di crisi come questo le persone si abituano a comprare solo in occasione del loro arrivo e non mettono più piede in negozio negli altri periodi dell&#8217;anno», chiarisce Roberto Caprettini di «Old England Caprettini», che spiega come le vendite promozionali di gennaio siano andate benissimo mentre i successivi mesi siano stati di calma piatta e dichiara addirittura che i saldi li abolirebbe, idea condivisa anche dal titolare di «Borghini», Leonardo Lucariello.<br />
«NON MI PIACE che si impongano i saldi, tanto più in una data anticipata come quella di quest&#8217;anno: in Trentino, dove sono più onesti, le svendite partono il 19 di luglio», spiega Lucariello, aggiungendo anche che gli articoli scontati nel suo negozio saranno davvero pochi.<br />
Ma a tener banco, tra i negozianti, sono anche le consuete polemiche su chi anticipa la data del 3 luglio, polemiche che aprono la porta a dibattiti di più ampio respiro come quello della creazione di una data unica nazionale e della liberalizzazione del settore.<br />
«Noi i saldi li faremo a partire dal 3 di luglio, come dovrebbe essere, e riteniamo sia poco serio che alcuni colleghi anticipino gli sconti con vetrine e pubblicità allettanti già da alcune settimane», spiegano Gabriella Caratti e Andrea Fanelli di «Five», che si dicono favorevoli all&#8217;idea dell&#8217;entrata in vigore di una data unica per tutta Italia e contrari alla liberalizzazione, un&#8217;opinione condivisa da Maurizio Rodella di «Papà Lupin» che definisce l&#8217;ipotesi come «un vero assalto alla diligenza» perché finirebbe per creare solo un esubero di prodotto.<br />
CONTRARIO alla liberalizzazione si dice anche il direttore di Confesercenti Alessio Merigo, che preferisce puntare sull&#8217;idea di una data unica («Eviterebbe di accentuare elementi di conflittualità tra province e regioni limitrofe») e su un maggiore rispetto delle regole («La data dei saldi va mantenuta e va punito chi non la rispetta»). E se l&#8217;assessore al Marketing del Comune di Brescia Maurizio Margaroli dichiara di nutrire non poche perplessità anche sulla data unica nazionale («In ogni caso, partire il 3 luglio mi sembra troppo presto e il meccanismo del saldo va modificato, anche per evitare che tanti negozi partano con iniziative speciali di sconto riservate ai clienti più fedeli prima del periodo ufficiale»), il presidente dell&#8217;Ascom Carlo Massoletti ricorda che &#8211; sebbene sulla liberalizzazione vi siano molte e diverse correnti di pensiero &#8211; nei Paesi europei in cui è stata messa in atto si sta assistendo a fenomeni di tale cannibalismo e poca trasparenza da indurre le stesse associazioni di categoria a ripensare a leggi come la nostra.</p>
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