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	<title>Association Business Center Blog &#187; Fiscalità</title>
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		<title>Evasione fiscale, auto di lusso nel mirino della Finanza</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 15:05:44 +0000</pubDate>
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Evasione fiscale, auto di lusso
nel mirino della Finanza
TRE MESI DI INTERVENTI. L&#8217;attività dei «baschi verdi» dopo l&#8217;adozione della banca dati Cete per il controllo sui redditi. Cinque veicoli sprovvisti della targa anteriore sono stati fermati e sequestrati: i titolari sotto la lente dell&#8217;Agenzia delle entrate 13/10/2010Anche una Ferrari tra le automobili fermate dalla Guardia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/221332_138451_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-15169" title="221332_138451_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/10/221332_138451_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<h2>Evasione fiscale, auto di lusso<br />
nel mirino della Finanza</h2>
<p>TRE MESI DI INTERVENTI. L&#8217;attività dei «baschi verdi» dopo l&#8217;adozione della banca dati Cete per il controllo sui redditi. Cinque veicoli sprovvisti della targa anteriore sono stati fermati e sequestrati: i titolari sotto la lente dell&#8217;Agenzia delle entrate 13/10/2010<a href="/galleries/Fotogallery/fotodelgiorno/221332/" target="_blank">Anche una Ferrari tra le automobili fermate dalla Guardia di Finanza negli ultimi mesi</a><strong>Brescia.</strong> Obiettivo sulle automobili di lusso per i baschi verdi. Il corpo specializzato nell&#8217;antiterrorismo della Guardia di finanza ha intensificato negli ultimi tre mesi l&#8217;attività anti evasione che ha portato a Brescia una serie a controlli a tappeto che hanno portato al sequestro di cinque vetture lussuosissime.<br />
DAL 2009 ai compiti dei baschi verdi si è aggiunta la lotta all&#8217;evasione fiscale. Grazie alla banca dati «Cete» (controllo economico del territorio) che consente di individuare il profilo economico-reddituale di un cittadino attraverso l&#8217;analisi di «indici di capacità contributiva», ossia di particolari manifestazioni di ricchezza. I «baschi verdi», inquadrati nella compagnia di Brescia, sotto la guida del capitano Gianpaolo Mazzarotto, negli ultimi tre mesi, hanno effettuato più di 200 rilevazioni di capacità contributiva, anche attraverso i servizi di pubblica utilità «117». Nel corso dei controlli sono state controllate, tra le altre, cinque lussuose autovetture che, oltre ai riscontri di cui si è detto, sono state sottoposte a sequestro amministrativo per violazione al CdS perché prive della targa anteriore: una Maserati Granturismo, condotta da un 30enne nato a Desenzano ma residente in provincia di Cremona a Vescovato ed intestata alla società di allevamento maiali di cui lui stesso risulta titolare; una BMW M6, condotta da un 30enne nato a Manerbio e residente a Verolavecchia, intestata anch&#8217;essa ad una sua azienda, la Maserati Granturismo con a bordo un 29enne nato a Brescia e residente a Cellatica, intestata ad una società bresciana; una Maserati M145 condotta da una operatrice sanitaria 35enne, originaria di Trasaghis in provincia di Udine intestata ad una società, ed infine una Ferrari, condotta da una 23enne e di proprietà della società immobiliare bresciana facente capo alla stessa giovane. Oltre al sequestro amministrativo è stato predisposto anche il fermo amministrativo per 3 mesi. E così, alcuni conducenti bresciani, oltre a ricevere una contravvenzione per violazione al codice della strada, hanno dovuto riporre nel garage le proprie fuoriserie per un bel po&#8217; di tempo, e sono attualmente sotto la lente d&#8217;ingrandimento del fisco.<br />
Ora i soggetti identificati verranno invitati dall&#8217;Agenzia delle Entrate a fornire giustificazioni plausibili, altrimenti i loro redditi saranno «rettificati» secondo le recenti disposizioni normative previste per il cosiddetto accertamento sintetico, meglio noto come «redditometro».<br />
TRA GLI ALTRI interventi anche sequestri di merce contraffatta, innanzi tutto: 6 fermi, per un totale di quasi 2.000 oggetti di varia natura taroccati, e oltre 2.500 CD e DVD illecitamente masterizzati, per un valore commerciale complessivo vicino ai 100.000 euro, oltre 12 kg di sigarette di contrabbando (fenomeno strisciante pure nel bresciano), trafficate da cittadini dell&#8217;Est europeo. E le droghe: 8 sequestri, tra hashish, marijuana, piante di canapa indiana, e soprattutto cocaina, con l&#8217;arresto di un cittadino italiano. Ed infine 27 persone denunciate a vario titolo a piede libero, 6 segnalazioni al Prefetto per l&#8217;uso di stupefacenti, e 2 arresti (uno per spaccio di cocaina, l&#8217;altro &#8211; un senegalese &#8211; inottemperante al decreto di espulsione).</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Rubavano identità di aziende su internet: una base a Brescia</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 18:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Clonavano siti Internet delle aziende, impossessandosi delle loro identità, per acquistare merce che poi non pagavano: agli investigatori della Polizia Postale della Spezia sono stati necessari due anni di indagini per smantellare un’associazione di truffatori on-line (12 le persone denunciate), che colpiva anche all’estero.
Tutto aveva avuto inizio nel giugno 2008, e a far scattare l’inchiesta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/192028_302428_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14980" title="192028_302428_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/192028_302428_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Clonavano siti Internet delle aziende, impossessandosi delle loro identità, per acquistare merce che poi non pagavano: agli investigatori della Polizia Postale della Spezia sono stati necessari due anni di indagini per smantellare un’associazione di truffatori on-line (12 le persone denunciate), che colpiva anche all’estero.<br />
Tutto aveva avuto inizio nel giugno 2008, e a far scattare l’inchiesta era stata la denuncia di un’impresa spezzina, la Pomodoro Costruzioni. Il titolare aveva ricevuto richieste di pagamento da parte della Holz Schmidt di Marburg, in Germania, azienda che mai aveva contattato. La polizia spezzina, in collaborazione con quella di Bolzano, e il commissariato tedesco di Mittelhessen, alla fine avevano scoperto che tutte e due dicevano il vero: l’impresa tedesca aveva ricevuto tre ordini di legname da costruzione, per oltre 150mila euro, da una ditta Pomodoro, ma si trattava di un clone. Per scoprire chi potesse nascondersi dietro le copie virtuali la Polposta ha organizzato una falsa spedizione di legnami appoggiandosi al Centro nautico e sommozzatori della polizia spezzina (Cnes), un viaggio &#8220;controllato&#8221;, con agenti camuffati da camionisti. Si è così arrivati ad individuare i componenti dell’associazione.<br />
All’interno del gruppo ognuno aveva un incarico: c’era chi procacciava gli affari, creando i cloni e prendendo i contatti per acquisti e consegne; chi si occupava della logistica; o di trovare clienti compiacenti. L’organizzazione si avvaleva inoltre di autotrasportatori e persino di una guardia giurata. Otto le persone denunciate a Viterbo, (tra questi i membri di un’intera famiglia). Il gruppo faceva sparire la merce ordinata e la smistava attraverso un nucleo di quattro ricettatori (con precedenti per truffa), che operavano su Brescia. In un capannone di 5mila metri quadrati a Montichiari, è stata rinvenuta merce rubata per oltre un milione di euro.<br />
Buona parte del materiale recuperato (idropulitrici, piastrelle, saldatrici, condizionatori d’aria) è stato restituito alle aziende truffate (oltre alla tedesca, una dozzina in Italia).<br />
L’operazione si è avvalsa dell’appoggio delle Procure della Spezia, di Viterbo e di Brescia. Le autorità tedesche hanno elogiato il dirigente del compartimento ligure della Polposta Armando Puccinelli e lo staff spezzino, coordinato dal commissario capo Ivano Gabrielli, per i risultati dell’indagine.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Evasione dell&#8217;Iva sui petroli Due bresciani tra gli arrestati</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 18:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Sei persone sono state arrestate oggi dalla Guardia di Finanza di Milano per aver evaso l’Iva su oltre 14 milioni di litri di prodotti petroliferi commercializzati tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal gip Fabrizio D’Arcangelo su richiesta del pm Letizia Mannella. I reati contestati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/192030_302428_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14976" title="192030_302428_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/192030_302428_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Sei persone sono state arrestate oggi dalla Guardia di Finanza di Milano per aver evaso l’Iva su oltre 14 milioni di litri di prodotti petroliferi commercializzati tra Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal gip Fabrizio D’Arcangelo su richiesta del pm Letizia Mannella. I reati contestati sono di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale. Nell’inchiesta sono indagate 18 persone e nelle scorse settimane sono state effettuate perquisizioni.<br />
Secondo la ricostruzione di inquirenti e investigatori, il sofisticato sistema truffaldino di evasione fiscale era il seguente: grazie all’interposizione di sei società fantasma definite &#8220;cartiere&#8221;, si dichiarava falsamente di poter effettuare acquisti non imponibili da importanti fornitori nazionali, simulando di avere i requisiti di esportatore abituale e ottenendo così agevolazioni in materia di Iva. I destinatari di carburante acquistato erano importanti aziende del bresciano &#8211; in particolare un deposito i cui titolari, padre e figlia, ritenuti tra le menti dell’organizzazione, sono stati arrestati &#8211; del vicentino e di Forlì (di questi due i titolari sono stati denunciati).<br />
Secondo gli accertamenti delle fiamme gialle, complessivamente sono state ricostruite fatture false per circa 16 milioni di euro, mentre la frode Iva ammonta a circa 3 milioni di euro. Gli indagati, così, da un lato disponevano di gasolio a prezzi assolutamente concorrenziali sul mercato lombardo e veneto e, dall’altro, tentavano di sfuggire ai controlli anche grazie all’utilizzo di prestanome, in un caso anche una pensionata ottantenne, a cui intestavano le società fantasma.<br />
Le persone finite in carcere sono due della provincia di Brescia, due della provincia di Milano, uno di Pavia e uno di Casoria (Napoli). Uno dei capi del sodalizio era già stato denunciato dai finanzieri di Milano per evasione dell’Iva nel settore dei prodotti informatici. Nelle scorse settimane sono state effettuate perquisizioni in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Campania, a carico dei 18 indagati.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>SIAE, l&#8217;equo compenso non è una tassa</title>
		<link>http://www.abcabc.it/blog/economia/siae-lequo-compenso-non-e-una-tassa/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 08:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La SIAE difende il Decreto per l&#8217;equo compenso firmato dal Ministro Sandro Bondi spiegando come si tratti di un intervento che non danneggia né le aziende né i consumatori, ma al contempo tutela i diritti di autori, editori, produttori e interpreti
Le polemiche che hanno immediatamente circondato il Decreto firmato da Sandro Bondi, pensato per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La SIAE difende il Decreto per l&#8217;equo compenso firmato dal Ministro Sandro Bondi spiegando come si tratti di un intervento che non danneggia né le aziende né i consumatori, ma al contempo tutela i diritti di autori, editori, produttori e interpreti</p>
<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/news_523e619f7e73e9c0.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-12479" title="news_523e619f7e73e9c0" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/news_523e619f7e73e9c0.jpg" alt="" width="158" height="158" /></a>Le polemiche che hanno immediatamente circondato il Decreto firmato da Sandro Bondi, pensato per la ridefinizione dell&#8217;equo compenso come forma di risarcimento per gli attori danneggiati dalla pirateria, trovano contraltare nei commenti provenienti dalla SIAE. La <strong>Società Italiana degli Autori ed Editori</strong>, infatti, è la grande beneficiaria del provvedimento ed ora difende la bontà del testo spiegando le ragioni che ne hanno sorretta la stesura.</p>
<p>La SIAE allontana anzitutto la prima delle accuse: <strong>l&#8217;equo compenso non è una tassa</strong>. Spiega il comunicato pubblicato sul sito ufficiale: «No, non è una tassa, perché si tratta di diritti d&#8217;autore. I diritti d&#8217;autore sono &#8220;lo stipendio&#8221; di chi crea un&#8217;opera (musica, film, romanzi, testi teatrali). Col digitale le opere artistiche conoscono nuove forme di diffusione, con rilevanti utili da parte delle industrie tecnologiche. Il principio del diritto d&#8217;autore si fonda, nel mondo, sul fatto di applicarlo a tutte le nuove forme di sfruttamento delle opere. È successo così per il fonografo, la radio, la televisione ecc. È quindi giusto che gli autori e l&#8217;industria dei contenuti traggano ricavi dalle nuove forme di sfruttamento delle loro opere. Viceversa <strong>scandalizzarsi e considerare i diritti d&#8217;autore una tassa, sarebbe come considerare lo stipendio dei lavoratori una tassa</strong>, che danneggia i consumatori».</p>
<p>Nel respingere le accuse, la SIAE ricorda come <strong>l&#8217;ammontare dei proventi generati dal Decreto non sarà trattenuto dalla SIAE, ma verrà redistribuito ad autori, artisti, interpreti, editori e produttori</strong>. Non solo: la SIAE ricorda come l&#8217;Italia non sia l&#8217;unico paese a prevedere un onere simile, ma che la compagnia sia già ampia (Francia, Spagna, Germania ed altre).</p>
<p>Respinte inoltre due altre contestazioni. Innanzitutto <strong>l&#8217;equo compenso non sarebbe un freno alle nuove tecnologie</strong>: «È uno degli auspicati adeguamenti anche al mondo digitale di regole di garanzia a tutela del lavoro. In questo caso del lavoro creativo e dell&#8217;industria dei contenuti. Per di più l&#8217;industria tecnologica si è sviluppata in gran parte proprio grazie alla diffusione dei contenuti. Cosa sarebbe un iPod senza canzoni? La straordinaria disponibilità di contenuti in rete, genera valore per migliaia di operatori della connettività; perché creatori, editori, produttori dovrebbero esserne esclusi?». Inoltre <strong>non sarebbe uno svantaggio gravante nemmeno sul consumatore</strong>: «Al contrario permette la fruizione per l&#8217;uso personale delle opere a costi estremamente più bassi rispetto a quelli dell&#8217;originale. Nella quantificazione delle tariffe, in Italia come nel resto d&#8217;Europa, si è tenuto conto del fatto che i devices digitali possono essere utilizzati anche per scopi diversi. Viceversa senza questi compensi, che ristorano solo in parte autori e industria per i mancati acquisti degli originali, non sarebbe possibile alcuna registrazione da parte di privati».</p>
<p>Se non è un danno per le aziende e non è un danno per i consumatori, chi pagherà il significativo ammontare dell&#8217;onere previsto come equo compenso per i danni eventualmente comminati dalla pirateria informatica?</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: WebNews.it</p>
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		<title>Equo compenso, si accende il dibattito</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 11:20:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo la firma del ministro Bondi, il fuoco delle polemiche ha iniziato a  divampare. SIAE e FIMI applaudono e parlano di un decreto che colma un vuoto  normativo. Ma Altroconsumo e Confindustria vedono nuvole nere all&#8217;orizzonte
Roma &#8211; Per qualcuno è stato colmato un vuoto normativo che sacrificava il ruolo  dei titolari dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/4_20081117104310_siae_icona.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12398" title="4_20081117104310_siae_icona" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/4_20081117104310_siae_icona-300x300.jpg" alt="" width="145" height="145" /></a>Dopo la firma del ministro Bondi, il fuoco delle polemiche ha iniziato a  divampare. SIAE e FIMI applaudono e parlano di un decreto che colma un vuoto  normativo. Ma Altroconsumo e Confindustria vedono nuvole nere all&#8217;orizzonte</p>
<p>Roma &#8211; Per qualcuno è stato colmato un vuoto normativo che sacrificava il ruolo  dei titolari dei diritti sulle opere dell&#8217;ingegno da più di sei anni. Per altri  si tratta di un decreto che stravolge di fatto il regime vigente relativo alla  copia privata di contenuti digitali, introducendo un balzello il cui importo  cresce proporzionalmente alla capacità di memoria degli apparecchi  elettronici.</p>
<p>È recente la firma apposta dal ministro per i Beni e le  Attività Culturali Sandro Bondi al già noto decreto con il quale si stabiliscono  a norma di legge i contenuti e le misure del cosiddetto equo compenso per la  copia privata. E l&#8217;eco accesa del dibattito è giunta puntuale, tra le più  classiche posizioni a favore e contro.</p>
<p>Visibilmente soddisfatta la Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI) che attraverso  le dichiarazioni del suo presidente Enzo Mazza ha parlato di un positivo  adeguamento del Belpaese all&#8217;evoluzione tecnologica. La stessa tecnologia che  oggi consentirebbe un sempre più ampio consumo di musica con apparecchiature  sempre più sofisticate e strumenti d&#8217;archiviazione sempre più potenti. Le nuove  norme &#8211; stando alle parole di Mazza &#8211; offrirebbero ai consumatori nuove  opportunità per <strong>utilizzare le copie personali nel pieno rispetto della  legge</strong>.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: Punto Informatico</p>
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		<title>Canone Rai aumentato a 109 euro. Si paga entro il primo febbraio</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 10:08:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Due settimane di tempo per il pagamento del canone Rai. Chi non vuole essere  costretto a sborsare cifre ulteriori sotto forma di interessi di mora deve  adeguarsi entro lunedì 1° febbraio (la scadenza naturale di domenica 31 è  posticipata per non &#8220;cadere&#8221; in un giorno festivo). L&#8217;importo è salito di 1,5  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due settimane di tempo per il pagamento del canone Rai. Chi non vuole essere  costretto a sborsare cifre ulteriori sotto forma di interessi di mora deve  adeguarsi entro lunedì 1° febbraio (la scadenza naturale di domenica 31 è  posticipata per non &#8220;cadere&#8221; in un giorno festivo). L&#8217;importo è salito di 1,5  euro rispetto al 2009: si passa, cioè, da 107,5 a 109 euro. Le varie modalità di  pagamento – presso gli uffici postali, nelle tabaccherie, per telefono con carta  di credito, tramite internet o agli sportelli bancomat – e le possibilità di  pagare per semestre o per trimestre sono illustrate <a href="http://www.abbonamenti.rai.it/" target="_blank">online</a>.</p>
<p><strong>L&#8217;obbligo</strong><br />
Ma chi deve pagare il  canone Rai? La norma di riferimento è tuttora il regio decreto legge 246 del 21  febbraio 1938, secondo il quale l&#8217;obbligo riguarda «chiunque detenga uno o più  apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive,  indipendentemente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo».<br />
Da  ciò consegue che il canone costituisce una vera e propria imposta di carattere  nominale, intestata al singolo detentore o possessore dell&#8217;apparecchio  televisivo. Il pagamento prescinde dal numero di apparati utilizzati (regola,  questa, introdotta dalla cosiddetta &#8220;legge Mammì&#8221;, la 223 del 1990) e dalla loro  effettiva fruizione.<br />
Infatti, non è prevista la possibilità di chiedere la  sospensione temporanea dell&#8217;abbonamento Rai per il caso di prolungato inutilizzo  degli apparecchi, né è possibile chiedere la riduzione del canone in funzione  del fatto che si intende limitare la visione delle trasmissioni ad alcuni  specifici programmi o canali.<br />
Soltanto la perdita del possesso o della  detenzione degli apparecchi televisivi in uso consente di chiedere la disdetta  definitiva dell&#8217;abbonamento, peraltro rispettando i tempi e i modi previsti  dalla legge.<br />
Fermo restando che non si  deve più pagare l&#8217;abbonamento per la detenzione di apparecchi radiofonici o  autoradio a uso privato (legge 449/1997), il canone &#8220;per uso ordinario&#8221; è unico  e copre tutti gli apparecchi posseduti o detenuti, nella propria residenza o in  abitazioni secondarie, dal titolare o da altri membri del nucleo familiare così  come risulta dallo stato di famiglia. C&#8217;è poi quello cosiddetto &#8220;speciale&#8221;, che  interessa i detentori di apparecchi radiofonici o televisivi in esercizi  pubblici, locali aperti al pubblico o comunque fuori dell&#8217;ambito familiare.Per  quanto riguarda i privati, il concetto di residenza deve intendersi  specificamente collegato alla nozione di residenza &#8220;anagrafica&#8221; del titolare,  ovvero di residenza principale. Cosicché se due coniugi, per esempio, risultano  avere residenze diverse, ciascuno di essi sarà comunque tenuto a versare un  autonomo canone d&#8217;abbonamento in relazione agli apparecchi televisivi  posseduti.<br />
Tutti i familiari del titolare dell&#8217;abbonamento sono invece  esonerati dal pagamento di un ulteriore canone, purché ne condividano la  residenza, anche nel caso in cui abbiano la dimora abituale in un altro  alloggio, che però deve essere situato all&#8217;interno dello stesso comune (il tutto  in base al concetto di nucleo familiare fissato dal regolamento anagrafico della  popolazione residente, Dpr 223 del 1989).</p>
<p><strong>L&#8217;esenzione</strong><br />
Considerando il valore di imposta assunto dal canone Rai, è evidente che le  ipotesi in cui si può essere esonerati dal pagamento del medesimo possono essere  soltanto quelle indicate dalla legge.<br />
Così, l&#8217;esenzione dal pagamento potrà  ricorrere solo se il singolo cittadino è, fin dall&#8217;inizio, totalmente privo di  apparecchi radiotelevisivi, oppure se ha successivamente provveduto a eliminare  tutti gli apparecchi televisivi che erano in suo possesso, dandone contestuale  comunicazione alla Rai: fino a che tale comunicazione non viene fornita, il  canone sarà oggetto di rinnovo automatico e il suo mancato pagamento potrà  essere rilevato direttamente dall&#8217;agenzia delle Entrate.<br />
Oltre all&#8217;ipotesi  &#8220;generale&#8221; di esonero dal pagamento, sussistono comunque altri casi, che  riguardano militari stranieri appartenenti alle forze armate della Nato di  stanza in Italia o gli agenti diplomatici e consolari stranieri, oppure i  degenti in casa di riposo.<br />
Da notare che il legislatore, se da un lato ha  previsto la possibilità di richiedere la cessazione dell&#8217;abbonamento nel caso in  cui l&#8217;intestatario si trasferisca in una residenza per anziani, dall&#8217;altro lato,  a partire dal 1974 (articolo 42 del Dpr 601 del 29 settembre 1973), ha abrogato  la possibilità di chiedere l&#8217;esenzione a favore delle persone disabili, che  saranno quindi tenute a pagare il canone Rai per intero.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: Il Sole 24 Ore</p>
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		<title>SIAE: nuova tassa su PC e Telefoni per dare soldi alla società</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 16:03:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fiscalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo il decreto firmato il 30 Dicembre, da Sandro Bondi, ministro dei Beni  e delle attività culturali, qualsiasi nuovo device in arrivo sul commercio sarà  colpito da una nuova tassa. “Equo compenso”, è questo il suo nome. Una somma che  i produttori devono versare alla SIAE per permettere all’utente di copiare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo il decreto firmato il 30 Dicembre, da Sandro Bondi, ministro dei Beni  e delle attività culturali, qualsiasi nuovo device in arrivo sul commercio sarà  colpito da una nuova tassa. “Equo compenso”, è questo il suo nome. Una somma che  i produttori devono versare alla SIAE per permettere all’utente di copiare il  proprio acquisto in maniera legittima.</p>
<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/capture_2717.png"><img class="alignleft size-full wp-image-11971" title="capture_2717" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/capture_2717.png" alt="" width="190" height="141" /></a>Per ora la tassa è stata applicata soltanto su supporti (CD, DVD) e sui  masterizzatori anche se, a breve, verrà esteso su tutti i prodotti aventi una  qualsiasi memoria. Sicuramente l’azienda, SIAE, non potrà che ricavarne un  ottimo profitto, visti già gli attuali 70 milioni di euro ricavati.</p>
<p>Con il nuovo anno e con l’estesa del decreto si arriverà circa, secondo una  statistica, a 300 milioni e tutto questo potrebbe far pensare che i produttori  dovranno scaricare questa spesa sui consumatori, aumentando il prezzo finale  della merce in vendita. I dettagli dettati dal decreto sono, naturalmente,  diversi per ogni prodotto. Nel caso dei cellulari, ad esempio, la somma per ogni  singolo pezzo ammonta a 0,90 centesimi di euro. Per altri prodotti invece, come  gli HDD, la tassa (in centesimi) sarà applicata in base al numero di GB.</p>
<p>Ecco alcune delle parole della società Altroconsumo:</p>
<blockquote><p>Anche in altri Paesi europei c’è l’equo compenso, ma non a questi livelli e  non esteso a così tanti prodotti. L’assurdo è che in Italia l’industria o i  consumatori finanzieranno Siae anche per prodotti che non c’entrano nulla con la  copia privata. O che c’entrano solo marginalmente. Impossibile, inoltre, usare  l’hard disk di un decoder Sky per questi scopi. Eppure l’equo compenso si  applicherà anche a tali prodotti.</p></blockquote>
<p>La pubblicazione del decreto in via del tutto ufficiale, sulla Gazzetta  Ufficiale, è prevista in questi giorni e subito dopo diventerà effettivo ed  attivo. Vi terremo aggiornati!</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: Ispazio.net</p>
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		<title>L&#8217;Inps gioca d&#8217;anticipo sulle colf straniere</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 14:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Fiscalità]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Un investimento di almeno 1.195 euro e nessuna garanzia sull&#8217;approvazione della  domanda di emersione. In attesa di sapere se la richiesta di regolarizzazione  della colf o della badante sarà accolta, infatti, i contributi previdenziali  all&#8217;Inps, per chi è ancora in attesa di risposta, devono essere pagati entro  domani come per tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/inps-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11201" title="inps-1" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/inps-1-190x300.jpg" alt="" width="190" height="300" /></a>Un investimento di almeno 1.195 euro e nessuna garanzia sull&#8217;approvazione della  domanda di emersione. In attesa di sapere se la richiesta di regolarizzazione  della colf o della badante sarà accolta, infatti, i contributi previdenziali  all&#8217;Inps, per chi è ancora in attesa di risposta, devono essere pagati entro  domani come per tutti i lavoratori domestici e, in caso di rigetto della  domanda, non saranno restituiti.<br />
Oltre ai 500 euro versati a settembre come  pagamento a forfait dei contributi del secondo trimestre 2009, infatti, i datori  di lavoro sono obbligati anche al versamento del terzo e quarto trimestre 2009  (importo minimo di 345,8 euro per il terzo trimestre per chi ha dichiarato 20  ore di lavoro e di 349,79 euro nel quarto trimestre, perché un festivo cade di  domenica). Il versamento dei contributi relativi al terzo e al quarto trimestre  2009, però, non deve essere considerato come accettazione dell&#8217;istanza, che può  essere comunque respinta dallo sportello.<br />
È quanto risulta dal messaggio n.  30264 del 29 dicembre 2009 dell&#8217;Inps (si veda anche «Il Sole 24Ore» del 31  dicembre) &#8211; reso noto due giorni fa &#8211; nel quale l&#8217;Istituto precisa che il  pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali è comunque dovuto, anche  in assenza di contratto di lavoro, in base a quanto disposto dall&#8217;articolo 2126  del Codice civile sulle prestazioni di fatto. «Sono contributi dovuti per il  lavoro realmente svolto &#8211; spiega Teresa Benvenuto, segretario nazionale  Assindatcolf, l&#8217;associazione sindacale dei datori di lavoro domestico aderente a  Confedilizia &#8211; che non vengono restituiti in caso di bocciatura della domanda di  emersione. Se, per esempio, la pratica viene respinta perché la badante ha un  provvedimento di espulsione &#8211; prosegue Benvenuto &#8211; quest&#8217;ultima non potrà essere  regolarizzata e dovrà lasciare l&#8217;Italia senza poter beneficiare, in futuro, dei  contributi relativi al lavoro realmente svolto».<br />
La richiesta di versamento  dei contributi anche da parte dei datori che sono ancora in attesa della  convocazione agli sportelli – si legge nel messaggio Inps – è una scelta fatta  per «evitare il versamento in unica soluzione di tutti i contributi dovuti dal  1° luglio 2009 fino alla data della sottoscrizione del contratto di  soggiorno».<br />
Per il pagamento i datori di lavoro dovranno utilizzare i  bollettini precompilati inviati dall&#8217;Inps: in totale sono 181.869 i bollettini  in arrivo nelle case di chi ha regolarizzato un lavoratore domestico grazie alla  legge 102/2009. In realtà, quindi, non tutti i 300mila datori che hanno  presentato domanda stanno ricevendo i bollettini: tra tutte le istanze pervenute  al ministero dell&#8217;Interno attraverso il sito internet sono state infatti  scartate, in una prima fase, quelle in cui sono presenti più di tre denunce per  un unico datore di lavoro e tutte quelle per le quali l&#8217;importo forfettario  versato con il modello F24 è diverso dai 500 euro richiesti. Nella seconda fase  sono state poi abbinate le istanze ai modelli F24: «Tale abbinamento &#8211; chiarisce  l&#8217;Inps nel messaggio &#8211; è stato possibile soltanto quando c&#8217;è stata perfetta  corrispondenza tra i dati presenti sui due modelli sia per il codice fiscale del  datore di lavoro che per gli estremi del documento del lavoratore». Questa  lavorazione ha fornito un totale di 190.072 abbinamenti tra versamento  effettuato e domanda presentata. L&#8217;elaborazione ha, infine, scartato tutte le  domande per le quali il rapporto di lavoro risultava già regolarizzato e  registrato.</p>
<p>L&#8217;Inps, quindi, ha inviato 181.869 bollettini precompilati  relativi alle pratiche non ancora concluse ma formalmente corrette, i cui  requisiti saranno verificati dallo sportello unico all&#8217;atto della convocazione.  «Nei bollettini &#8211; commenta Benvenuto &#8211; viene indicato un codice rapporto di  lavoro provvisorio ed è stata fissata per tutti una data di assunzione  convenzionale (il 1° aprile 2009).<br />
Per quanto riguarda l&#8217;entità dei  contributi relativi al terzo e al quarto trimestre 2009, l&#8217;Inps ha fatto il  calcolo sulla base delle ore dichiarate nella domanda di emersione, mentre la  retribuzione è stata determinata sulla base dei minimi retributivi fissati dalla  commissione nazionale». Se la retribuzione effettivamente corrisposta o il  numero delle ore lavorate sono maggiori di quelle prese a riferimento, il datore  potrà utilizzare i bollettini in bianco allegati a quelli precompilati.</p>
<p>Non  tutti i datori, però, hanno già ricevuto i bollettini. La scadenza dell&#8217;11  gennaio (si veda il «Sole 24Ore» del 4 gennaio), secondo il segretario  Assindatcolf, non è tassativa: «I datori hanno 30 giorni a partire dalla data di  ricezione dei bollettini Inps per versare gli importi dovuti».</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: Il Sole 24 Ore</p>
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		<title>Fisco: Arrivano i rimborsi</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 13:22:34 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Fiscalità]]></category>

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		<description><![CDATA[LOMBARDIA – Nei prossimi giorni i cittadini lombardi riceveranno oltre 347  milioni di euro per i rimborsi fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate, 254  alle imprese e 93 milioni ai privati. Le dichiarazioni interessate sono quelle  fino al 2007. In provincia di Brescia sono oltre seimila, per otto milioni di  euro; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/fisco01g-thumb1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11065" title="fisco01g-thumb1" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/fisco01g-thumb1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>LOMBARDIA – Nei prossimi giorni i cittadini lombardi riceveranno oltre 347  milioni di euro per i rimborsi fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate, 254  alle imprese e 93 milioni ai privati. Le dichiarazioni interessate sono quelle  fino al 2007. In provincia di Brescia sono oltre seimila, per otto milioni di  euro; a Bergamo poco meno di seimila, per quasi dieci milioni. Alla nostra  regione spetta il 24% del totale nazionale.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: AdamelloNews</p>
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		<title>Ascensori, obbligatorio il telefono «salvavita»</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 09:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiscalità]]></category>
		<category><![CDATA[assicurazione]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza aziendale]]></category>
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		<description><![CDATA[
Ascensori, norme più severeAscensori, che bella invenzione. Ma come ogni apparecchiatura, deve essere però utilizzato secondo norme di sicurezza e comunque essere accessibile a tutti: ecco che sono in arrivo, sul tema ascensori, molte novità. Degli adeguamenti che riguardano questi macchinari, obbligatori per legge, se n&#8217;è parlato nel convegno di aggiornamento che l&#8217;Anaci di Bergamo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10952" title="111478_462415_IMG_9621_1_8467313_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/111478_462415_IMG_9621_1_8467313_medium-150x150.jpg" alt="111478_462415_IMG_9621_1_8467313_medium" width="150" height="150" /></p>
<p>Ascensori, norme più severeAscensori, che bella invenzione. Ma come ogni apparecchiatura, deve essere però utilizzato secondo norme di sicurezza e comunque essere accessibile a tutti: ecco che sono in arrivo, sul tema ascensori, molte novità. Degli adeguamenti che riguardano questi macchinari, obbligatori per legge, se n&#8217;è parlato nel convegno di aggiornamento che l&#8217;Anaci di Bergamo, l&#8217;Associazione degli amministratori di condominio, ha organizzato recentemente a Cologno al Serio.</p>
<p>Il tema del convegno: «Ascensori da adeguare: perché e cosa fare». L&#8217;incontro è stato promosso in collaborazione con le sedi provinciali dell&#8217;Anaci di Lodi e Sondrio e complessivamente sono intervenuti oltre 190 amministratori in rappresentanza dei tre territori. Tra i presenti il presidente regionale dell&#8217;Anaci, Agostino Lombardi, il vicepresidente di Bergamo, Agostino Manzoni, e i presidenti dell&#8217;Anaci di Sondrio e di Lodi, rispettivamente Monica Rusconi e Massimo Membri. In particolare l&#8217;incontro ha inteso mettere a fuoco le applicazioni dettate dalle nuove regole sulla sicurezza degli ascensori, previste nel decreto legge emanato a luglio, sulla base di quanto disposto a livello europeo cinque anni fa.</p>
<p>Tra i relatori che hanno preso parte al convegno da citare alcuni rappresentanti dell&#8217;Amacam (costruttori e manutentori degli ascensori e montacarichi) e dell&#8217;Alpi (una delle associazioni dei verificatori degli impianti). La parte giuridica, riguardante le responsabilità, è stata invece affrontata dagli avvocati Marina Figini e Fabrizio Bruno Guizzetti. È emerso, tra l&#8217;altro, che gli interventi andranno programmati in base al tempo trascorso dall&#8217;installazione degli ascensori. «Una delle norme di sicurezza introdotte – sottolinea Carlo Morosini, segretario dell&#8217;Anaci Bergamo – riguarda l&#8217;obbligo di predisporre un segnale d&#8217;allarme in grado di collegare direttamente la cabina con il manutentore.</p>
<p>Prima c&#8217;era solo un pulsante che faceva suonare una campanella nel vano scala. Adesso dovrà essere sostituito da un collegamento telefonico attivo 24 ore su 24. In caso di anomalie, tenendo schiacciato l&#8217;apposito tasto viene avvisato il manutentore il quale deciderà poi come intervenire a seconda dell&#8217;urgenza segnalata. Si tratta di una delle novità che dovranno essere introdotte nell&#8217;arco di tre, cinque o dieci anni, tenendo presente la data in cui l&#8217;ascensore ha cominciato a funzionare». «Inoltre non saranno più ammessi – aggiunge Morosini – quei vecchi modelli con le porte da richiudere manualmente, che dovranno essere sostituite con quelle scorrevoli già presenti negli ascensori moderni. In qualche caso, dunque, sarà necessario cambiare proprio le cabine.</p>
<p>Sarà poi obbligatorio installare delle fotocellule per impedire che le persone possano rimanere schiacciate in caso di improvvisa chiusura dei battenti». «Infine – conclude Carlo Morosini – non si dovranno più verificare dei dislivelli tra il vano ascensore e il pianerottolo di destinazione, cosa che spesso ancora accade nei vecchi modelli. Il classico gradino può risultare pericoloso per chi entra o esce dall&#8217;ascensore. C&#8217;è il rischio di inciampare, con conseguenze gravi soprattutto se si hanno in mano delle borse.</p>
<p>Quindi sarà necessario installare l&#8217;apposito dispositivo frenante, già in uso negli impianti più recenti, in grado di allineare perfettamente la cabina alla pavimentazione d&#8217;arrivo». Le nuove disposizioni, che dovranno essere gradualmente introdotte, riguarderanno tutti i tipi di ascensori: naturalmente quelli dei complessi condominiali, ma anche quelli pubblici e privati. A seconda della vetustà dell&#8217;impianto, sarà premura dell&#8217;amministratore e dell&#8217;assemblea dei condomini proprietari fare delle valutazioni sui tempi di intervento e ottenere i relativi preventivi di spesa.</p>
<p>Da tenere presente, a titolo di «incoraggiamento», che fino al 2012 ci sarà la possibilità di effettuare una detrazione fiscale del 36% sugli importi destinati a questi lavori, salvo proroghe. I tecnici appartenenti agli enti certificatori, abilitati dallo Stato, sono incaricati di effettuare queste verifiche ogni due anni. A seconda della tipologia di impianto prescrivono di volta in volta gli interventi necessari da fare. In caso di inadempienza, specie se grave, possono arrivare anche a fermare il funzionamento dell&#8217;ascensore in attesa che lo stesso venga adeguato alle norme di sicurezza.</p>
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