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	<title>Association Business Center Blog &#187; Internet</title>
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		<title>Rubavano identità di aziende su internet: una base a Brescia</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 18:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Clonavano siti Internet delle aziende, impossessandosi delle loro identità, per acquistare merce che poi non pagavano: agli investigatori della Polizia Postale della Spezia sono stati necessari due anni di indagini per smantellare un’associazione di truffatori on-line (12 le persone denunciate), che colpiva anche all’estero.
Tutto aveva avuto inizio nel giugno 2008, e a far scattare l’inchiesta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/192028_302428_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14980" title="192028_302428_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/192028_302428_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Clonavano siti Internet delle aziende, impossessandosi delle loro identità, per acquistare merce che poi non pagavano: agli investigatori della Polizia Postale della Spezia sono stati necessari due anni di indagini per smantellare un’associazione di truffatori on-line (12 le persone denunciate), che colpiva anche all’estero.<br />
Tutto aveva avuto inizio nel giugno 2008, e a far scattare l’inchiesta era stata la denuncia di un’impresa spezzina, la Pomodoro Costruzioni. Il titolare aveva ricevuto richieste di pagamento da parte della Holz Schmidt di Marburg, in Germania, azienda che mai aveva contattato. La polizia spezzina, in collaborazione con quella di Bolzano, e il commissariato tedesco di Mittelhessen, alla fine avevano scoperto che tutte e due dicevano il vero: l’impresa tedesca aveva ricevuto tre ordini di legname da costruzione, per oltre 150mila euro, da una ditta Pomodoro, ma si trattava di un clone. Per scoprire chi potesse nascondersi dietro le copie virtuali la Polposta ha organizzato una falsa spedizione di legnami appoggiandosi al Centro nautico e sommozzatori della polizia spezzina (Cnes), un viaggio &#8220;controllato&#8221;, con agenti camuffati da camionisti. Si è così arrivati ad individuare i componenti dell’associazione.<br />
All’interno del gruppo ognuno aveva un incarico: c’era chi procacciava gli affari, creando i cloni e prendendo i contatti per acquisti e consegne; chi si occupava della logistica; o di trovare clienti compiacenti. L’organizzazione si avvaleva inoltre di autotrasportatori e persino di una guardia giurata. Otto le persone denunciate a Viterbo, (tra questi i membri di un’intera famiglia). Il gruppo faceva sparire la merce ordinata e la smistava attraverso un nucleo di quattro ricettatori (con precedenti per truffa), che operavano su Brescia. In un capannone di 5mila metri quadrati a Montichiari, è stata rinvenuta merce rubata per oltre un milione di euro.<br />
Buona parte del materiale recuperato (idropulitrici, piastrelle, saldatrici, condizionatori d’aria) è stato restituito alle aziende truffate (oltre alla tedesca, una dozzina in Italia).<br />
L’operazione si è avvalsa dell’appoggio delle Procure della Spezia, di Viterbo e di Brescia. Le autorità tedesche hanno elogiato il dirigente del compartimento ligure della Polposta Armando Puccinelli e lo staff spezzino, coordinato dal commissario capo Ivano Gabrielli, per i risultati dell’indagine.</p>
<p>Fonte Bresciaoggi</p>
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		<title>Gli hackers assaltano Youtube</title>
		<link>http://www.abcabc.it/blog/informatica-e-tecnologia/gli-hackers-assaltano-youtube/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 07:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Informatica e Tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Una bufala, apparsa inaspettatamente su alcune pagine di youtube, per alcune ore ha gettato i fan di una popstar stanuitense nel panico e per l&#8217;intera giornata ha messo in fibrillazione lo sterminato popolo degli internauti&#8230;
Roma, 04-07-2010
Tutto ha inizio con un messaggio tanto allarmante quanto anonimo: Justin Bieber è morto questa mattina in un incidente d&#8217;auto&#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una bufala, apparsa inaspettatamente su alcune pagine di youtube, per alcune ore ha gettato i fan di una popstar stanuitense nel panico e per l&#8217;intera giornata ha messo in fibrillazione lo sterminato popolo degli internauti&#8230;</p>
<p>Roma, 04-07-2010</p>
<p>Tutto ha inizio con un messaggio tanto allarmante quanto anonimo: Justin Bieber è morto questa mattina in un incidente d&#8217;auto&#8230; Una bufala, apparsa inaspettatamente su alcune pagine di youtube, che per alcune ore ha gettato i fan del sedicenne pop stanuitense nel panico e per l&#8217;intera giornata ha messo in fibrillazione lo sterminato popolo degli internauti&#8230;</p>
<p>Si perché l&#8217;annuncio della scomparsa del giovane cantante è frutto di un bag, quasi sicuramente un sabotaggio, che ha permesso di bucare uno dei motori di condivisione di video più famoso del mondo, aggirandone i filtri e modificando il contenuto di filmati, commenti e contenuti&#8230;</p>
<p>Il colosso di Mountain View proprietario di youtube, per tutta la giornata si è astenuto da qualsiasi dichiarazione e la notizia dell&#8217;hackeraggio, dunque, anche se verificata dai fruitori del sito, non è stata nè confermata nè smetita&#8230; Certo è che le pagine manomesse sono decine e decine e, secondo gli esperti del web, il rischio è che i pirati informatici oltre a modificare i video siano riusciti anche a &#8220;rubare&#8221; le password degli uenti&#8230;</p>
<p>Il consiglio che gira per la rete è dunque:  state alla larga dal motore di ricerca o i vostri dati più personali potrebbero diventare di dominio pubblico.</p>
<p>A quanto pare, il sistema per sabotare i contenuti di youtube è piuttosto semplice: basta infatti inserire una serie di lettere nello spazio riservato ai commeti e il gioco è fatto. Altrettanto semplice, per i programmatori di google,  è s ato dunque riparare l&#8217;inconveniente ma la toppa, cucita alla meglio su una rete vastissima, non è abbastanza grande da soffocare il dubbio: e se le falle fossero più di una?</p>
<p style="text-align: right;">Fonte RaiNews</p>
<img src="http://www.abcabc.it/blog/?ak_action=api_record_view&id=14925&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Internet: Da Oggi Possibile Scegliere Su Windows i Browser Concorrenti</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 13:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Roma, 1 mar &#8211; Da oggi gli utenti europei di  Windows avranno la possibilita&#8217; di scegliere il software di navigazione Internet  che preferiscono. Il sistema consentira&#8217; di aprire una finestra &#8221;pop-up&#8221; per  selezionare uno dei dodici browser a disposizione o scegliere di lasciare  installato Internet Explorer.
Le nuove opzioni saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="ynw-article-part2" style="text-align: justify;"><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/windows_vista_logo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-14326" title="windows_vista_logo" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/windows_vista_logo.jpg" alt="" width="214" height="214" /></a>(ASCA) &#8211; Roma, 1 mar &#8211; Da oggi gli utenti europei di  Windows avranno la possibilita&#8217; di scegliere il software di navigazione Internet  che preferiscono. Il sistema consentira&#8217; di aprire una finestra &#8221;pop-up&#8221; per  selezionare uno dei dodici browser a disposizione o scegliere di lasciare  installato Internet Explorer.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove opzioni saranno inviate ai pc che hanno  installato Windows Xp, Vista o 7, come parte dei periodici aggiornamenti  relativi alla sicurezza del sistema. La novita&#8217; e&#8217; il frutto dell&#8217;accordo  raggiunto fra la Microsoft e l&#8217;Unione Europea al termine di una lunga contesa  legale fra la Commissione Ue e il gigante di Redmond, accusato di posizione  dominante sul mercato. Attualmente Internet Explorer copre il 62,12% del mercato  dei browser.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo piu&#8217; diretto concorrente e&#8217; Firefox con il 24,43%, seguito  da Chrome (5,22%), Safari (4,53%) e Opera (2,38%).</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: Yahoo Italia</p>
<img src="http://www.abcabc.it/blog/?ak_action=api_record_view&id=14325&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Youtube introduce il parental control con Safety mode</title>
		<link>http://www.abcabc.it/blog/internet/youtube-introduce-il-parental-control-con-safety-mode/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 10:12:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il più popolare servizio di condivisione video presente sul  web, Youtube, introduce una nuova funzione: il parental control. Youtube ha conosciuto nel corso degli  ultimi anni una diffusione a macchia d&#8217;olio che ha coperto tutte le fasce della  popolazione, specialmente quelle più giovani. È proprio al popolo dei  giovanissimi che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il più popolare servizio di condivisione video presente sul  web, <strong>Youtube</strong>, introduce una nuova funzione: il <strong>parental control</strong>. Youtube ha conosciuto nel corso degli  ultimi anni una diffusione a macchia d&#8217;olio che ha coperto tutte le fasce della  popolazione, specialmente quelle più giovani. È proprio al popolo dei  giovanissimi che la nuova funzionalità presentata da Youtube è dedicata, grazie  alla presenza di un apposito comando denominato <strong>&#8220;safety  mode&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla fine di ogni pagina di Youtube </strong>gli sviluppatori hanno inserito il nuovo comando: semplicemente attraverso  un click sarà possibile attivarlo, <strong>proteggendo la navigazione  degli utenti più giovani</strong>. Il principio di funzionamento è molto semplice e  viene spiegato in questo video:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gkI3e0P3S5E&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/gkI3e0P3S5E&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Di fatto Youtube applica un <strong>filtro sulle  ricerche</strong>, limitando l&#8217;accesso a video taggati con particolari parole che  possono rimandare in quache modo a contenuti non adatti; qualora il filtro di  protezione dovesse intervenire verrà comunicato in modo diretto attraverso la  pagina dei risultati. Il filtro non è limitato solo alle ricerche, ma anche ai  commenti: se la modalità &#8220;safety&#8221; è attiva, la lista dei commenti sarà  raggruppata, e, se espansa, eventuali commenti con contenuti offensivi saranno  coperti da asterischi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto safety mode possa rappresentare un importante  passo in avanti per la protezione degli utenti più giovani, si tratta sempre e  comunque di un filtro e non garantisce pertanto la completa salvaguardia della  navigazione.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: Hardware Upgrade</p>
<img src="http://www.abcabc.it/blog/?ak_action=api_record_view&id=13708&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Internet: Google vendera&#8217; software</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 09:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(ANSA) &#8211; ROMA, 2 FEB &#8211; Google sarebbe pronta a lanciare un negozio online in cui  vendere software per aziende compatibili con i suoi servizi web.
Lo scrive il  Wall Street Journal. Il nuovo negozio, che potrebbe essere annunciato gia&#8217; a  marzo, metterebbe in vendita applicazioni create da sviluppatori esterni, con  cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/bb2fb431e3973fca7ce14cd6d9f2bbd6.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13372" title="bb2fb431e3973fca7ce14cd6d9f2bbd6" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/bb2fb431e3973fca7ce14cd6d9f2bbd6.jpg" alt="" width="150" height="239" /></a>(ANSA) &#8211; ROMA, 2 FEB &#8211; Google sarebbe pronta a lanciare un negozio online in cui  vendere software per aziende compatibili con i suoi servizi web.</p>
<p>Lo scrive il  Wall Street Journal. Il nuovo negozio, che potrebbe essere annunciato gia&#8217; a  marzo, metterebbe in vendita applicazioni create da sviluppatori esterni, con  cui Mountain View dividerebbe parte delle entrate. Secondo il Wsj, questo  sarebbe l&#8217;ultimo tentativo di Google per convincere gli utenti a passare da  Office a Docs.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: LiberoNews</p>
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		<title>Rallentamento adsl e internet zona Darfo</title>
		<link>http://www.abcabc.it/blog/evidenza/rallentamento-adsl-e-internet-zona-darfo/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 10:43:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[informatica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci è stato segnalato un disservizio per quanto compete la velocità di connessione alla banda internet nelle ore pomeridiane. Il problema stà nel fatto che nella mattinata la velocità arriva anche ai 4 Mb e nel pomeriggio  se si raggiungono i 200 Kb è già tanto. Se qualcuno ha difficoltà in merito ce lo faccia sapere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8332" title="images" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2009/10/images28.jpg" alt="images" width="116" height="116" />Ci è stato segnalato un disservizio per quanto compete la velocità di connessione alla banda internet nelle ore pomeridiane. Il problema stà nel fatto che nella mattinata la velocità arriva anche ai 4 Mb e nel pomeriggio  se si raggiungono i 200 Kb è già tanto. Se qualcuno ha difficoltà in merito ce lo faccia sapere per poter allertare le autorità competenti.</p>
<p>passate l&#8217;informazione.</p>
<p>Grazie</p>
<img src="http://www.abcabc.it/blog/?ak_action=api_record_view&id=8331&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Firefox 3.6, pronta la release candidate</title>
		<link>http://www.abcabc.it/blog/internet/firefox-3-6-pronta-la-release-candidate/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 14:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[gruppo_gierreti]]></category>

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		<description><![CDATA[Mozilla ha rilasciato la prima release candidate di Firefox  3.6. La versione finale potrebbe arrivare entro febbraio


Roma &#8211; Firefox 3.6, alias Namoroka,  è ormai ad un solo passo dal debutto ufficiale. Nelle scorse ore Mozilla ne ha  infatti rilasciato la prima release candidate, descrivendola come una versione  sufficientemente stabile e sicura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mozilla ha rilasciato la prima release candidate di Firefox  3.6. La versione finale potrebbe arrivare entro febbraio</p>
<p><!--testo--></p>
<div>
<div><!--inn--><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/firefox2pn5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11225" title="firefox2pn5" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/firefox2pn5-300x288.jpg" alt="" width="228" height="218" /></a>Roma &#8211; Firefox 3.6, alias <em>Namoroka</em>,  è ormai ad un solo passo dal debutto ufficiale. Nelle scorse ore Mozilla ne ha  infatti rilasciato la prima release candidate, descrivendola come una versione  sufficientemente stabile e sicura da poter essere utilizzata per &#8220;la quotidiana  navigazione sul Web&#8221;. Mozilla Italia ne sconsiglia comunque l&#8217;uso in ambienti di produzione.</p>
<p>Mozilla afferma che al momento attuale oltre il 75% degli add-on per  Firefox sono compatibili con Namoroka: l&#8217;organizzazione spera che, per il  rilascio della versione finale, questa percentuale superi il 90%. A tal  proposito, la Foundation invita tutti gli utenti della RC1 a segnalare eventuali  problemi di compatibilità per mezzo dell&#8217;<a href="https://addons.mozilla.org/addon/15003?src=external-fxbetarelnote" target="_blank">Add-on Compatibility Reporter</a>.</p>
<p>Dalle <a href="http://www.mozilla.com/en-US/firefox/3.6rc1/releasenotes/" target="_blank">note di rilascio</a> si apprende che in Firefox 3.6 RC1 sono stati  corretti <a href="https://bugzilla.mozilla.org/buglist.cgi?quicksearch=ALL%20status1.9.2:final-fixed" target="_blank">oltre 70 bug</a> scoperti nella precedente versione di test (la <a href="http://punto-informatico.it/2774949/PI/News/nuova-beta-firefox-36.aspx" target="_blank">Beta 5</a>).</div>
</div>
<div></div>
<div style="text-align: right;">Fonte: PuntoInformatico</div>
<img src="http://www.abcabc.it/blog/?ak_action=api_record_view&id=11224&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Microsoft Office 2010: i prezzi</title>
		<link>http://www.abcabc.it/blog/informatica-e-tecnologia/microsoft-office-2010-i-prezzi/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 11:01:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo_gierreti]]></category>

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		<description><![CDATA[Microsoft ha diffuso i prezzi delle differenti versioni di Office 2010 e ormai il quadro relativo a questo nuovo  prodotto risulta molto ben definito. I prezzi oscilleranno da  119 dollari a 499 dollari e sarà prevista anche una versione dedicata a  particolari canali commercializzata a 99 dollari. Vediamo più in dettaglio quali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Microsoft ha diffuso i prezzi delle differenti versioni di <strong>Office 2010</strong> e ormai il quadro relativo a questo nuovo  prodotto risulta molto ben definito. I prezzi oscilleranno <strong>da  119 dollari a 499 dollari </strong>e sarà prevista anche una versione dedicata a  particolari canali commercializzata a 99 dollari. Vediamo più in dettaglio quali  saranno le versioni e a quale prezzo verrà commercializzato.</p>
<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/microsoft-office.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11189" title="microsoft-office" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/microsoft-office-300x246.jpg" alt="" width="177" height="144" /></a>La versione<strong> Office Home and Studen</strong>t  permette di installare Word 2010, Excel 2010, PowerPoint 2010 e OneNote  2010. La sola Product Key Card verrà commercializzata a 119 dollari mentre la  versione completa di supporto di installazione avrà un prezzo pari a 149  dollari. Per questa versione viene anche promessa una proposta &#8220;family pack&#8221;  anche se non si hanno ulterio informazioni.</p>
<p>La versione <strong>Office Home and Business </strong>differisce da quella appena descritta per l&#8217;inserimento di Outlook e il prezzo  previsto è di 279 dollari &#8220;full packaged&#8221; oppure 199 dollari per la Product Key  Card. Con <strong>Office Professional </strong>si avrà a disposizione Word 2010, Excel 2010,  PowerPoint 2010, OneNote 2010, Outlook 2010, Publisher 2010 ed Access 2010 a un  prezzo di 499 dollari per la versione completa, oppure di 349 dollari per la  sola Product Key Card.</p>
<p>E&#8217; prevista anche una versione Office Professional  Academic identica a quella appena descritta ma offerta a 99 dollari attraverso  alcuni canali di vendita autorizzati</p>
<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/office_prezzi.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-11190" title="office_prezzi" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/office_prezzi.gif" alt="" width="600" height="130" /></a></p>
<p style="text-align: right;">Fonte: Hardware Upgrade</p>
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		<title>Facebook, sulla privacy c&#8217;è anche FTC</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 11:42:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[gruppo_gierreti]]></category>

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		<description><![CDATA[Le recenti policy in materia di privacy introdotte da Facebook al suo immenso bacino di utenti costituirebbero una pratica sleale oltre che ingannevole. È questa, in estrema sintesi, la posizione espressa dall&#8217;organizzazione Electronic Privacy Information Center (EPIC) che si è recentemente rivolta alla Federal Trade Commission (FTC) statunitense per avviare un&#8217;inchiesta sulle nuove disposizioni del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5527" title="facebook-facce-324" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/facebook-facce-324-150x150.jpg" alt="facebook-facce-324" width="150" height="150" />Le recenti policy in materia di privacy introdotte da Facebook al suo immenso bacino di utenti costituirebbero <strong>una pratica sleale oltre che ingannevole</strong>. È questa, in estrema sintesi, la posizione espressa dall&#8217;organizzazione <em>Electronic Privacy Information Center</em> (EPIC) che si è recentemente rivolta alla <em>Federal Trade Commission</em> (FTC) statunitense per avviare un&#8217;inchiesta sulle nuove disposizioni del social network in blu a tutelare profili e dati personali di circa 350 milioni di iscritti in tutto il mondo.</p>
<p>Al centro della bufera, il <em>transition tool</em> preposto da Facebook alla configurazione della privacy di pressoché ogni utente, secondo nuovi criteri che in molti hanno visto come un tentativo massiccio di far spargere per il web le informazioni veicolate a mezzo social network. Il dettaglio che ha fatto innanzitutto preoccupare EPIC è stato quello relativo alla preselezione di default di opzioni <strong>per condividere quanto pubblicato con tutti</strong>, nonostante una possibile precedente presenza di limitazioni attive scelte dall&#8217;utente.</p>
<p>&#8220;Queste impostazioni di default &#8211; si legge nel testo recapitato alla FTC &#8211; calpestano la facoltà di scelta dell&#8217;utente, di limitare l&#8217;accesso da parte di applicazioni terze e di altri siti web&#8221;. Tra le altre obiezioni sollevate da EPIC, quella relativa ad una eccessiva e <strong>pericolosa apertura delle personali liste di amicizie</strong>, considerate nel loro insieme un dato estremamente sensibile. Queste, ad esempio, potrebbero rivelare le preferenze sessuali dell&#8217;utente, oltre a mettere a rischio i suoi cari in caso ad esempio di persecuzioni da parte di autorità troppo invadenti.</p>
<p>Stando al testo di EPIC &#8211; firmato da altre organizzazioni impegnate nel settore della privacy, come <em>Privacy Rights Clearinghouse</em> &#8211; i cambiamenti apportati da Facebook hanno reso pubblica praticamente ogni informazione contenuta nei singoli profili, dalle fotografie alle liste di amicizia, dalle <em>fan page</em> ai canali di appartenenza. &#8220;Queste categorie di dati personali &#8211; si legge nel documento &#8211; non sono più soggette ad impostazioni selezionate dall&#8217;utente&#8221;. O meglio, di default rimangono interamente aperte, per permettere a chiunque di essere trovato più facilmente tra i meandri della Rete.</p>
<p>Non si tratta della prima volta in cui EPIC tira le orecchie a protagonisti e pratiche attuali del web. Lo scorso marzo, proprio FTC aveva ricevuto una comunicazione da parte dell&#8217;organizzazione statunitense, preoccupata per il fenomeno del cloud computing, che metterebbe a rischio la privacy degli utenti.</p>
<p>E non si tratta nemmeno delle prime critiche piovute addosso a Facebook, dopo l&#8217;introduzione delle nuove impostazioni in materia di privacy. <em>Electronic Frontier Foundation</em> (EFF), che già aveva puntualizzato su alcune gravi pecche a riguardo, ha fornito il suo appoggio alle lamentele esposte da EPIC, augurandosi che FTC consideri con la massima attenzione il documento.</p>
<p>I responsabili di Facebook hanno risposto all&#8217;iniziativa dell&#8217;organizzazione statunitense, esprimendo la propria delusione per quanto accaduto: EPIC avrebbe dovuto parlarne direttamente con il social network, senza optare per un intermediario come FTC. A parlare, Barry Schnitt, portavoce del sito in blu, che ha sottolineato come una massiccia campagna informativa fosse stata portata avanti in favore di tutti gli utenti. Stando alle parole di Schnitt, Facebook avrebbe garantito ai suoi iscritti un controllo sulla privacy senza precedenti nell&#8217;intera storia della Rete.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte: PuntoInformatico</em></p>
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		<title>Hacker iraniani oscurano Twitter per un&#8217;ora</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 14:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[tutti]]></category>

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		<description><![CDATA[«Questo sito è sotto l&#8217;attacco hacker del cyber-esercito iraniano. Take care». Un gruppo iraniano, l&#8217;Iranian Cyber Army, ha piratato il sito di Twitter per circa un&#8217;ora durante la notte. Poi la situazione è tornata alla normalità, e il social network ha ricominciato a funzionare
Il sito è stato oscurato dagli hacker sostenitori del fronte conservatore che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10746" title="twitter-attacco-hacker-324" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/twitter-attacco-hacker-324-150x150.jpg" alt="twitter-attacco-hacker-324" width="150" height="150" />«Questo sito è sotto l&#8217;attacco hacker del cyber-esercito iraniano. Take care». Un gruppo iraniano, l&#8217;Iranian Cyber Army, ha piratato il sito di Twitter per circa un&#8217;ora durante la notte. Poi la situazione è tornata alla normalità, e il social network ha ricominciato a funzionare<br />
Il sito è stato oscurato dagli hacker sostenitori del fronte conservatore che sono riusciti a pubblicare sulla homepage, oltre alla rivendicazione in lingua inglese, alcune frasi in persiano che inneggiavano alla Guida Suprema, l&#8217;ayatollah Ali Khamenei, e minacciavano il movimento verde riformista.</p>
<p>Proprio ieri le contestate elezioni presidenziali in Iran sono state nominate &#8216;argomento dell&#8217;anno 2009&#8242; dai responsabili del social network &#8216;Twitter&#8217;. «Tra tutte le parole chiave, gli argomenti e le frasi inserite quest&#8217;anno su &#8216;Twitter&#8217;, le elezioni iraniane sono state l&#8217;argomento che più volte è comparso ai vertici della classifica dei temi più trattati», è la motivazione con la quale i responsabili di uno dei social network più popolari al mondo hanno assegnato il primato.<br />
A contribuire in modo decisivo al riconoscimento sono stati i milioni di messaggi targati &#8216;Iranelections&#8217;, tag che decine di migliaia di blogger iraniani, e non solo, associano a ogni notizia legata alle proteste dell&#8217;Onda Verde, che hanno invaso la rete dallo scorso giugno.</p>
<p>&#8216;Twitter&#8217;, utilizzato all&#8217;inizio dai giovani blogger riformisti per necessità, vista la stretta decisa dal governo contro i mezzi d&#8217;informazione occidentali, si è rivelato uno strumento fondamentale, in grado di informare il mondo su cosa sta accadendo in uno dei Paesi più delicati per gli equilibri regionali. I blogger sono stati l&#8217;unica finestra sull&#8217;Iran e hanno raccontato in diretta i momenti più intensi della protesta riformista, ma anche quelli più drammatici, come la morte di Neda Agha Soltan, la giovane manifestante uccisa dopo le elezioni e diventata il volto simbolo della protesta.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte: IlSole24Ore</em></p>
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