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	<title>Association Business Center Blog &#187; Lavoro</title>
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		<title>L&#8217;Inps gioca d&#8217;anticipo sulle colf straniere</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 14:03:58 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Un investimento di almeno 1.195 euro e nessuna garanzia sull&#8217;approvazione della  domanda di emersione. In attesa di sapere se la richiesta di regolarizzazione  della colf o della badante sarà accolta, infatti, i contributi previdenziali  all&#8217;Inps, per chi è ancora in attesa di risposta, devono essere pagati entro  domani come per tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/inps-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11201" title="inps-1" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/01/inps-1-190x300.jpg" alt="" width="190" height="300" /></a>Un investimento di almeno 1.195 euro e nessuna garanzia sull&#8217;approvazione della  domanda di emersione. In attesa di sapere se la richiesta di regolarizzazione  della colf o della badante sarà accolta, infatti, i contributi previdenziali  all&#8217;Inps, per chi è ancora in attesa di risposta, devono essere pagati entro  domani come per tutti i lavoratori domestici e, in caso di rigetto della  domanda, non saranno restituiti.<br />
Oltre ai 500 euro versati a settembre come  pagamento a forfait dei contributi del secondo trimestre 2009, infatti, i datori  di lavoro sono obbligati anche al versamento del terzo e quarto trimestre 2009  (importo minimo di 345,8 euro per il terzo trimestre per chi ha dichiarato 20  ore di lavoro e di 349,79 euro nel quarto trimestre, perché un festivo cade di  domenica). Il versamento dei contributi relativi al terzo e al quarto trimestre  2009, però, non deve essere considerato come accettazione dell&#8217;istanza, che può  essere comunque respinta dallo sportello.<br />
È quanto risulta dal messaggio n.  30264 del 29 dicembre 2009 dell&#8217;Inps (si veda anche «Il Sole 24Ore» del 31  dicembre) &#8211; reso noto due giorni fa &#8211; nel quale l&#8217;Istituto precisa che il  pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali è comunque dovuto, anche  in assenza di contratto di lavoro, in base a quanto disposto dall&#8217;articolo 2126  del Codice civile sulle prestazioni di fatto. «Sono contributi dovuti per il  lavoro realmente svolto &#8211; spiega Teresa Benvenuto, segretario nazionale  Assindatcolf, l&#8217;associazione sindacale dei datori di lavoro domestico aderente a  Confedilizia &#8211; che non vengono restituiti in caso di bocciatura della domanda di  emersione. Se, per esempio, la pratica viene respinta perché la badante ha un  provvedimento di espulsione &#8211; prosegue Benvenuto &#8211; quest&#8217;ultima non potrà essere  regolarizzata e dovrà lasciare l&#8217;Italia senza poter beneficiare, in futuro, dei  contributi relativi al lavoro realmente svolto».<br />
La richiesta di versamento  dei contributi anche da parte dei datori che sono ancora in attesa della  convocazione agli sportelli – si legge nel messaggio Inps – è una scelta fatta  per «evitare il versamento in unica soluzione di tutti i contributi dovuti dal  1° luglio 2009 fino alla data della sottoscrizione del contratto di  soggiorno».<br />
Per il pagamento i datori di lavoro dovranno utilizzare i  bollettini precompilati inviati dall&#8217;Inps: in totale sono 181.869 i bollettini  in arrivo nelle case di chi ha regolarizzato un lavoratore domestico grazie alla  legge 102/2009. In realtà, quindi, non tutti i 300mila datori che hanno  presentato domanda stanno ricevendo i bollettini: tra tutte le istanze pervenute  al ministero dell&#8217;Interno attraverso il sito internet sono state infatti  scartate, in una prima fase, quelle in cui sono presenti più di tre denunce per  un unico datore di lavoro e tutte quelle per le quali l&#8217;importo forfettario  versato con il modello F24 è diverso dai 500 euro richiesti. Nella seconda fase  sono state poi abbinate le istanze ai modelli F24: «Tale abbinamento &#8211; chiarisce  l&#8217;Inps nel messaggio &#8211; è stato possibile soltanto quando c&#8217;è stata perfetta  corrispondenza tra i dati presenti sui due modelli sia per il codice fiscale del  datore di lavoro che per gli estremi del documento del lavoratore». Questa  lavorazione ha fornito un totale di 190.072 abbinamenti tra versamento  effettuato e domanda presentata. L&#8217;elaborazione ha, infine, scartato tutte le  domande per le quali il rapporto di lavoro risultava già regolarizzato e  registrato.</p>
<p>L&#8217;Inps, quindi, ha inviato 181.869 bollettini precompilati  relativi alle pratiche non ancora concluse ma formalmente corrette, i cui  requisiti saranno verificati dallo sportello unico all&#8217;atto della convocazione.  «Nei bollettini &#8211; commenta Benvenuto &#8211; viene indicato un codice rapporto di  lavoro provvisorio ed è stata fissata per tutti una data di assunzione  convenzionale (il 1° aprile 2009).<br />
Per quanto riguarda l&#8217;entità dei  contributi relativi al terzo e al quarto trimestre 2009, l&#8217;Inps ha fatto il  calcolo sulla base delle ore dichiarate nella domanda di emersione, mentre la  retribuzione è stata determinata sulla base dei minimi retributivi fissati dalla  commissione nazionale». Se la retribuzione effettivamente corrisposta o il  numero delle ore lavorate sono maggiori di quelle prese a riferimento, il datore  potrà utilizzare i bollettini in bianco allegati a quelli precompilati.</p>
<p>Non  tutti i datori, però, hanno già ricevuto i bollettini. La scadenza dell&#8217;11  gennaio (si veda il «Sole 24Ore» del 4 gennaio), secondo il segretario  Assindatcolf, non è tassativa: «I datori hanno 30 giorni a partire dalla data di  ricezione dei bollettini Inps per versare gli importi dovuti».</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: Il Sole 24 Ore</p>
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		<title>Tenaris Dalmine, alle 10,30 siglato l&#8217;accordo per gli esuberi</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 10:33:04 +0000</pubDate>
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Alle 10,30 è stato siglato l&#8217;accordo per gli esuberi al gruppo Tenaris Dalmine, dopo una trattativa non-stop, andata ai supplementari, nella notte tra ieri e oggi. Che si andasse avanti a oltranza lo avevano deciso ieri pomeriggio i dirigenti dell&#8217;azienda e i rappresentanti sindacali: l&#8217;obiettivo era esaminare le 26 pagine del piano, limare gli ultimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-10955" title="92667_430470__DSC1755_7_7950955_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2009/12/92667_430470__DSC1755_7_7950955_medium-150x150.jpg" alt="92667_430470__DSC1755_7_7950955_medium" width="150" height="150" /></p>
<p>Alle 10,30 è stato siglato l&#8217;accordo per gli esuberi al gruppo Tenaris Dalmine, dopo una trattativa non-stop, andata ai supplementari, nella notte tra ieri e oggi. Che si andasse avanti a oltranza lo avevano deciso ieri pomeriggio i dirigenti dell&#8217;azienda e i rappresentanti sindacali: l&#8217;obiettivo era esaminare le 26 pagine del piano, limare gli ultimi punti di contrasto, arrivando a definire una serie di strumenti necessari per il futuro dei lavoratori.</p>
<p>Un negoziato durato tre mesi esatti, andato avanti fino a fine novembre senza sostanziali passi avanti: poi la brusca accelerazione degli ultimi venti giorni che ha portato al rush finale.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte:LecodiBergamo</p>
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		<title>Nullo il licenziamento della badante che ha diritto alla sanatoria</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:47:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È nullo il licenziamento della badante che ha maturato il diritto alla sanatoria. Il &#8220;benservito&#8221; dato a un lavoratore straniero a ridosso della scadenza del 30 settembre può tradursi in un boomerang per chi vuole sfuggire agli oneri della regolarizzazione. Il rischio è quello di ricevere l&#8217;ordine del giudice a presentare la dichiarazione e reintegrare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-6055" href="http://www.abcabc.it/blog/evidenza/nullo-il-licenziamento-della-badante-che-ha-diritto-alla-sanatoria/attachment/colf-badant-2i_ansa_240/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-6055" title="colf-badant-2i_ANSA_240" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/colf-badant-2i_ANSA_240-150x150.jpg" alt="colf-badant-2i_ANSA_240" width="150" height="150" /></a>È nullo il licenziamento della badante che ha maturato il diritto alla sanatoria. Il &#8220;benservito&#8221; dato a un lavoratore straniero a ridosso della scadenza del 30 settembre può tradursi in un boomerang per chi vuole sfuggire agli oneri della regolarizzazione. Il rischio è quello di ricevere l&#8217;ordine del giudice a presentare la dichiarazione e reintegrare la badante nel rapporto di lavoro con tutte le tutele previste dallo Statuto dei lavoratori. Lo straniero in possesso dei requisiti richiesti ha un vero e proprio diritto alla regolarizzazione che non dipende dal «mero arbitrio del datore di lavoro». Per il tribunale del lavoro di Brescia è, infatti, sicuramente discriminatorio il licenziamento avvenuto il 1° settembre scorso di una lavoratrice straniera impiegata da gennaio 2009 presso una famiglia.</p>
<p>Così i giudici del lavoro di Brescia hanno ordinato a una signora che si avvaleva per l&#8217;assistenza a un familiare di una badante salvadoregna di presentare entro domani la domanda allo Sportello unico per l&#8217;immigrazione. Con l&#8217;ordinanza emessa il 25 settembre &#8211; a cinque giorni dalla scadenza per l&#8217;iter di regolarizzazione &#8211; il tribunale del lavoro di Brescia ha cancellato il licenziamento perché discriminatorio in base all&#8217;articolo 3 della legge 108/1990, che prescrive in tali situazioni di applicare la tutela dell&#8217;articolo 18 dello statuto dei lavoratori quindi reintegro, restituzioni di quanto non percepito ed eventuale risarcimento danni.</p>
<p>I giudici nell&#8217;imminente scadenza del 30 settembre 2009 per la presentazione della dichiarazione di emersione della lavoratrice straniera hanno ravvisato la minaccia di un pregiudizio immediato e irreparabile e quindi la sussistenza dei presupposti per l&#8217;adozione di un provvedimento d&#8217;urgenza ex articolo 700 del Cpc. Lo straniero che lavori in Italia privo di regolare permesso di soggiorno e rientri nei criteri fissati dall&#8217;articolo 1-ter della legge 102/2009 (conversione del decreto legge anticrisi) ha &#8211; come dicono i giudici &#8211; un «diritto alla regolarizzazione» costituzionalmente garantito e di riflesso la presentazione della dichiarazione ex articolo 1-ter della legge 102/2009 non può ritenersi legata «al mero arbitrio del datore di lavoro». I giudici hanno quindi accolto la domanda cautelare della ricorrente e ordinato alla parte convenuta rimasta contumace di reintegrare la lavoratrice nel rapporto di lavoro a tempo indeterminato, di versarle gli oneri previdenziali dovuti e le retribuzioni non percepite e ordinando, infine, di procedere alla presentazione della domanda di regolarizzazione entro domani.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte:IlSole24Ore</em></p>
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		<title>Morti bianche, quattro morti sul lavoro in tre giorni</title>
		<link>http://www.abcabc.it/blog/evidenza/morti-bianche-quattro-morti-sul-lavoro-in-tre-giorni/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 07:38:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Quattro morti sul lavoro, in tre giorni. La tragica contabilità quotidiana conferma, se ce ne fosse bisogno, che continua a essere altissimo il tasso di incidenti mortali sul lavoro: nei cantieri, nelle campagne e nelle fabbriche della penisola. L&#8217;ultima morte bianca è avvenuta ieri in un cantiere della A3 sull`autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria sulla carreggiata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5838" title="20090925_051016_9582BAE7_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/20090925_051016_9582BAE7_medium-150x150.jpg" alt="20090925_051016_9582BAE7_medium" width="150" height="150" />Quattro morti sul lavoro, in tre giorni. La tragica contabilità quotidiana conferma, se ce ne fosse bisogno, che continua a essere altissimo il tasso di incidenti mortali sul lavoro: nei cantieri, nelle campagne e nelle fabbriche della penisola. L&#8217;ultima morte bianca è avvenuta ieri in un cantiere della A3 sull`autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria sulla carreggiata nord, nei pressi di Cosenza, dove è in corso la costruzione della nuova galleria &#8216;Serra dell&#8217;Ospedale&#8217;: l&#8217;operaio Valerio Messuti, 21 anni di Marsico Vetere (provincia di Potenza) è morto mentre lavorava con altri due colleghi per conto dell`impresa esecutrice Carena Spa di Genova, sul cestello elevatore all`interno della galleria. Mercoledì due vittime sul lavoro. Uno nella periferia di Arco, in provincia di Trento dove un operaio marocchino di 37 anni, K.S., sposato e residente a Verona, è morto decapitato dopo essere precipitato in una scarpata con una piccola ruspa per 40 metri, mentre lavorava sul ciglio di una strada. Forse un errore di manovra all&#8217;origine della tragedia. L&#8217;altra vittima è Alberto S.. Un operaio di 43 anni l&#8217;operaio deceduto dopo essere precipitato da circa 15 metri di altezza dal cestello di una piattaforma all&#8217;interno dello stabilimento dell&#8217;acciaieria &#8220;Ori Martin Spa&#8221; di Brescia. Il giorno prima, martedì 22 settembre, un muratore di 50 anni ha perso la vita cadendo da un&#8217;impalcatura a Garlasco, in provincia di Pavia. Tra gli incidenti sul lavoro più gravi per numero di vittime avvenuti quest&#8217;anno si segnalano quelli avvenuti nello stabilimento Saras di Sarroch, in provincia di Cagliari: tre operai morti mentre erano impegnati in un impianto di desolforazione e quello avvenuto a Riva Ligure, in provincia di Imperia. Due operai sono morti probabilmente a seguito di esalazioni all&#8217;interno di una vasca di depurazione. Il dato più recente sulle morti bianche diffuso dall&#8217;Inail è fermo al 2008. Anno in cui i morti sul lavoro sono stati 1.120, con una diminuzione del 7,2% rispetto al 2007.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: BresciaOggi</p>
<p style="text-align: right;"> </p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="COLOR: #ff0000"><a href="http://www.abcabc.it/forum/viewtopic.php?f=77&amp;t=15">clicca qui e leggi i commenti nel nostro forum</a></span></h1>
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		<title>Crisi, più aziende chiedono controlli sanitari sui dipendenti</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 14:26:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[«Da quando si è ufficializzata la recessione, sono aumentati gli infortuni sul lavoro, a fronte di un crollo delle ore totali lavorate, e sono aumentati anche gli infortuni mortali (segnalano condizioni di stress negativo, cioè anche un calo collettivo di attenzione sul fronte della sicurezza n.d.r.)». Parola di Giovanni Mosconi, primario della Medicina del lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5617" title="90729_426777_e899730463_7886527_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/90729_426777_e899730463_7886527_medium-150x150.jpg" alt="90729_426777_e899730463_7886527_medium" width="150" height="150" />«Da quando si è ufficializzata la recessione, sono aumentati gli infortuni sul lavoro, a fronte di un crollo delle ore totali lavorate, e sono aumentati anche gli infortuni mortali (segnalano condizioni di stress negativo, cioè anche un calo collettivo di attenzione sul fronte della sicurezza n.d.r.)». Parola di Giovanni Mosconi, primario della Medicina del lavoro agli Ospedali Riuniti di Bergamo.</p>
<p>E soprattutto, rileva ancora Mosconi, «qui ai Riuniti abbiamo assistito a un’impennata delle richieste delle aziende sui giudizi di idoneità lavorativa». Segnale angosciante, unito all’altro dato che evidenzia il primario: aumentano queste richieste di idoneità lavorativa (per esempio, se un dipendente ha avuto problemi di salute certificati si cerca di verificare se al rientro può essere ancora adatto alle mansioni precedenti o no), ma diminuiscono, anzi crollano, i certificati di idoneità al lavoro per assunzioni.</p>
<p> «In più, sono in crescita anche le richieste di accertamenti su abusi di alcol per alcune categorie di lavoratori &#8211; evidenzia Mosconi – . Il succo della situazione è questo: se una volta il datore di lavoro era pronto a chiudere un occhio, in questi tempi di crisi e tagli obbligati per una economia in stallo, si interviene su chi risulta meno produttivo di altri».</p>
<p>Una situazione di crescente stress per i lavoratori. come affrontarlo? Prima di tutto, mantenendo degli spazi per sé, in cui coltivare affetti e passioni.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte: L&#8217;EcodiBergamo</em></p>
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		<title>Notifica preliminare di cantiere; Con l&#8217;Asl ora basta un clic</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 07:39:28 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[626 81/08]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[Un nuovo metodo di lavoro che sfrutta il web e che agevola professionisti e committenti. L’Asl della provincia di Bergamo ha attivato il sistema di notifica on line che permette l’invio tramite internet della notifica preliminare di cantiere da parte del committente.
Il committente dei lavori, infatti, ha l’obbligo di trasmettere all’Azienda Sanitaria Locale la documentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5096" title="80708_405710_SF01000000_7565432_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/80708_405710_SF01000000_7565432_medium-150x150.jpg" alt="80708_405710_SF01000000_7565432_medium" width="150" height="150" />Un nuovo metodo di lavoro che sfrutta il web e che agevola professionisti e committenti. L’Asl della provincia di Bergamo ha attivato il sistema di notifica on line che permette l’invio tramite internet della notifica preliminare di cantiere da parte del committente.</p>
<p>Il committente dei lavori, infatti, ha l’obbligo di trasmettere all’Azienda Sanitaria Locale la documentazione prima dell’inizio dei lavori, come previsto dall’articolo 99 del decreto legislativo 81 del 2008 . La procedura per accedere al modello telematico da compilare è molto semplice: dopo aver effettuato la propria registrazione come utente, l’interessato avrà una login ed una password con le quali accedere.</p>
<p>Per accedere al sistema, e registrarsi, è sufficiente visitare l’indirizzo web: http://servizi.asl.bergamo.it/Edilizia/<br />
Il sistema provvederà in modo automatico a spedire all’utente appena registrato una email con il riepilogo dei dati forniti e un link con cui l’utente potrà confermare la volontà di essere registrato nel database dell’applicativo.</p>
<p>Per quanto riguarda l’Asl, si tratta di una agevolazione nei confronti di professionisti e committenti i quali non dovranno più recarsi agli sportelli postali per spedire la documentazione all’Azienda sanitaria locale.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte: L&#8217;EcodiBergamo</em></p>
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		<title>Islam, non paga badante per 7 anni, stampa araba: schiavista</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 07:44:05 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-5018" title="20090909_181558_C7E332DE_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/20090909_181558_C7E332DE_medium-150x150.jpg" alt="20090909_181558_C7E332DE_medium" width="150" height="150" />Prendendo spunto da un&#8217;esemplare condanna inflitta negli Stati Uniti a un cittadino saudita, che per ben sette anni non ha pagato la sua domestica asiatica, con la scusa che al suo paese &#8217;si usa cosi&#8217;, il quotidiano panarabo al Hayat, esce oggi con un duro editoriale che è un severo atto di accusa contro il fenomeno di schiavismo che sarebbe praticato nelle società arabe e musulmane. &#8220;I collaboratori familiari, in futuro, costituiranno un rompicapo per noi arabi&#8221;, esordisce l&#8217;articolo. E racconta: &#8220;un tribunale statunitense ha condannato un cittadino saudita, che ha confessato la sua colpevolezza, al pagamento di una multa di ben 143 mila dollari per la sua colf indonesiana: la somma è pari al salario della colf non versato per ben sette anni, nonostante il nostro concittadino l&#8217;abbia obbligata a sgobbare per ben 14 ore al giorno impedendole di usufruire del riposo settimanale&#8221; e delle ferie annuali, aggiungerebbe un occidentale, visto che nel Regno wahabita non sono comunque contemplate per nessun lavoratore. Quindi l&#8217;affondo: &#8220;sembra che questo cittadino-negriero abbia adottato il parere del Shura saudita (Consiglio consultivo, parlamento -ndr) su come trattare le collaboratrici domestiche. Con un decreto il Consiglio infatti aveva cancellato dal contratto di lavoro per le colf la parte che stabiliva un periodo di riposo obbligatorio giornaliero: sette ore al giorno dalle 10 di sera fino al cinque del mattino. La giustificazione era che quel paragrafo era incompatibile con le tradizioni e il costume delle famiglie saudite, e si optava quindi per la scelta dello schiavismo &#8216;tout court&#8217;. La condotta del cittadino saudita, condannato da un tribunale negli Usa, è divenuto ormai generalizzata nelle famiglie saudite oltre ad essere divenuta un comportamento diffuso nel mondo arabo, dai paesi del Golfo fino all&#8217;Egitto e al Libano&#8221;, conclude l&#8217;editoriale.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte: BresciaOggi</em></p>
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		<title>Caro-affitti, l&#8217;appartamento si divide anche fra lavoratori</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 15:22:52 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[affitto]]></category>

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		<description><![CDATA[La stanza in coabitazione non è più una realtà solo per gli universitari, per cui la condivisione dell&#8217;appartamento con gli altri studenti è una sorta di regola non scritta. Secondo i dati diffusi da Immobiliare.it, il modesto livello medio degli stipendi italiani costringe chi lavora nelle grandi città a condividere l&#8217;appartamento. Ben il 59% delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4577" title="20090902_135309_72183BC5_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/20090902_135309_72183BC5_medium-150x150.jpg" alt="20090902_135309_72183BC5_medium" width="150" height="150" />La stanza in coabitazione non è più una realtà solo per gli universitari, per cui la condivisione dell&#8217;appartamento con gli altri studenti è una sorta di regola non scritta. Secondo i dati diffusi da Immobiliare.it, il modesto livello medio degli stipendi italiani costringe chi lavora nelle grandi città a condividere l&#8217;appartamento. Ben il 59% delle coabitazioni nelle principali città italiane si realizza infatti fra persone che già hanno un impiego. Dato facilmente comprensibile se si pensa al costo per l&#8217;affitto di un monolocale nelle grandi città: per un monolocale a Milano si spendono 815 euro al mese, a Roma 755, a Firenze 710. &#8220;Nelle grandi aree metropolitane la coabitazione non è più solo un fenomeno studentesco &#8211; commenta Carlo Giordano, Amministratore Delegato del Gruppo Immobiliare.it &#8211; In questi tempi di crisi, poter dividere le spese condominiali e le bollette non è cosa da poco e questa soluzione abitativa consente un risparmio medio di 300 euro&#8221;. Dallo studio di Immobiliare.it, emerge come la coabitazione tra studenti rimanga comunque la realtà più importante (il 61% delle condivisioni di appartamenti a livello nazionale). Nel 62% dei casi si affittano camere singole ma con il bagno in condivisione, il costo medio è di 320 euro al mese e la dimensione oscilla fra gli 11 e i 15 metri quadri. Il canone di affitto, però, può anche essere molto maggiore: la città più cara è Milano (in media 503 euro al mese, spese condominiali incluse). Al secondo posto c&#8217;è Roma, dove per una stanza singola il prezzo richiesto è di 480 euro mensili, terza Firenze con 422 euro di canone mensile. La città universitaria più economica dello stivale è Cosenza, 200 euro per un posto letto in una stanza singola. Non va sottovalutato, infine, un fenomeno molto diffuso nelle città sedi di prestigiosi atenei: l&#8217;affitto in nero. Secondo alcuni dati, scrive Immobiliare.it, solo il 28% degli studenti fuori sede ha un contratto regolare.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte: BresciaOggi</em></p>
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		<title>La sicurezza in agricoltura c&#8217;è infortuni in calo: 440 nel 2008</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 09:45:50 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[626 81/08]]></category>

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		<description><![CDATA[Il prossimo 4 settembre, dalle 8,30 alle 13,30, al Centro Congressi del Polo Fieristico di via Lunga a Bergamo, nell’ambito del programma della fiera di S. Alessandro, si terrà un seminario sul tema “La corretta applicazione del Testo Unico sulla salute e la sicurezza nel settore agricolo”.
L’iniziativa, promossa dall’Asl di Bergamo in collaborazione con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4532" title="87125_419850_Germany_We_7769532_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/87125_419850_Germany_We_7769532_medium-150x150.jpg" alt="87125_419850_Germany_We_7769532_medium" width="150" height="150" />Il prossimo 4 settembre, dalle 8,30 alle 13,30, al Centro Congressi del Polo Fieristico di via Lunga a Bergamo, nell’ambito del programma della fiera di S. Alessandro, si terrà un seminario sul tema “La corretta applicazione del Testo Unico sulla salute e la sicurezza nel settore agricolo”.</p>
<p>L’iniziativa, promossa dall’Asl di Bergamo in collaborazione con la Provincia, l’Inail, la Coldiretti, l’Upag, l’Abia, l’Unione Provinciale Agricoltori e lo studio Agrigea, si propone di fare un quadro delle attività di formazione promosse a favore degli operatori del settore e di analizzare il fenomeno degli infortuni agricoli a livello provinciale.</p>
<p>In particolare verrà sottolineata l’importanza della prevenzione e di una capillare azione di “educazione” alla sicurezza, un aspetto quest’ultimo che deve potersi conciliare il più possibile con gli interessi delle imprese, dei lavoratori e dei consumatori.</p>
<p>In provincia di Bergamo il numero degli infortuni in agricoltura negli ultimi anni è progressivamente diminuito. Gli incidenti nel 2006 sono stati 598, nel 2008 invece sono stati 440. Questo sta a significare la bontà del lavoro svolto in questi anni sul fronte della formazione e della prevenzione. Tuttavia non bisogna abbassare la guardia bensì continuare a lavorare per raggiungere risultati sempre migliori.</p>
<p>Al convegno relazioneranno: Omar Rota (ASL Bergamo) “Attività messe in campo dall’ASL di Bergamo nel comparto agricolo: risultati e prospettive”, Carmela Sidoti (INAIL) “Il fenomeno infortunistico in agricoltura in provincia di Bergamo”, Giovanni Neotti (Agricoltore) “Quando l’esperienza diventa prevenzione: la preziosa testimonianza di un infortunio”, Eugenio Testa (DPV ASL Bergamo) “Zoonosi: i principali rischi per gli operatori del settore zootecnico e le buone pratiche di gestione per la difesa sanitaria degli allevamenti”, Anna De Palma (Regione Lombardia) “Il Protocollo d’intesa per l’adeguamento delle trattrici agricole e il ruolo della Polizia Locale”, Giuliano Oldrati (Provincia di Bergamo Settore Agricoltura)”Finanziamenti alle aziende agricole e sicurezza: il Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013”, Eugenio Ariano (Regione Lombardia) “L’attività di vigilanza e prevenzione nel comparto agricolo della regione Lombardia”.</p>
<p>Al termine degli interventi si terrà una tavola rotonda sul tema: “L’Organismo Paritetico Agricolo: il punto della situazione in tema di formazione ed assistenza all’agricoltore”. Apriranno i lavori del seminario il direttore generale dell’Asl Roberto Testa e il direttore sanitario Giuseppe Imbalzano. Poiché il seminario sarà un’occasione di approfondimento della materia ma anche un momento di formazione riconosciuto dall’Asl, a tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte: BresciaOggi</em></p>
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		<title>Clandestini ai fornelli Pizzeria a rischio sigilli</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 06:01:01 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
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		<category><![CDATA[legale]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[Una pizzeria di via Lamarmora rischia la chiusura e il titolare pesanti guai giudiziari perchè dava lavoro &#8211; in nero &#8211; a cittadini stranieri privi di permessi di soggiorno.
La violazione della Bossi-Fini, oltre che la violazione delle norme che regolano i rapporti di lavoro, è stata smascherata dagli uomini della Guardia di Finanza di Brescia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3980" title="15_9_bso_f1_208_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2009/08/15_9_bso_f1_208_medium1-150x150.jpg" alt="15_9_bso_f1_208_medium" width="150" height="150" />Una pizzeria di via Lamarmora rischia la chiusura e il titolare pesanti guai giudiziari perchè dava lavoro &#8211; in nero &#8211; a cittadini stranieri privi di permessi di soggiorno.<br />
La violazione della Bossi-Fini, oltre che la violazione delle norme che regolano i rapporti di lavoro, è stata smascherata dagli uomini della Guardia di Finanza di Brescia che nell&#8217;ultimo periodo, per rispettare le norme introdotte con il pacchetto sicurezza, hanno intensificato i controlli.<br />
I «Baschi verdi» nei giorni scorsi hanno trovato tre cittadini clandestini al lavoro in una pizzeria di via Lamarmora. I tre non sono in regola con il permesso di soggiorno e quindi non possono nemmeno avere un lavoro regolare. Ma la mancanza dei documenti necessari pare non abbia fermato il titolare della pizzeria, un amalfitano di 69 anni, che ha offerto lavoro ai tre clandestini.<br />
I tre, oltre il venti per cento della forza lavoro della pizzeria, lavoravano nel locale pur non avendo i requisiti previsti dalla legge: per i tre non erano versati i contributi previdenziali, nè loro pagavano alcun tipo di imposta. I tre lavoratori clandestini sono finiti nei guai.<br />
L&#8217;ACCERTAMENTO della Finanza ha permesso di appurare che due ragazzi egiziani, A.A.Y. di 20 anni e L.A.A. di 22 anni, impiegati in cucina non erano in regola. Identica sorte per un albanese, E.N. di 25 anni, che serviva tra i tavoli. I tre sono stati sorpresi dalla Finanza mentre lavoravano, ma quando i militari hanno chiesto di mostrare il permesso di soggiorno, i tre lavoratori non hanno potuto soddisfare la richieste.<br />
I controlli con il terminale del ministro dell&#8217;Interno hanno confermato l&#8217;ingresso illegale dei due egiziani e dell&#8217;albanese. I due egiziani, inoltre, avevano già ricevuto decreto di espulsione da parte del questore: il 20enne era stato espulso già due volte, per lui è quindi scattato l&#8217;arresto obbligatorio, confermato dal magistrato di turno, il pm Paolo Savio che ha disposto il giudizio per direttissima.<br />
IL TRIBUNALE ha condannato l&#8217;egiziano a cinque mesi di reclusione. L&#8217;egiziano è stato scarcerato e accompagnato in questura per la rituale notifica di lasciare entro cinque giorni il territorio dello Stato. Identica procedura è stata riservata all&#8217;altro egiziano e all&#8217;albanese: sono stati denunciati e accompagnati in questura per la notifica dell&#8217;ordine di lasciare l&#8217;Italia entro cinque giorni.<br />
Guai giudiziari anche per il gestore: rischia un anno di carcere e una ammenda di 5.000 euro per ogni clandestino impiegato.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte: Bresciaoggi</em></p>
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