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	<title>Association Business Center Blog &#187; Province</title>
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		<title>Sos di Ghirardelli: «Trasporto locale ad alto rischio»</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 06:54:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[IL GRIDO D&#8217;ALLARME. Servizio totalmente «scoperto» per due mesi
Il dato: «A Brescia mancheranno 7 milioni di euro» La minaccia: «Tre giorni di serrata in piena estate»
Finchè si grida ai tagli tutto pare facile. I dolori veri vengono quando si fanno i conti, i soldi indispensabili mancano, e non si sa da che parte girarsi. Solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/07_11_bso_f1_238_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14964" title="07_11_bso_f1_238_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/07_11_bso_f1_238_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>IL GRIDO D&#8217;ALLARME. Servizio totalmente «scoperto» per due mesi<br />
Il dato: «A Brescia mancheranno 7 milioni di euro» La minaccia: «Tre giorni di serrata in piena estate»</p>
<p>Finchè si grida ai tagli tutto pare facile. I dolori veri vengono quando si fanno i conti, i soldi indispensabili mancano, e non si sa da che parte girarsi. Solo la settimana scorsa è venuto chiaro che le sforbiciate alle Regioni contenute nella manovra da 24 miliardi del Governo faranno mancare alla Provincia di Brescia 7 indispensabili milioni di euro per il Trasporto pubblico locale (Tpl). Se qualcosa non cambia, nel prossimo inverno per due mesi non ci saranno treni e pullman per lavoratori e studenti. E con le casse del Broletto a secco l&#8217;assessore ai Trasporti Corrado Ghirardelli non sa proprio dove trovarli. E allora minaccia di proporre già in estate tre giorni di serrata totale dei trasporti bresciani. Niente treni per i pendolari, niente pullman per studenti e lavoratori, e «a Roma capirebbero ciò che stanno facendo».<br />
QUELLO DELL&#8217;ASSESSORE è un grido di allarme e di rabbia dettati dall&#8217;impotenza di trovare rimedio a una sforbiciata del 30% ai finanziamenti per il Tpl. E allora fa appello ai parlamentari bresciani di ogni parte politica perchè si muovano alla svelta e scongiurino un vero e proprio dramma.<br />
I trasporti vivono in buona parte di finanziamenti pubblici. Le corse non si pagano certo con il biglietto o con l&#8217;abbonamento. Ora, alla resa dei conti, senza copertura restano oltre 5 milioni di chilometri per i treni dei pendolari e i trasporti extraurbani su strada. Sono l&#8217;equivalente di 7 milioni di euro, appunto, che si aggiungono ai 3 tolti alla Loggia per il trasporto urbano.<br />
L&#8217;entità dei tagli è venuta chiara la settimana scorsa a Milano, quando l&#8217;assessore regionale a Infrastrutture e trasporti Raffaele Cattaneo ha convocato gli assessori provinciali per quantificare con loro la ripartizione delle sforbiciate. «Tutte le Province sono sulla stessa barca – dice Ghirardelli -, nessuna si salva dalla mannaia che si è abbattuta sui trasporti pubblici».<br />
Le uniche entrate del Broletto – ricorda l&#8217;assessore – vengono dal settore auto con le Rca e la tassa di immatricolazione. Ma il settore è in crisi e le entrate sono ai minimi storici. Pensare di trovare quei sette milioni, o anche parte di essi, tra le pieghe del bilancio sarebbe peggio che credere ai sogni. «I soldi non ci sono sia per la riduzione delle entrate che per le pastoie del Patto di stabilità – sottolinea Ghirardelli -, e la Provincia di Brescia mantiene al minimo il livello delle tasse.L&#8217;unica alternativa è tagliare il servizio».<br />
I conti parlano chiaro. Con tagli del 30 per cento, dal prossimo gennaio dell&#8217;entrata in vigore della manovra, studenti e lavoratori dovranno fare a meno del servizio pubblico per due mesi. «Potremmo anche cancellare il servizio una volta alla settimana per 50 settimane – riflette -, ma le cose non cambierebbero». I tagli cadrebbero in inverno, con le Pm10 alle stelle ed effetti immaginabili su qualità dell&#8217;aria e polveri sottili.<br />
DA QUI L&#8217;APPELLO ai parlamentari perchè non accettino «una mannaia che si abbatte in modo indiscriminato sui servizi, pur con la necessità dei tagli». E il tempo stringe. Cattaneo si è impegnato a riconvocare il tavolo con le Province verso la metà di luglio. Ma «se per quella data non ci saranno novità – scandisce Ghirardelli -, proporrò davvero la serrata di tutto il trasporto pubblico bresciano per tre giorni, in modo che chi di dovere capisca la situazione che andrà a creare».</p>
<p>Fonte <strong>BRESCIAOGGI</strong></p>
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		<title>«Cofemo», una newco per rilanciare la sfida</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 07:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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NELLE FABBRICHE. Oggi l&#8217;assemblea, domani l&#8217;incontro coi sindacati
Mora: prosegue l&#8217;affitto. Selca: Cig in attesa del piano

24/03/2010

Trasferimento di ramo d&#8217;azienda: è la decisione assunta e comunicata ai sindacati &#8211; spiegano fonti vicine all&#8217;operazione &#8211; dai vertici della Cofemo spa di Castegnato per dare continuità all&#8217;attività e assicurare un futuro ai 91 dipendenti. Il passaggio dovrebbe concretizzarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/24_29_bso_f1_586_medium.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-14863" title="24_29_bso_f1_586_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/24_29_bso_f1_586_medium-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>NELLE FABBRICHE. Oggi l&#8217;assemblea, domani l&#8217;incontro coi sindacati<br />
Mora: prosegue l&#8217;affitto. Selca: Cig in attesa del piano</p>
<ul>
<li>24/03/2010</li>
</ul>
<div id="notizia_corpo_img">Trasferimento di ramo d&#8217;azienda: è la decisione assunta e comunicata ai sindacati &#8211; spiegano fonti vicine all&#8217;operazione &#8211; dai vertici della Cofemo spa di Castegnato per dare continuità all&#8217;attività e assicurare un futuro ai 91 dipendenti. Il passaggio dovrebbe concretizzarsi dal prossimo primo aprile, coinvolgendo l&#8217;intera forza lavoro, in carico alla nuova Cofemo Industrie srl, che avrà sede negli stessi locali dove oggi si trova l&#8217;altra società. Alle organizzazioni di categoria sarà presentato un piano industriale con la specifica delle prospettive. Domani nuovo incontro. Attualmente l&#8217;azienda è alle prese con il primo dei due anni di Cigs per riorganizzazione, in scadenza proprio il 25 marzo marzo.<br />
In Valcamonica nuovo incontro tra i sindacati e la proprietà della ex Selca spa, oggi Buona srl, di Forno Allione, per valutare &#8211; spiega una nota &#8211; e attivare gli opportuni ammortizzatori sociali a favore degli addetti (un centinaio), per far fronte «alla situazione di grave difficoltà». Le parti hanno deciso di proseguire temporaneamente con la Cig in quanto, da verifiche effettuate al ministero del Lavoro, la Cigs sarà possibile solo alla presentazione, da parte della società, di un piano industriale, che la proprietà si è impegnata a fare entro fine aprile. Il sindacato auspica che «sia serio, credibile e punti a rilanciare e accrescere le attività svolte del gruppo Selca, garantendo la totale occupazione». Il giorno 13 del mese prossimo nuovo incontro tra srl e organizzazioni di categoria per un primo approccio sulle linee di sviluppo. Domani, invece, assemblea in fabbrica dalle 14. La Fim Cisl del comprensorio camuno-sebino, in una nota, sottolinea, tra l&#8217;altro, «la necessità di un veloce riavvio delle attività, per mantenere i rapporti con il mercato di riferimento, condizione necessaria per attenuare la forte preoccupazione per il futuro». E ritiene «necessario mantenere alta l&#8217;attenzione», considerate «le modalità con cui è passato di mano il pacchetto azionario della Selca: non inducono ad essere troppo sereni e fiduciosi».<br />
Per la Fonderie F.lli Mora di Gavardo, in liquidazione e concordato preventivo, nessuna manifestazione di interesse è stata presentata al commissario liquidatore, Pierluigi Tita, alla scadenza del limite, fissato alle 18 di venerdì scorso. La situazione è stata al centro ieri della riunione del comitato creditori, che ha impegnato i professionisti coinvolti nella procedura (Giovanni Rizzardi è il commissario giudiziale). Allo stato attuale l&#8217;attività prosegue con la formula dell&#8217;affitto alla newco Fonderie Mora Gavardo, con garanzie per i 176 addetti. Non viene esclusa la pubblicazione di un nuovo bando di vendita.</div>
<p style="text-align: right;">Fonte: Bresciaoggi</p>
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		<title>Due cugini scoprono i ladri in casa vengono buttati giù per le scale</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 16:01:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scoperti in casa, i ladri buttano i proprietari giù per le scale. È accaduto  a Castelli Calepio nella notte fra lunedì e martedì. Due cugini, di 23 e 24  anni, erano in taverna: quando sono risaliti in casa, per raggiungere la  mansarda, hanno incontrato sulle scale i tre ladri. I malviventi non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/20090303_180024_58FCC85E_medium.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14844" title="20090303_180024_58FCC85E_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/20090303_180024_58FCC85E_medium-300x199.jpg" alt="" width="215" height="142" /></a>Scoperti in casa, i ladri buttano i proprietari giù per le scale. È accaduto  a Castelli Calepio nella notte fra lunedì e martedì. Due cugini, di 23 e 24  anni, erano in taverna: quando sono risaliti in casa, per raggiungere la  mansarda, hanno incontrato sulle scale i tre ladri. I malviventi non ci hanno  pensato due volte e, per aprirsi la strada verso l&#8217;esterno, non hanno esitato a  stintonare i due proprietari, facendoli ruzzolare giù per i gradini.</p>
<p>I  malviventi sono scappati portandosi via un orologio d&#8217;oro e una pistola  scacciacani, i due cugini invece sono finiti in ospedale per farsi medicare.  Stando al referto dei medici guariranno rispettivamente in 5 e 10 giorni dalle  contusioni e dai tagli riportati nella caduta.</p>
<p>Sul posto, dopo che è  stato dato l&#8217;allarme, sono accorsi i carabinieri di Grumello del Monte: a loro i  due cugini hanno raccontato che i tre ladri indossavano tutti passamontagna e  guanti, fatto questo che renderà complicata una possibile  identificazione.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: Eco Di Bergamo</p>
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		<title>Finti agenti derubano prostituta</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 15:38:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si fingevano poliziotti, ma in realtà sono ladri. Due milanesi e una bresciana  sono finiti in manette con l&#8217;accusa di furto aggravato, spacciandosi per agenti  di polizia hanno cercato di farsi dare del denaro da una prostituta romena. Il  triplo arresto è stato messo a segno dagli uomini della squadra Mobile al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/16_7_bso_f1_152_medium.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14840" title="16_7_bso_f1_152_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/16_7_bso_f1_152_medium-258x300.jpg" alt="" width="147" height="172" /></a>Si fingevano poliziotti, ma in realtà sono ladri. Due milanesi e una bresciana  sono finiti in manette con l&#8217;accusa di furto aggravato, spacciandosi per agenti  di polizia hanno cercato di farsi dare del denaro da una prostituta romena. Il  triplo arresto è stato messo a segno dagli uomini della squadra Mobile al lavoro  dopo una serie di segnalazioni. Sabato sera gli investigatori hanno notato due  uomini sospetti in via San Zeno, nelle vicinanze di un appartamento usato da una  prostituta. I poliziotti hanno seguito i due e hanno atteso. Dalla porta hanno  sentito la conversazione. Avevano fissato un appuntamento con la ragazza grazie  a un annuncio pubblicato, poi fingendosi poliziotti le hanno chiesto i documenti  e copia del contratto d&#8217;affitto. Per convincere la donna le hanno mostrato un  distintivo contraffatto.</p>
<p style="text-align: justify;">ALLA RAGAZZA hanno fatto credere che nel contratto  ci fossero alcune irregolarità che poteva essere sanate con il pagamento di una  certa somma di denaro. La ragazza, che aveva nascosto i soldi in un paio di  stivali, ha detto di non avere nulla e i due, dopo aver frugato per casa, si  sono accontentati di un computer portatile. Stavano uscendo con il bottino  quando la polizia è entrata nell&#8217;appartamento. Ad attendere i due uomini in  strada c&#8217;era la donna, una 47enne. La complice era a bordo di una Mercedes 220  sw, l&#8217;auto era frutto di appropriazione indebita. Nella vettura una serie di  cellulari, uno rubato a una prostituta cinese</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: BresciaOggi</p>
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		<title>Sotto sequestro un laboratorio cinese</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 13:46:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quasi cinquanta postazioni di lavoro, ventidue persone sorprese alle macchine e  una sola in regola con il contratto di lavoro. Sta tutto in queste cifre il  succo del blitz che ha visto, giovedì scorso, protagonisti gli uomini della  polizia locale di Rezzato e i colleghi di Botticino. Proprio nel paese  dell&#8217;hinterland [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quasi cinquanta postazioni di lavoro, ventidue persone sorprese alle macchine e  una sola in regola con il contratto di lavoro. Sta tutto in queste cifre il  succo del blitz che ha visto, giovedì scorso, protagonisti gli uomini della  polizia locale di Rezzato e i colleghi di Botticino. Proprio nel paese  dell&#8217;hinterland famoso per marmo calze e vino si trovava il laboratorio finito  sotto sequestro, un&#8217;impresa di confezioni con più di una pecca, però, sul fronte  del rispetto della legge in tema di sicurezza del lavoro, igiene, norme  sull&#8217;impiego.</p>
<div id="attachment_14836" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/16_17_bso_f1_360_medium1.jpg"><img class="size-medium wp-image-14836" title="16_17_bso_f1_360_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/16_17_bso_f1_360_medium1-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;interno del laboratorio tessile individuato dalla polizia locale di Rezzato. FOTOLIVE / Fabrizio Cattina</p></div>
<p style="text-align: justify;">
I termini dell&#8217;operazione di polizia giudiziaria sono stati  illustrati ieri dal comandante dei vigili di Rezzato Giancarlo Bonizzardi che ha  spiegato come le auto della polizia locale sono arrivate fino al capannone di  via Pastore a Botticino. Ad indirizzarle verso quel laboratorio la segnalazione  di un artigiano bresciano che ha messo in allerta le forze dell&#8217;ordine. Una  segnalazione tutt&#8217;altro che priva di fondamento, visto che al momento  dell&#8217;ingresso degli agenti nel capannone &#8211; ore 22.30 &#8211; erano al lavoro ventidue  persone, cinque senza alcun permesso di soggiorno o documento di identificazione  e solo uno in regola con il contratto. È bastato un occhio in giro fra le  quarantacinque postazioni di lavoro, allineate una accanto all&#8217;altra, tra  scatoloni di capi di abbigliamento e tante etichette di grandi marche, e un  sopralluogo nel &#8220;dormitorio&#8221; attiguo al laboratorio per capire quanto fossero  precarie le condizioni di vita degli operai. Nel dormitorio, dove si aggiravano  anche tre bambini, erano stati ricavati undici &#8220;loculi&#8221;, poco illuminati e  scarsamente areati, con 30 posti letto. Servizi igienici senza detergenti e  carta igienica, mentre anche la cucina non era certo da grand hotel. Ciliegina  sulla torta: la mancanza degli estintori. Insomma tanto materiale per il lavoro  dei vigili del fuoco, dei funzionari dell&#8217;Asl degli uffici di Roncadelle  dell&#8217;ispettorato del Lavoro di Brescia.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal canto suo la polizia locale di  Rezzato ha messo i sigilli al laboratorio, ha fatto scattare le manette ai polsi  del titolare dell&#8217;impresa, con l&#8217;accusa di sfruttamento e favoreggiamento  dell&#8217;immigrazione clandestina, un cittadino cinese già finito nei guai, per la  medesima ragione, nel 2007. In manette anche tre lavoratori, nei confronti dei  quali il questore aveva già emesso, lo scorso anno, un provvedimento di  espulsione. Denunciato e ricercato, invece. un altro cinese che risulta il  titolare formale dell&#8217;impresa. L&#8217;indagine ora è nelle mani del pubblico  ministero Lara Ghirardi sul cui tavolo sono finiti anche gli scarni verbali di  interrogatorio degli operai. «Tutti hanno risposto la stessa cosa &#8211; spiega il  comandante della polizia locale di Rezzato Giancarlo Bonizzardi -: sono appena  arrivati in Italia e sono in prova. Se gli si dice che avrebbero diritto ad un  giorno settimanale di riposo si mettono a ridere. Per loro, ci ha confidato  l&#8217;interprete, è normale lavorare in nero e si stupiscono delle nostre azioni.  Quando c&#8217;è lavoro, dicono, si lavora giorno e notte senza contare le ore».  Proprio come stavano facendo al momento dell&#8217;irruzione degli agenti.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: BresciaOggi</p>
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		<title>Almè, uccisa con le forbici: è in coma il presunto omicida</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 09:08:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ettore Ferrari &#8211; l&#8217;operaio di 55 anni che lunedì pomeriggio ha ucciso una sua  parente &#8211; è ancora in coma. Ferrari è ricoverato nel reparto di Rianimazione del  policlinico di Ponte San Pietro in prognosi riservata. Secondo i medici che lo  hanno in cura avrebbe assunto una grande quantità di barbiturici, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ettore Ferrari &#8211; l&#8217;operaio di 55 anni che lunedì pomeriggio ha ucciso una sua  parente &#8211; è ancora in coma. Ferrari è ricoverato nel reparto di Rianimazione del  policlinico di Ponte San Pietro in prognosi riservata. Secondo i medici che lo  hanno in cura avrebbe assunto una grande quantità di barbiturici, che lo hanno  fatto subito entrare in coma. I sanitari sperano di riuscire comunque a  salvargli la vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-14813" title="127347_491845_1503BB57_8962695_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/127347_491845_1503BB57_8962695_medium.jpg" alt="" width="267" height="199" />La tragedia si è consumata nella frazione di Sorisole:  è qui che, in via Borghetto ad Almè, una casalinga di 46 anni, Lauretta Mazzola,  è stata uccisa con diversi colpi che sarebbero stati sferrati con un paio di  forbici alla gola e all&#8217;addome dal marito della cugina. Ettore Ferrari poi ha  tentato di togliersi la vita assumendo molte pastiglie di barbiturici.</p>
<p style="text-align: justify;">A  trovare entrambi, riversi nella cucina del piccolo appartamento, è stato alle  18,15 uno dei figli di Ferrari, Fabio, che non riusciva a contattare il padre,  prima al telefono e poi nemmeno al citofono. Quando ha rotto la finestra della  casa e ha scoperto cosa era accaduto, è uscito urlando. Per la donna non c&#8217;era  ormai più nulla da fare, mentre l&#8217;uomo è stato portato al policlinico di Ponte  San Pietro e sottoposto a una lavanda gastrica.</p>
<p style="text-align: justify;">I carabinieri di Zogno  stanno cercando di capire i motivi che avrebbero spinto l&#8217;uomo ad ammazzare la  cugina della moglie. E dovrà essere chiarito anche il rapporto tra i due:  durante le prime indagini gli inquirenti non hanno escluso nemmeno l&#8217;ipotesi che  i due potessero avere una relazione. I vicini li avevano sentiti litigare. Poi,  all&#8217;improvviso, il silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">Luisa Mazzola invece, moglie di Ferrari, si  trovava al Centro anziani del paese, che dista solo qualche centinaio di metri,  a giocare a tombola, come è sua abitudine. La domanda alle quale si sta ora  cercadndo di dare una risposta è per quale motivo è scoppiata la lite culminata  con l&#8217;omicidio. I carabinieri stanno accertando il tipo di rapporto che c&#8217;era  tra i due, mettendo assieme tutti i tasselli della vicenda. Intanto l&#8217;uomo è  piantonato in ospedale, in stato di arresto con l&#8217;accusa di omicidio  volontario.</p>
<p style="text-align: justify;">Lauretta Mazzola, casalinga, era nativa di Almè, ma si era  trasferita ad Azzonica dopo il matrimonio con Rino Bonacina. La coppia ha tre  figli. E tre sono i figli anche di Ettore Ferrari e Luisa Mazzola: oltre a  Fabio, che vive con loro, anche Claudio e Paolo. La salma della 46enne è stata  portata al cimitero di Villa d&#8217;Almè: non ci sono dubbi sul fatto che il pubblico  ministero farà eseguire l&#8217;autopsia, anche per stabilire con precisione con  quante coltellate la donna è stata ammazzata.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: Eco Di Bergamo</p>
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		<title>Bergamo &#8211; Due bambine italiane di etnia rom sono state bloccate domenica mentre cercavano di rubare nell&#8217;appartamento di un&#8217;anziana in via Vittorio Emanuele.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 11:43:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Due bambine italiane (sono nate a Brescia) di etnia rom, rispettivamente di 9 e  13 anni, sono state fermate nella giornata di domenica mentre cercavano di  rubare in un appartamento in via Vittorio Emanuele.
Attorno alle 12,30 le due  giovanissime sono passate da un cancello esterno, rimasto socchiuso, nel palazzo  di via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/autocc2jpg1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-14781" title="autocc2jpg" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/autocc2jpg1.jpg" alt="" width="203" height="167" /></a>Due bambine italiane (sono nate a Brescia) di etnia rom, rispettivamente di 9 e  13 anni, sono state fermate nella giornata di domenica mentre cercavano di  rubare in un appartamento in via Vittorio Emanuele.<br />
Attorno alle 12,30 le due  giovanissime sono passate da un cancello esterno, rimasto socchiuso, nel palazzo  di via Vittorio Emanuele 96/a. Sono quindi passate da una finestra entrando  nell&#8217;abitazione di una donna di 95 anni, assistita da una badante ucraina. Le  due piccole ladruncole hanno iniziato a trafficare, finchè la badante non ha  sentito dei rumori sospetti, e le ha sorprese. La donna le ha fermate, chiamando  contemporaneamente i carabinieri, intervenuti sul posto. Dagli accertamenti è  risultata la tenera età delle ladruncole: 9 e 13 anni, nate entrambe a Brescia.  I carabinieri le hanno portate in un centro di accoglienza di Capriolo, gestito  dalle suore. Sono in corso indagini per cercare di individuare i genitori delle  due bambine.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: BergamoNews</p>
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		<title>Guida in stato d&#8217;ebbrezza, via 16 patenti</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 11:10:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Brescia. Ancora «strage» di patenti sulle strade bresciane. In due  giornate di controllo la polizia stradale ne ha ritirate 16, dieci nella  giornata di sabato nel corso di normali controlli sul territorio di competenza e  altre sei nel cuore della notte durante il tradizionale servizio antistragi del  sabato sera effettuato nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Brescia.</strong> Ancora «strage» di patenti sulle strade bresciane. In due  giornate di controllo la polizia stradale ne ha ritirate 16, dieci nella  giornata di sabato nel corso di normali controlli sul territorio di competenza e  altre sei nel cuore della notte durante il tradizionale servizio antistragi del  sabato sera effettuato nella notte del fine settimana.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella notte tre  pattuglie della polizia stradale sono state impegnate nella zona della  Franciacorta, nelle vicinanze di locali notturni e di ritrovo. Gli agenti hanno  controllato 101 persone, di cui 80 conducenti. Non tutti erano in condizione di  guidare.</p>
<div id="attachment_14773" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/157039_184351_medium.jpg"><img class="size-medium wp-image-14773" title="157039_184351_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/157039_184351_medium-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Controlli della polizia stradale con etilometro sulle strade bresciane </p></div>
<p>SEI AUTOMOBILISTI non hanno superato il test effetuato dagli agenti  con l&#8217;etilometro, il tasso alcolemico era troppo altro rispetto al limite di 0,5  litri per grammo imposto dal codice della strada. I sei automobilisti sono  rimasti senza patente, il documento è stato ritirato per guida in stato di  ebbrezza. A restare appiedati solamente uomini, le donne controllate dagli  agenti della polizia stradale erano in regola, non avevano ecceduto con le  bevande alcoliche.<br />
Altre dieci patenti, come detto, sono state ritirate  sabato, sempre per guida in stato di ebbrezza. Nel corso di normali servizi di  controllo gli agenti della stradale sono incappati in automobilisti che avevano  alzato troppo il gomito: in dieci non hanno potuto tornare a casa alla guida  della propria autovettura. Le patenti nella giornata di sabato sono state  ritirate nella zona di Brescia, Rovato, Coccaglio, Lonato e Gavardo</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: BresciaOggi</p>
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		<title>Condannato, ma libero dopo la rapina violenta</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 11:08:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È definitiva la condanna per Girolamo Zane, 48enne residente a San Felice,  coinvolto in una rapina violenta alla filiale Bipop di Chiari il 29 marzo 2000.  Zane deve scontare quasi quattro degli otto anni che gli furono inflitti per  tentato omicidio e porto abusivo di armi e per danneggiamento aggravato. Ma il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È definitiva la condanna per Girolamo Zane, 48enne residente a San Felice,  coinvolto in una rapina violenta alla filiale Bipop di Chiari il 29 marzo 2000.  Zane deve scontare quasi quattro degli otto anni che gli furono inflitti per  tentato omicidio e porto abusivo di armi e per danneggiamento aggravato. Ma il  48enne non tornerà in carcere, per ora, perchè affetto da una grave malattia  agli occhi per cui sta seguendo una terapia sperimentale presso un ospedale.  L&#8217;altro complice è ancora in attesa di condanna definitva, mentre i due banditi  che li affiancarono sparando all&#8217;impazzata in via Mellini non sono mai stati  identificati, anche se molti sospetti si concentrarono su due persone note alle  forze dell&#8217;ordine per la loro particolare ferocia. Talmente feroci che lo stesso  Zane, al momento dell&#8217;arresto, dichiarò che avrebbe preferito trascorrere il  resto della vita in carcere piuttosto che fare il nome dei due complici mettendo  a repentaglio non solo la sua vita ma anche quella dei suoi cari.</p>
<p style="text-align: justify;">
<a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/15_12_bso_f1_258_medium.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-14770" title="15_12_bso_f1_258_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/15_12_bso_f1_258_medium-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a>La rapina a  Chiari era stata particolarmente violenta, due carabinieri erano rimasti feriti  in un conflitto a fuoco e uno aveva rischiato di morire. Erano quasi le nove del  mattino quando nella Bipo di via Mellini erano entrati due malviventi armati di  pistola e con il volto coperto da passamontagna. I due avevano infilato in un  sacco il bottino di 32 milioni di lire e si stavano avvicinando alla bussola  trascinando in ostaggio il vicedirettore.<br />
TUTTO STAVA filando liscio, ma una  cliente avvicinandosi alla porta si era accorta di quello che stava succendo era  tornata in strada e aveva fermato un pattuglia di carabinieri che stava  passando. A bordo dell&#8217;auto c&#8217;erano il vicebrigadiere Mariano Machì (aveva 37  anni) e l&#8217;appuntato Sergio Gallo, di due anni più giovane del collega. I due  carabinieri si erano fermati immediatamente, Gallo era sceso e si era piazzato  dietro l&#8217;auto di servizio, mentre Machì si era avvicinato alla banca. I  rapinatori stavano uscendo e Machì se li è trovato davanti, ne è nata una  collutazione, i due complici piazzati fuori dalla banca avevano iniziato a  sparare all&#8217;impazzata. Machì era stato ferito alle gambe e all&#8217;addome, un colpo  gli aveva reciso l&#8217;arteria femorale ricostruita dai chirurghi con un intervento  che era durato l&#8217;intero pomeriggio. Gallo, che aveva risposto al fuoco cercando  di coprire il collega, era stato colpito a una spalla. I quattro malviventi  erano riusciti a fuggire a bordo di un&#8217;Audi 80.<br />
Il 12 agosto del 2000,  quattro mesi dopo il colpo, Zane era stato arrestato. Da alcuni giorni i  carabinieri tenevano d&#8217;occhio l&#8217;abitazione. L&#8217;uomo era stato trovato nascosto  nel sottotetto dell&#8217;abitazione, era arrivato la notte per festeggiare il  compleanno della figlia.<br />
Per Zane, ora, la condanna è definitiva, ma i due  complici della violenta rapina del 29 marzo 2000 mancano ancora all&#8217;appello</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: BresciaOggi</p>
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		<title>Mornico, schianto all&#8217;incrocio: motociclista ricoverato ai Riuniti</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 16:51:13 +0000</pubDate>
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Una mancata precedenza all&#8217;incrocio fra via Indipendenza e via Fornace, a  Mornico al Serio, ha fatto finire in ospedale un motociclista di 50 anni  residente nella zona. Le condizioni dell&#8217;uomo, dopo lo schianto, non sono  sembrate gravi, ma il ferito &#8211; che lamentava forti dolori a una gamba &#8211; è stato  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_14767" class="wp-caption alignleft" style="width: 217px"><a href="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/125582_488392_NINO055_8905544_medium.jpg"><img class="size-medium wp-image-14767" title="125582_488392_NINO055_8905544_medium" src="http://www.abcabc.it/blog/wp-content/uploads/2010/03/125582_488392_NINO055_8905544_medium-300x224.jpg" alt="" width="207" height="154" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;elisoccorso del 118 di Bergamo </p></div>
<p>Una mancata precedenza all&#8217;incrocio fra via Indipendenza e via Fornace, a  Mornico al Serio, ha fatto finire in ospedale un motociclista di 50 anni  residente nella zona. Le condizioni dell&#8217;uomo, dopo lo schianto, non sono  sembrate gravi, ma il ferito &#8211; che lamentava forti dolori a una gamba &#8211; è stato  trasportato agli Ospedli Riuniti di Bergamo per ulteriori accertamenti e per le  medicazioni.</p>
<p>Sul posto, scattato l&#8217;allarme, il 118 di Bergamo ha inviato  l&#8217;elisoccorso: i sanitari hanno prestato le prime cure, poi il 50enne è stato  caricato sul velivolo e portato a Bergamo. L&#8217;incidente ha coinvolto una moto  Husqvarna e un pick-up della Nissan, quest&#8217;ultimo guidato da un 63enne di Milano  che era a Mornico per lavoro.</p>
<p>Sul posto, per i rilievi dell&#8217;incidente,  sono intervenuti i carabinieri di Calcinate: pare che il pick-up uscisse da una  strada privata. Lo scontro ha visto la moto finire contro la fiancata della  Nissan, il cui conducente è rimasto illeso.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte: Eco Di Bergamo</p>
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