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GUADAGNA CON L'ABC

83161_411422_ragazzinom_7647959_mediumOggi avrebbe compiuto 18 anni e la mamma Pierangela Scarpellini ha voluto ricordare suo figlio, Matteo Savoldelli, morto venerdì 7 agosto dopo un incidente stradale a Nese di Alzano. Ha voluto ricordarlo con una lettera di ringraziamento indirizzata a chi ha amato Matteo e a chi è stato vicino alla sua famiglia in queste settimane di dolore. Parole commuoventi in cui mamma Pierangela dice che ora «Matteo vive otto vite», il numero cioè delle persone a cui sono andati gli organi del ragazzo, prelevati dopo il suo decesso.

La tragedia che ha gettato nella disperazione la famiglia Savoldelli, residente a Bergamo, si è consumata domenica 2 agosto sulle strade di Nese. «Savo» – come tutti chiamavano Matteo – stava tornando verso Bergamo, dopo essere stato con alcuni amici alle Buche di Nese. Erano in sette, cinque in auto e due in moto: un ragazzo di Albano alla guida, Matteo Savoldelli passeggero. Improvvisamente la ruota anteriore urta un cordolo. La moto si ribalta, i due finiscono a terra. Il conducente riporta diversi traumi ma non è grave. Matteo Savoldelli, invece, finisce in coma e le sue condizioni sono da subito definite critiche. Fino al decesso, venerdì in mattinata. I genitori Pierangela Scarpellini e Luigino Savoldelli hanno poi acconsentito al prelievo degli organi.

Il giorno del compleanno di «Savo», mamma Pierangela ringrazia quindi «infermieri, medici, amici, giovani e comunità tutta – scrive – che insieme a me avete condiviso e assisitito al suo grande dono», riferendosi alla donazione degli organi. «Le vostre attenzioni e premurose disponibilità – si legge nella lettera -, la vostra presenza, le vostre lacrime, i vostri abbracci mi hanno fatto sentire in queste settimane ancora vicina a mio figlio Matteo. Le parole sono state conforto ma la vostra partecipata vicinanza sono state e saranno forza per il cuore e lo spirtiro ed arma invincibile contro il dolore e la mancanza».

Poi un desiderio che rivolge a chi ha ricevuto gli organi del figlio Matteo: «Da una madre alle madri, da un genitore ai genitori, da un’amica agli amici, da una credente ai credenti, domando a tutti voi di voler darmi la possibilità di continuare a veder crescere mio figlio Matteo attraverso le otto vite da lui rinnovate – scrive la donna -. Il dolore potrà essere ancor più attenuato con la certezza che altre vite continueranno a gioire e con la consapevolezza che altre madri e altri genitori vedranno crescere, minuto dopo minuto, i propri figli e i loro amici gioire spensierati alla vita».

Fonte: L’EcodiBergamo

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