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GUADAGNA CON L'ABC

L’intensificazione dei controlli mirati ha permesso di effettuare due arresti nelle ultime ore. A Nuvolento un carabiniere, mentre faceva un prelievo, ha notato che sul bancomat c’era qualcosa di strano.

Materiale sequestrato al romeno

È SCATTATO quindi il controllo, carabinieri in borghese si sono piazzati nelle vicinanze della banca e hanno atteso. Nella notte tra il 7 e l’8 a ritirare l’apparecchiatura si è presentato un romeno di 26 anni, aveva un cacciavite, guanti e in tasca un paio di carte di credito che sono ancora da verificare. Per riuscire a scoprire dove abitava i militari hanno chiamato la compagna e con una scusa («l’abbiamo fermato ubriaco, dobbiamo accompagnarlo a casa») sono riusciti a sapere l’indirizzo. La coppia vive nella zona di via Lamarmora, In casa il giovane romeno aveva circuiti elettronici, un pc portatile, saldatori e il commutatore per trasferire i dati sulla banda magnetica, venti carte di credito in bianco e alcuni spray per colorare gli skimmer e ottenere la gradazione identica a quella del bancomat. Il romeno, nei giorni scorsi, era anche stato immortalato da una banca di Idro mentre armeggiava con il bancomat.
In tasca il 26enne aveva una lista di sportelli di bancomat sparsi sull’intera provincia di Brescia, molto probabilmente aveva scelto gli sportelli compatibili con il materiale che aveva in casa. Per il 26enne sono scattate le manette. Il reato contestato è l’utilizzo di apparecchiautre atte a intercettare dati telematici

IL SECONDO arresto l’altro giorno ad opera dei carabinieri della stazione di Lamarmora. In manette è finito un cittadino bulgaro di 37 anni. L’uomo è stato arrestato al Bennett di via Genova. Aveva acquistato un I-phone e stava pagando con una carta di credito clonata. La carta era intestata a un cittadino finlandese e al commesso l’uomo ha mostrato un passaporto effettivamente di un cittadino finlandese, ma il documento è risultato falso. A insospettire il commesso la segnalazione della appena inserita la carta: «contattare il centro sicurezza». Il commesso ha chiamato i carabinieri

Fonte: BresciaOggi

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