Sarà l’inchiesta aperta dalla Procura di Mantova a fare piena luce sull’infortunio sul lavoro costato la vita l’altro pomeriggio a un imprenditore edile di Leno. Giuseppe Calabretta, 44 anni, è precipitato da tre metri di altezza davanti gli occhi del figlio 17enne Salvatore che lo aiutava nel cantiere allestito per la ristrutturazione di un teatro dismesso nel cuore del capoluogo virgiliano.
LE PERIZIE SUL PONTEGGIO e il cavalletto utilizzati dalla vittima dovranno evidenziare eventuali responsabilità nella disgrazia. La salma intanto resta all’obitorio di Mantova in attesa del nullaosta alla sepoltura. Di origini calabresi, Giuseppe Calabretta abitava nella Bassa da quindici anni: ed è qui che la famiglia ha deciso che riposerà . Se non ci saranno intoppi, la salma dell’imprenditore dovrebbe rientrare in giornata nell’abitazione di via Alberotto 8 dove sarà allestita la camera ardente. Sulle cause che hanno innescato l’infortunio si fanno per ora soltanto ipotesi: per tirare l’intonaco Giuseppe Calabretta aveva issato un cavalletto sul ponteggio. All’improvviso ha perso l’equilibrio precipitando nel vuoto.
LA FATALITÀ HA DI CERTO avuto un ruolo preponderante nella tragedia: la vittima ha picchiato con la testa sull’asfalto. Il trauma non ha lasciato scampo all’imprenditore. «Quando muore un padre di famigliain modo così imprevisto e improvviso, tutta la comunità avverte il peso della tragedia. Per questo anche chi non conosceva Giuseppe si sente in queste ore vicino al dolore dei familiari – osserva l’abate monsignor Giambattista Targhetti – e come parrocchia esprimiamo tutta la nostra solidarietà , la nostra sentita partecipazione al dramma di questa famiglia».M.MO.
Fonte: BresciaOggi












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