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GUADAGNA CON L'ABC
L'ALTRA NOTTE. Una lite è degenerata poco prima dell'una all'intersezione con via del Tagliamento Venti persone coinvolte negli scontri L'arrivo della Polizia Locale non è bastato a riportare la calma, un agente ha dovuto sparare in aria
La macchia di sangue rimasta sull’asfalto all’inizio di via Tagliamento all’angolo con viale Piave FOTOLIVE

La macchia di sangue rimasta sull’asfalto all’inizio di via Tagliamento all’angolo con viale Piave FOTOLIVE

Brescia. Un cittadino pakistano è ricoverato alla Poliambulanza in prognosi riservata con alcune ferite al capo provocate da un’arma da taglio. Si è ferito durante trenta minuti di panico nei pochi metri quadri nell’area d’intersezione tra viale Piave e via Tagliamento: venti connazionali, tra mezzanotte e mezza e l’una dell’altra notte hanno scatenato una rissa all’interno della loro comunità. E i residenti, il giorno dopo, erano ancora curiosi di capire quanto accaduto sotto le proprie finestre ed è terminato solo dopo un paio di colpi di pistola sparati al cielo da un agente della Polizia Locale.

Calci, pugni, colpi sferrati con l’uso di bastoni: non bastasse, alla fine qualcuno ha tirato fuori anche il coltello con cui ha ferito il pachistano finito in ospedale. La scena, con tanto di un corpo riverso al suolo e apparentemente privo di conoscenza, non ha mancato di attirare l’attenzione di chi, in quel momento, stava passando di lì: immediata è scattata la chiamata alle forze dell’ordine; i primi ad arrivare sono stati gli agenti della Polizia locale, quindi altre tre pattuglie della Locale supportate da Carabinieri e Polizia. Complessivamente sei pattuglie, una quindicina di persone che hanno tentato di riportare la calma mentre il personale del «118» si stava occupando di un uomo sdraiato sull’asfalto con un’abbondante perdita di sangue dalla testa. In condizioni critiche, l’uomo è stato portato d’urgenza alla Poliambulanza, dove è ricoverato in prognosi riservata: per lui saranno decisive le prossime ore. Oltre al taglio alla testa, avrebbe riportato contusioni importanti sul resto del corpo.

NON RIUSCENDO a riportare la calma e a controllare la ventina di pakistani inferociti, un agente della locale a un certo punto ha sparato in aria alcuni colpi di pistola: un rumore che ha squarciato la notte degli abitanti di viale Piave e via del Tagliamento, ed ha spaventato i protagonisti della rissa notturna. A quel punto, approfittando del momento di spavento generato dallo sparo, gli agenti sono riusciti a identificare alcuni protagonisti della rissa mentre altri riuscivano a darsi alla fuga disperdendosi nel reticolo di strade tra viale Piave e la stazione ferroviaria.

IERI MATTINA viale Piave presentava ancora il «conto» della notte turbolenta e i pochi residenti che hanno sfidato le ore mattutine per una passeggiata non hanno evitato di commentare quanto sentito, intravisto o percepito solo poche ore prima: una chiazza di sangue larga almeno trenta centimetri è stata oggetto di sguardi indagatori, foriera di riflessioni che non hanno portato a certezze alimentando, semmai, un senso di amarezza per una strada un tempo considerata «residenziale» e adesso oggetto della massima attenzione da parte delle forze dell’ordine. «Un tempo viale Piave era una strada di prima categoria e il mio appartamento l’ho pagato a peso d’oro – ricorda una signora anziana davanti al negozio di videogiochi che si trova a pochi metri dal luogo della rissa – : ora tutto è diverso, non si può stare tranquilli; inutile dare sempre la colpa agli extracomunitari, anche noi italiani spesso siamo coinvolti in fatti del genere. Io ho sentito dei rumori, ma per me era troppo tardi e non mi sono fidata ad affacciarmi alla finestra». Un «timore» che la dice lunga sullo stato d’animo dei residenti: più dettagliato il ricordo di una residente del condominio Olimpia, al civico 12 di viale Piave. «Ho sentito gli spari – ricorda – : poi delle voci alte e verso l’una è tornata la calma. Ero ancora sveglia perchè io e mio marito eravamo rientrati da pochi minuti, altrimenti avremmo rischiato di trovarci in mezzo alla rissa. Ho alzato di poco le persiane, non avevo molta voglia di farmi vedere e onestamente a parte una gran confusione non ho capito molto di quanto accaduto. Per essere sabato non era molto tardi, abito qui da dieci anni e non ricordo sia mai accaduto qualcosa del genere: da alcune settimane ci sono due prostitute che lavorano di notte sul marciapiede, ma non penso che la rissa abbia a che fare con loro che pure non rappresentano un motivo di decoro per la zona. Ma ormai, forse, dobbiamo farci l’abitudine».

SULLA RISSA indagano gli agenti della Polizia Locale coordinati dal comandante Roberto Novelli: ieri sono state sentite parecchie persone. A quanto pare la maxi lite sarebbe il risultato di una discussione «privata» degenerata poi nel peggiore dei modi. E che, per poco, non è finita in tragedia.

Fonte: BresciaOggi

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