IL BILANCIO DEL 2009. Un anno nel complesso positivo per i titoli delle società riconducibili alla provincia: alcune registrano performance superiori a quelle dei listini
Bialetti (+86%) la migliore, Gefran e Ubi Banca in «rosso». La capitalizzazione complessiva sale a quota 11,4 miliardi di euro
Dalla caduta alla ripresa. Il 2009 in Borsa si chiude nel segno del recupero dopo la crisi che, nel 2008, ha colpito duro anche in provincia.
UNA RIPARTENZA in realtà solo parziale, tuttavia utile per «sconfiggere» le previsioni più pessimistiche e riportare i titoli a valori più consoni. Piazza Affari archivia l’anno con un incremento del 19,2% per l’Ftse Italia all-share e del 19,5% per l’Ftse Mib (l’indice delle prime 40 società a maggiore capitalizzazione). Tra i settori bene quello dei tecnologici, che sale del 31,5% (Ftse Italia Star), mentre il recupero più contenuto e per le «piccole» (Ftse Italia micro cap): +12,2%. Un 2009 nel complesso positivo anche per i titoli delle spa bresciane: solo due (una di queste è Ubi) su otto chiudono in «rosso», ma nel complesso la capitalizzazione delle società riconducibili alla provincia passa dai 10,8 miliardi di euro di fine 2008 agli attuali 11,4 miliardi per una differenza in positivo di 525 milioni di euro (11.500 i mln persi l’anno scorso). A pesare è soprattutto A2A che riconquista ben 636 milioni (contro i 140 persi da Ubi). Ma vediamo in dettaglio.
A2A. La superutility saluta il 2009 con una crescita del 15,34%. Nel corso dell’anno il massimo, nella prima metà di febbraio a 1,516 euro, per poi crollare dopo un mese a 0,931 e passare a un lento recupero. L’ultima quotazione dell’anno si attesta a 1,466 euro.
BIALETTI. Il gruppo di Coccaglio, in assoluto, è la migliore tra le bresciane (nel 2008 la peggiore): archivia l’esercizio con un deciso recupero segnando un incremento dell’86% a 0,4945 euro. Il 2009, iniziato molto male con il picco negativo a marzo a 0,164 euro, registra poi una netta inversione di tendenza. a metà giugno il titolo sale fino a 0,9595, quindi torna a scendere.
CEMBRE. Un anno in ascesa anche per l’azienda leader nei componenti elettro-meccanici. Il momento peggiore, anche in questo caso, a marzo quando il titolo scende a due euro e mezzo; dopodichè un’ascesa costante con il massimo a ottobre a 5 euro, valore dal quale si si allontana troppo nel finale: saluta il 2009 a 4,66 euro con un +41%.
GEFRAN. L’azienda di Provaglio chiude il 2009 in significativa perdita: -24,54% a 2,235 euro. Analizzando l’andamento dell’anno si può dire che il minimo di due euro, raggiunto a metà marzo, non viene praticamente mai recuperato; lo conferma il fatto che il valore più alto risale al 6 gennaio.
POLIGRAFICA SF. Anno positivo per l’azienda di Castrezzato: recupera ben 28,78 punti dei 43 persi nel 2008. Il prezzo minimo, a marzo, a quota 8,73 euro, poi la repentina corsa che, a giugno, la porta fino a 15,79 euro. A fine anno, dopo una lenta ma costante frenata, si assesta a 11,59 euro.
SABAF. La spa di Ospitaletto vive un 2009 intenso: dopo il crollo di marzo, a 7,2 euro, risale la china e chiude a oltre 16 euro con un incremento dell’8,6% . Il massimo dell’anno in avvio di dicembre a 18 euro.
SCREEN SERVICE. La società specializzata nella componentistica per le trasmissioni tv digitali recupera quasi del tutto i danni della crisi, chiude con una crescita del 56% (-66% nel 2008). Tocca il minimo a febbraio (0,401 euro), quindi risale fino a 0,78 euro (il 22 giugno): un valore dal quale non si discosta troppo salutando il 2009 a 0,6875 euro.
UBI BANCA. Il titolo soffre l’andamento piuttosto difficile del settore bancario. Il picco negativo a marzo (a 5,58 euro), all’inizio di maggio il massimo dell’anno a 11,55 euro. Tra continui rialzi e ribassi archivia l’esercizio a 10,04 euro con una leggera performance negativa: -2,43%.
Fonte:BresciaOggi











Aggiungi Un Commento