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GUADAGNA CON L'ABC

02_30_are_f1_602_mediumDIRITTI DEI CONSUMATORI. In vigore da ieri dopo quattro rinvii la norma sulla possibilità di azione collettiva contro aziende private e pubbliche
Il Codacons ha citato in tribunale le banche Unicredit e Intesa per le commissioni applicate sui conti correnti in rosso

ROMA
Da ieri anche l’Italia ha la class action. Dopo quattro rinvii parte con il nuovo anno l’azione collettiva che i consumatori possono intraprendere per difendere i propri diritti contro pratiche commerciali scorrette e danni subiti dalle aziende.
Per il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, diventa così operativo «uno strumento di civiltà essenziale per la tutela dei consumatori».
Il battesimo del nuovo strumento arriva dall’associazione dei consumatori Codacons, che ha annunciato di aver depositato i primi ricorsi contro due banche, per i costi troppo alti delle commissioni sui conti correnti. La normativa non è retroattiva: si possono intentare cause collettive per illeciti commessi a partire dal 16 agosto scorso. Restano fuori tutti i maxi-crac del passato, a partire da Cirio e Parmalat.
CLASS ACTION AL VIA. La nuova disciplina consente a consumatori o utenti che abbiano subito danni derivanti da prodotti difettosi o pericolosi, o da comportamenti commerciali scorretti o contrari alle norme sulla concorrenza, di unire le proprie forze per ottenere il risarcimento: tutti coloro che si trovino nella stessa situazione di chi ha promosso la causa potranno aderire all’azione, facendo valere i propri diritti, anche attraverso il promotore e senza bisogno di ricorrere autonomamente a un avvocato.
Lo strumento, previsto dalla Finanziaria 2008, è stato modificato perchè il governo riteneva quella versione «carente sia sotto l’aspetto procedurale che sostanziale».
Servirà un periodo di rodaggio. Nei tribunali non ci sono ancora, ad esempio, sezioni specializzate per questo tipo di cause. E le associazioni dei consumatori hanno più volte espresso perplessità sulla versione definitiva della normativa e in particolare sulla mancata retroattività, che lascia fuori i risparmiatori che hanno subito danni dal fallimento della Parmalat o chi è rimasto coinvolto nel caso Cirio.
IL PRIMO RICORSO. Appena attivata, subito battezzata. La nuova azione legale è già stata intentata dal Codacons, che ha notificato due citazioni in Tribunale contro due colossi bancari: Unicredit e Intesa Sanpaolo. Oggetto del contendere, le commissioni applicate dalle banche sui conti correnti in rosso, giudicate troppo costose, anche sulla scorta di una segnalazione fatta alcuni giorni fa dall’Antitrust.
«Si tratta della prima azione collettiva in Italia», commenta Carlo Rienzi, presidente del Codacons, «speriamo serva per disincentivare i colossi economici a fare scorrettezze gravi contro i consumatori che per pochi euro non farebbero mai causa individualmente». La somma richiesta in giudizio dai correntisti, aggiunge l’associazione, sarà di circa 1 miliardo di euro per ciascuna banca. Altre due associazioni, Adusbef e Federconsumatori, pur essendo felici dell’azione intrapresa dal Codacons ritengono necessaria «un’analisi precisa e approfondita al fine di non fare il gioco delle parti di cui si vogliono contrastare comportamenti scorretti».
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Il 1 gennaio è la data di inizio anche per la class action nei confronti degli uffici pubblici o società concessionarie di servizi pubblici (come autostrade o Rai). Rispetto alla class action privata non prevede il risarcimento del danno, ma solo il ripristino dell’efficienza del servizio. Le azioni, in ogni caso, si potranno intraprendere solo quando saranno definiti tutti gli standard indispensabili per i servizi.

Fonte:BresciaOggi

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