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GUADAGNA CON L'ABC

Costretta dalla crisi economica a lasciare il lavoro in un laboratorio tessile una quarantenne cinese non ha trovato alternative e, grazie all’aiuto di una conoscente, è finita a Concesio, a fare la prostituta per 50 euro a prestazione, protetta da una connazionale che incassava il sessanta per cento dei guadagni. In una settimana, però, non aveva visto nemmeno un euro, lei aveva rispettato i patti e ricevuto almeno quattro clienti a pomeriggio, ma la protettrice aveva tenuto per sè l’intero compenso.
La schiavitù della donna è terminata l’altro giorno quando gli uomini della Mobile, dopo aver preso un appuntamento telefonico fingendosi clienti, hanno arrestato la presunta sfruttatrice, sequestrato l’alcova e liberato la donna sfruttata. In manette con l’accusa di sfruttamento della prostituzione è finita Chumei Wang, 38 anni, clandestina.
Alla donna gli investigatori della Mobile sono arrivati grazie al meticoloso lavoro di controllo che viene effettuato sulle inserzioni on line. Molti controlli, come precisato dal dirigente della Mobile Carmine Grassi, sono anche frutto di segnalazioni che arrivano soprattutto da donne che cercano, con il loro intervento, di arginare un fenomeno sempre più dilagante e che coinvolge parecchi uomini bresciani, con un notevole danno per i rapporti familiari, il conto corrente e con qualche rischio anche per la salute.
IN UN ANNUNCIO una giovane donna cinese si offriva per compagnia: gli investigatori hanno contattato il numero e fissato un appuntamento. Al telefono non c’era la prostituta, ma la donna che è finita in manette. C’era anche la cinese di 38 anni nell’appartamento di Concesio, in via Zanardelli, quando si sono presentati gli uomini della Mobile che, smessi i panni dei clienti, hanno indossato l’uniforme di poliziotti. La 38enne era in casa per verificare che tutto filasse liscio, che il cliente si presentasse, che l’accordo fosse rispettato e, soprattutto, la tariffa saldata. La presunta sfruttatrice è stata quindi arrestata mentre l’appartamento è stato sequestrato e sono in corso ulteriori accertamenti per risalire al proprietario che l’ha concesso alla cittadina straniera clandestina.
Nessun provvedimento nei confronti della prostituta cinese. Anzi. La donna, pure lei clandestina, in Italia da tre anni e privata del passaporto, è stata affidata a personale esperto per essere aiutata a ricostruirsi una vita. La donna ha raccontato di essere passata da Roma, Bologna e Milano e di aver lavorato in laboratori tessili, fino alla svolta «professionale» di Concesio.

Fonte Bresciaoggi

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